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Nuove Asl al palo: Nieddu convoca i direttori

Nuove Asl al palo: Nieddu convoca i direttori

Ritardi e problemi di organico rischiano da mettere il crisi il progetto di riforma varato un mese fa

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CAGLIARI

Un mese fa è scattata la riforma, ma i problemi erano e sono rimasti ancora tanti. Le basi per un avvio il più veloce possibile erano state gettate dall’Ats, con un piano operativo pubblicato alla fine dell’anno scorso: non è bastato perché la macchina marciasse subito a pieno regime. I collegamenti fra l’Ares, il nuovo vertice amministrato, e le Aziende territoriali, ospedaliere e universitari sono appena cominciati e la matassa si è ingarbugliata in fretta. Certo, è ancora troppo presto per tirare le somme, ma un’accelerazione è indispensabile. Lo ha capito anche l’assessorato alla sanità: giovedì Mario Nieddu ha istituito il tavolo tecnico-politico di coordinamento. A giorni saranno convocati tutti i direttori generali, per definire – si legge nel decreto – «la fase di avvio delle nuove aziende sino all’approvazione dei relativi atti aziendali», e le riunioni saranno almeno una volta al mese.

L’attacco. Ma non sarà certo un tavolo a risolvere i problemi, è la replica delle opposizioni in Consiglio regionale. Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Liberi e Uguali hanno sollecitato la convocazione urgente della commissione sanità: «Dobbiamo sapere dalla viva voce dell’assessore – è scritto nella richiesta – perché sono così in ritardo gli atti aziendali delle Aziende. Atti che, come tutti sanno, sono indispensabili per l’organizzazione e la gestione delle singole realtà territoriali». Però uno degli imbuti sarebbe: i nuovi manager non potrebbero contare ancora su tutti il personale necessario: ancora in carico all’Ares non è stato trasferito nelle nuove sedi. «A questo punto – aggiunge Leu – dev’essere la giunta Solianas a riprendere il pallino in mano, autorizzando, con una delibera, le Asl a nominare le strutture idonee per l’avvio dell’attività. Allo stesso tempo l’Ares deve permettere ai propri dipendenti di esercitare l’opzione in quale Asl intendano lavorare. Se tutto questo non accadrà in fretta, è alto il rischio che l’intero sistema si fermi durante l’ennesima emergenza sanitaria».

Le denunce. A scendere in campo sono anche il segretario uscente del Partito democratico, Emanuele Cani, e Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti. Il primo è stato perentorio: «Il sistema regionale è in tilt dappertutto, le Asl ancora in alto mare nella gestione dell’emergenza Covid e anche l’attività ordinaria è bloccata. La domanda è una sola: era davvero così improcrastinabile attuare la riforma in tempo di pandemia, con le carenze di organico e le campagne di vaccinazione ancora in corso? La risposta è un no secco e, al momento, la stessa riforma sembra essere già un fallimento annunciato». Per Francesco Agus dei Progressisti «la Giunta e il centrosinistra continuano a non capire e a non voler affrontare la grave situazione in cui versano gli ospedali sardi: tanto quelli nei piccoli centri, alcuni ormai in procinto di chiudere, tanto quelli metropolitani». Per proseguire: «Abbiamo chiesto più volte, con interrogazioni e mozioni rimaste sempre senza risposta, che si prendesse in mano la situazione. Non c'è più tempo da perdere, è una situazione drammatica di cui ormai anche il ministero della salute deve prendere atto». Perché – secondo Agus – «l’indifferenza della Giunta sta portando a un sovraccarico inaccettabile per i lavoratori della sanità ma soprattutto provoca danni incalcolabili per i cittadini oramai senza più la certezza di un servizio sanitario appena sufficiente». (ua)

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