La Nuova Sardegna

Enel vuole una isola tutta verde

di Giuseppe Centore
Enel vuole una isola tutta verde

Il colosso elettrico rilancia la proposta di produzione di energia solo da eolico e fotovoltaico

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CAGLIARI. Un modello esportabile nel mondo, un luogo dove applicare processi radicali e innovativi di produzione, utilizzo e consumo di energia. La Sardegna, secondo i progetti di Enel è il terreno ideale per testare sul campo un progetto di elettrificazione “verde” mai prima applicato in Europa e con pochi esempi simili nel mondo, più che altro piccole isole con poca popolazione e economie poco diversificate e sviluppate.

Ieri il direttore di Enel Italia Nicola Lanzetta commentando il progetto (che prevede una intera produzione energetica in Sardegna fatta con rinnovabili, fotovoltaico e eolico, oggi circa la metà di quanto prodotto, il resto è fossile) lo ha definito come «progetto dei sardi, non di Enel; è fattibile, è una opportunità, non costa, crea occupazione e porta vantaggi all’imprenditoria locale; non c’è un solo motivo per dire che non sarà un successo». Secondo uno studio commissionato da Enel l’80 per cento dei sardi sarebbe favorevole a una isola “tutta verde”. Ma è applicabile una soluzione così estrema, e tecnologicamente impegnativa, a una isola di 24mila chilometri quadrati di superficie? Gli esperti chiamati da Enel dicono di sì, anche perchè il progetto, di cui per adesso si conoscono solo le linee guida e non i dettagli è stato inserito tra i Multi-Stakeholders Energy Compact delle Nazioni Unite e considerato come modello per la diffusione dell’elettrificazione e la transizione energetica a livello globale, insieme ad altri 73 progetti al mondo, di cui 8 europei. Questi se realizzati secondo tempistiche e caratteristiche richieste dalle Nazioni Unite riceveranno dall’Organizzazione il necessario supporto tecnico. L’ elettrificazione verde della Sardegna è stato presentato ieri con un evento organizzato da Enel, Università degli Studi Roma Tre - Centro Ricerche Economiche e Sociali Manlio Rossi-Doria, con il supporto di Alleanza Sardegna Rinnovabile (WWF, Kyoto Club, Greenpeace e Legambiente). Tra gli esperti Nigel Tapper, climatologo e premio Nobel per la pace nel 2007 , che ha ricordato come «l’area mediterranea è un hotspot del cambiamento climatico e questo progetto guidato da Enel è un'opportunità unica per la Sardegna di essere un esempio per il mondo di come ridurre le emissioni per affrontare il cambiamento climatico. Il valore di questo progetto è quello di proporre per la prima volta su scala regionale una serie di soluzioni tecniche per ridurre le emissioni di tutti, aziende o singoli all'inquinamento atmosferico, migliorando la qualità della vita nel rispetto del territorio». Il progetto prevede di raggiungere una serie di obiettivi entro il 2030, in particolare il superamento della produzione di energia da fonti fossili attraverso la sostituzione con impianti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico, e allo stesso tempo la diffusione di tecnologie per l'elettrificazione degli usi finali, come mobilità elettrica, sistemi per gli ambienti, l’efficientamento energetico e le piastre ad induzione.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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