Salasso tamponi a scuola sì ai test gratuiti per tutti
di Silvia Sanna
Azzerati i costi anche per la fascia 5-11 anni sinora esclusa dal Ministero
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SASSARI. Sono stati i più piccoli a pagare sinora il prezzo più alto, nel vero senso della parola: più contagi e dunque più quarantene e didattica a distanza per i bambini della scuola primaria, ma anche più tamponi antigenici che costano come quelli per gli adulti, dagli 8 ai 15 euro a discrezione della farmacia. È una delle storture dell’ultima circolare ministeriale che ha azzerato la spesa dei test per gli studenti delle Superiori di primo e secondo grado (Medie e Superiori) ma si è dimenticata completamente della fascia 5-11 anni. O meglio, ha stabilito che nel loro caso i tamponi debbano essere molecolari e dunque eseguiti nelle strutture sanitarie. Ma il virus cammina molto più veloce delle circolari e in un attimo ha mandato in tilt il sistema, impreparato ad accogliere così tante richieste. Il risultato è che anche i bimbi della Primaria in queste settimane stanno affollando le farmacie per eseguire i tamponi rapidi, sobbarcandosi il costo. La rivolta delle famiglie, sostenuta dai sindaci riuniti nell’Anci, è stata immediata e ieri la battaglia sacrosanta si è chiusa con una vittoria: d’ora in poi anche gli alunni più piccoli avranno diritto ai test gratuiti. Lo ha stabilito il generale Francesco Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid-19, che ha inviato una lettera alle Regioni in cui detta le nuove regole. Una pezza doverosa a una “dimenticanza” che però potrebbe avere strascichi, con migliaia di famiglie pronte a chiedere il rimborso per i tamponi già pagati.
Arrivano i fondi. Sono 19,2 milioni di euro i fondi previsti all’articolo 30 del decreto sostegni bis e destinati a coprire le spese per i tamponi rapidi degli scolari dai 5 agli 11 anni. Questa la procedura: le famiglie degli alunni, una volta informate che il proprio congiunto è un "contatto scolastico" di caso confermato di Sars-CoV-2 potranno rivolgersi al pediatra per eseguire il test, in alternativa al medico di medicina generale o alle strutture sanitarie di riferimento. A quel punto il pediatra potrà effettuare autonomamente il tampone oppure rilasciare la prescrizione per eseguirlo gratuitamente in farmacia. È una procedura fotocopia rispetto a quella già in vigore per gli studenti dai 12 anni in su, che non pagano un euro grazie alla prescrizione del medico. Gli stessi studenti che sono stati agevolati rispetto ai più piccoli anche in caso di contatto extrascolastico: il ragazzo dai 12 ai 17 anni che decide per esempio di fare il tampone dopo un caso in famiglia o all’interno del suo gruppo di amici, pagherà 8 euro. I più piccoli, invece, hanno sempre pagato il prezzo pieno a prescindere delle motivazioni all’origine del test e anche in caso di tamponi ripetuti nell’arco della stessa settimana (i cosiddetti T0 e T5 al quinto giorno) così come prevede la normativa in seguito alla segnalazione di una positiva nel gruppo classe. Un salasso per le famiglie, soprattutto per chi ha più di un figlio di quell’età.
Contagi su. Il provvedimento del generale Figliuolo arriva in un momento cruciale della pandemia, con i contagi in aumento tra i bambini della scuola materna e della primaria e la conseguente crescita percentuale di alunni in quarantena o in dad. Il motivo è chiaro: solo gli over 5 possono vaccinarsi e la campagna per loro è iniziata soltanto a metà dicembre. Al momento appena il 7% ha completato il ciclo vaccinale, che non immunizza dal virus ma rende meno probabile il contagio. L’aggiornamento settimanale del ministero dell’Istruzione conferma la crescita dei casi, con la Sardegna in peggioramento rispetto alla scorsa settimana sia per quanto riguarda il dato generale sia per gli scolari più piccoli. Sette giorni fa il 91,5% degli studeni sardi secondo i dati del Ministero stava regolarmente seguendo le lezioni in presenza, una percentuale migliore di quella media nazionale (88,4). Ora invece è scesa al 79%, 3 punti sotto rispetto alla media (81,9). E tra le classi il 17,6% è in dad a fronte del 15,5 nazionale. Per quanto riguarda la distribuzione dei contagi, infanzia e primaria sono più colpite con il 21% degli alunni in quarantena o in dad (che alle Elementari è prevista quando ci sono 2 positivi nella stessa classe). Al momento tutti prima di rientrare a scuola, dovranno sottoporsi a un tampone, da ripetersi in presenza di un nuovo contatto. Test su test che stanno suscitando moltissime polemiche e che infatti saranno ridotti, in particolare per i vaccinati. Nel frattempo, per le famiglie è già un sollievo non doverli più pagare.
Arrivano i fondi. Sono 19,2 milioni di euro i fondi previsti all’articolo 30 del decreto sostegni bis e destinati a coprire le spese per i tamponi rapidi degli scolari dai 5 agli 11 anni. Questa la procedura: le famiglie degli alunni, una volta informate che il proprio congiunto è un "contatto scolastico" di caso confermato di Sars-CoV-2 potranno rivolgersi al pediatra per eseguire il test, in alternativa al medico di medicina generale o alle strutture sanitarie di riferimento. A quel punto il pediatra potrà effettuare autonomamente il tampone oppure rilasciare la prescrizione per eseguirlo gratuitamente in farmacia. È una procedura fotocopia rispetto a quella già in vigore per gli studenti dai 12 anni in su, che non pagano un euro grazie alla prescrizione del medico. Gli stessi studenti che sono stati agevolati rispetto ai più piccoli anche in caso di contatto extrascolastico: il ragazzo dai 12 ai 17 anni che decide per esempio di fare il tampone dopo un caso in famiglia o all’interno del suo gruppo di amici, pagherà 8 euro. I più piccoli, invece, hanno sempre pagato il prezzo pieno a prescindere delle motivazioni all’origine del test e anche in caso di tamponi ripetuti nell’arco della stessa settimana (i cosiddetti T0 e T5 al quinto giorno) così come prevede la normativa in seguito alla segnalazione di una positiva nel gruppo classe. Un salasso per le famiglie, soprattutto per chi ha più di un figlio di quell’età.
Contagi su. Il provvedimento del generale Figliuolo arriva in un momento cruciale della pandemia, con i contagi in aumento tra i bambini della scuola materna e della primaria e la conseguente crescita percentuale di alunni in quarantena o in dad. Il motivo è chiaro: solo gli over 5 possono vaccinarsi e la campagna per loro è iniziata soltanto a metà dicembre. Al momento appena il 7% ha completato il ciclo vaccinale, che non immunizza dal virus ma rende meno probabile il contagio. L’aggiornamento settimanale del ministero dell’Istruzione conferma la crescita dei casi, con la Sardegna in peggioramento rispetto alla scorsa settimana sia per quanto riguarda il dato generale sia per gli scolari più piccoli. Sette giorni fa il 91,5% degli studeni sardi secondo i dati del Ministero stava regolarmente seguendo le lezioni in presenza, una percentuale migliore di quella media nazionale (88,4). Ora invece è scesa al 79%, 3 punti sotto rispetto alla media (81,9). E tra le classi il 17,6% è in dad a fronte del 15,5 nazionale. Per quanto riguarda la distribuzione dei contagi, infanzia e primaria sono più colpite con il 21% degli alunni in quarantena o in dad (che alle Elementari è prevista quando ci sono 2 positivi nella stessa classe). Al momento tutti prima di rientrare a scuola, dovranno sottoporsi a un tampone, da ripetersi in presenza di un nuovo contatto. Test su test che stanno suscitando moltissime polemiche e che infatti saranno ridotti, in particolare per i vaccinati. Nel frattempo, per le famiglie è già un sollievo non doverli più pagare.
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