Olbia vuole la sede della Port authority: «Noi la porta dell’isola»

La città gallurese in pressing: fa leva sugli oltre 2,5 milioni di passeggeri. Ma Cagliari ha un maggiore peso nel settore del traffico merci

OLBIA. Il sasso nello stagno è stato lanciato: Olbia non ci sta e reclama un ruolo più importante nello scacchiere dei porti sardi. Lo fa mettendo sul piatto la forza di scali che convogliano la massa di gran lunga maggiore di passeggeri. La porta della Sardegna, almeno via mare, è in Gallura. Anzi, nel nord Sardegna, includendo anche Porto Torres oltre Olbia e Golfo Aranci. Ecco quindi che l’aspirazione non è tanto nascosta: un’Autorità di sistema portuale unica, ma con sede ad Olbia. Il pressing della politica nordista e di una parte dell’opinione pubblica sembrerebbe andare in questa direzione, ma sono soprattutto i numeri a suffragare le ambizioni della città gallurese che ospita il porto Isola Bianca.

Leggendo i dati di Assoporti, avallati dall’AdSP sarda, emerge come a dicembre del 2021 nel porto di Olbia siano sbarcati 2 milioni 544 mila passeggeri, contro i 165 mila del porto di Cagliari. Letta così una differenza abissale, che rende l’Isola Bianca il centro nevralgico del traffico marittimo delle persone anche rispetto ai numeri dei vicini di casa: Golfo Aranci con 534 mila e Porto Torres con 838 mila passeggeri. Numeri che segnano in neretto la lettera d’intenti recapitata con vis polemica dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi e dal suo concittadino, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Cocciu, direttamente al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, Massimo Deiana.


Le merci. La prima scuola di pensiero posiziona le rivendicazioni di Olbia in diretta correlazione con i numeri dei passeggeri, la cui evidenza, con Olbia che surclassa Cagliari, sede della Port authority, non si può discutere. Ma la replica che arriva direttamente da Cagliari si riferisce a un altro dato, non meno importante nel computo numerico: quello sulle merci. Confrontando infatti i dati emerge come nel 2021 il volume totale di merci movimentate nel porto di Cagliari è stato di 31 milioni 222mila tonnellate, contro i 6 milioni 819mila di Olbia, i 2 milioni 800mila di Porto Torres e le 108mila di Golfo Aranci.

Da qui la sproporzione nelle entrate per l’Autorità di sistema portuale: con Cagliari asso pigliatutto, insieme ai porti del sud, con 30 milioni di euro nel 2021, contro i 18,5 milioni dei porti del nord, la gran parte dei quali provenienti dai diritti di porto per il traffico passeggeri incassati da Olbia. L’equazione è che nel computo degli incassi, quindi della forza politica che Cagliari impone su Olbia, contino più le navi che approdano nei moli della Saras a Sarroch che non i passeggeri che sbarcano a Olbia per andare in tutte le mete dell’isola.

Numeri totali. Partendo da queste premesse, va però sottolineato con assoluta onestà che se si evidenzia, come ha fatto l’AdSP sarda, il recupero del traffico passeggeri con numeri lusinghieri, di ciò va però assegnato il merito principale proprio al porto di Olbia. Traffico passeggeri che, dalla somma dei volumi movimentati nei principali porti commerciali (Olbia, Cagliari, Porto Torres e Golfo Aranci), registra un + 38% rispetto al 2020, passando da circa 2 milioni e 965mila unità dell’anno precedente a 4 milioni e 83mila del 2021. Olbia, infatti, è passata dal milione 855mila passeggeri del 2020 agli oltre 2,5 milioni dell’anno scorso, con un + 37%. Cagliari con i suoi numeri risicati ha infatti fatto registrare un + 24%, mentre Golfo Aranci e Porto Torres hanno segnato rispettivamente un +21 e + 56%. Quindi il peso dei porti del nord è decisamente più consistente nel momento in cui si sottolinea la grande performance dei porti dell’isola sul fronte passeggeri rispetto al periodo più acuto della pandemia.

Le crociere. L’ultimo aspetto riguarda le crociere. Qui si scontrano, ancora una volta, due fronti basati su altrettante scuole di pensiero. Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha contestato l’allontanamento delle crociere da Olbia a causa dei limiti infrastrutturali legati al mancato escavo del porto. Deiana rivendica invece il sistema dell’home port, che ha portato a più “toccate nave” nell’isola. «L’interesse è che il numero dei croceristi cresca all’interno del sistema dei porti, indipendentemente da come si spalmi nei singoli scali» sottolinea Deiana. I transiti nel 2021 hanno premiato Cagliari, con 57mila croceristi e un +728% sul 2020. Olbia ha registrato quasi 6mila transiti rispetto agli zero del 2020. I numeri dicono Cagliari, anche se nel 2022 il trend potrebbe cambiare a favore di Olbia.
 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes