la revisione
La strage di Sinnai, nuova perizia sulla prova decisiva
ROMA. La sorte di Beniamino Zuncheddu (57 anni), il pastore di Burcei in carcere da 31 anni, all’ergastolo per l’esecuzione militare di Gesuino Fadda, del figlio Giuseppe e del pastore Ignazio...
1 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La sorte di Beniamino Zuncheddu (57 anni), il pastore di Burcei in carcere da 31 anni, all’ergastolo per l’esecuzione militare di Gesuino Fadda, del figlio Giuseppe e del pastore Ignazio Pusceddu all’ovile di Cuile is Coccus, nel 1991 a Sinnai, è appesa a poche frasi contenute in una conversazione intercettata tra il sopravvissuto alla strage Luigi Pinna e la moglie. È stata la Corte d’Appello di Roma ad accogliere ieri l’istanza per una nuova perizia presentata dall’avvocato Mauro Trogu nel corso della quarta udienza del processo di revisione. Due perizie dei carabinieri avevano sentito Pinna dire alla moglie che il riconoscimento dell’assassino, prova decisiva per l’accusa, era stato preceduto dall’iniziativa dell’ex poliziotto Mario Uda: all’unico teste oculare aveva mostrato una foto di Zuncheddu. Ma la terza, dell’ufficio, aveva sollevato dubbi per i troppi incomprensibile disseminati nel testo. Alla fine la Corte ha deciso di affidare un nuovo incarico, sarà formalizzato il 22 marzo. Poi si andrà alla discussione, mentre un’inchiesta-bis della procura di Cagliari punta a identificare autori o complici nella strage.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google