Lula in corsa per il sito dell’Einstein Telescope
Le miniere sarda in lotta con un progetto belga. Entro il 2024 la scelta definitiva dell’Europa
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NUORO . Tra la fine di quest’anno e il principio del 2023 le miniere di Lula potrebbero avere il via libera per ospitare l’Einstein Telescope, per la misurazione delle onde gravitazionali. Se non l’ufficialità, almeno la certezza che il mondo scientifico ha sciolto gli ultimi dubbi sulla scelta delle miniere del Nuorese, dove sin dalle epoche più antiche si estraevano zinco e piombo. Il dubbio è fondato sul fatto che insieme alla località sarda è in competizione un sito situato nel triangolo tra Belgio, Germania e Lussemburgo. In Sardegna e in particolare nell’area che gravita intorno alla catena del Montalbo l’ottimismo è comunque diffuso. Mario Calia, sindaco di Lula dal 2012: «Le ultime informazioni in nostro possesso – spiega – confermano che i decisori scientifici vanno indirizzandosi proprio sulle miniere di “Sos Enattos”. Tutte le verifiche – aggiunge – confermano infatti che il sito della nostra miniera sia da preferire sia per la particolare conformazione geologica, sia per il fatto che si tratta di un’area poco abitata e dove, proprio per quest’ultima caratteristica, l’attività di misurazione delle onde gravitazionali può dare i migliori risultati».
Il progetto è finanziato dalla commissione dell’Unione Europea e va avanti dal 2004. Tra i siti dove realizzare l’impianto, “Sos Enattos” è entrato sin dal principio nel novero dei luoghi “attenzionati” dal gruppo scientifico dell’Ue, insieme ad altre due aree, rispettivamente in Spagna e Ungheria. Queste ultime negli anni sono venute meno, la miniera di Lula ha invece mantenuto le posizioni, mentre è spuntata la candidatura del sito dei Paesi Bassi. «Il solo fatto che quella olandese sia un’autocandidatura, e non una scelta degli scienziati – dice ancora il sindaco Calia – basta a fare pendere dalla nostra parte le maggiori possibilità di successo». Il successo nel momento in cui si determinerà, sarà di quelli epocali, con ricadute in tutta l’isola e un risalto scientifico mondiale. In 30 anni di attività dell’Einstein Telescope si prevedono tra i 22mila e i 38mila posti di lavoro. L’indotto è stimato tra i 6 e gli 8 miliari di euro. L’attività contribuirà con 2 punti alla produzione del Pil nazionale. Si tratta solo di aspettare la maturazione dei tempi tecnici, che hanno fissato entro il 2024 l’ufficialità della scelta. In pratica 20 anni dopo la prima ideazione sul centro scientifico, partorita a Bruxelles.
A portare all’esame decisivo la proposta “Sos Enattos” il partenariato italiano, guidato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, che può contare sull’apporto di altri istituti di ricerca europei e di alcuni dipartimenti universitari di Fisica, tra i quali quello che fa capo alla Sapienza di Roma. La Regione è anch’essa tra gli attori. Ha già destinato al progetto un finanziamento, per consentire verifiche e carotaggi. Ma da parte sua c’è soprattutto la presenza costante nel percorso che dovrà condurre alla scelta del sito: «Negli ultimi due anni come amministrazione regionale abbiamo portato avanti una complessa trattativa per difendere in tutte le sedi il progetto per “Sos Enattos”», rimarca la consigliera regionale del Psd’Az, Elena Fancello. «Mi auguro che altri soggetti istituzionali si mettano a servizio della causa». Il Comune di Nuoro ha anch’esso sposato il progetto: «Si è voluto da subito che fosse tra gli elementi di punta del progetto di rilancio del Nuorese, pur avendo una dimensione e un rango certo ben più largo», afferma l’assessore comunale alla Programmazione, Filippo Spanu Il consigliere comunale di opposizione, il Pd Carlo Prevosto, aspetta prima di dire che l’Einstein Telescope nascerà e sarà attivo nel Nuorese: «I presupposti sono buoni, ma il territorio deve fare di più affinché il progetto diventi una realtà». (Francesco Pirisi)
Il progetto è finanziato dalla commissione dell’Unione Europea e va avanti dal 2004. Tra i siti dove realizzare l’impianto, “Sos Enattos” è entrato sin dal principio nel novero dei luoghi “attenzionati” dal gruppo scientifico dell’Ue, insieme ad altre due aree, rispettivamente in Spagna e Ungheria. Queste ultime negli anni sono venute meno, la miniera di Lula ha invece mantenuto le posizioni, mentre è spuntata la candidatura del sito dei Paesi Bassi. «Il solo fatto che quella olandese sia un’autocandidatura, e non una scelta degli scienziati – dice ancora il sindaco Calia – basta a fare pendere dalla nostra parte le maggiori possibilità di successo». Il successo nel momento in cui si determinerà, sarà di quelli epocali, con ricadute in tutta l’isola e un risalto scientifico mondiale. In 30 anni di attività dell’Einstein Telescope si prevedono tra i 22mila e i 38mila posti di lavoro. L’indotto è stimato tra i 6 e gli 8 miliari di euro. L’attività contribuirà con 2 punti alla produzione del Pil nazionale. Si tratta solo di aspettare la maturazione dei tempi tecnici, che hanno fissato entro il 2024 l’ufficialità della scelta. In pratica 20 anni dopo la prima ideazione sul centro scientifico, partorita a Bruxelles.
A portare all’esame decisivo la proposta “Sos Enattos” il partenariato italiano, guidato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, che può contare sull’apporto di altri istituti di ricerca europei e di alcuni dipartimenti universitari di Fisica, tra i quali quello che fa capo alla Sapienza di Roma. La Regione è anch’essa tra gli attori. Ha già destinato al progetto un finanziamento, per consentire verifiche e carotaggi. Ma da parte sua c’è soprattutto la presenza costante nel percorso che dovrà condurre alla scelta del sito: «Negli ultimi due anni come amministrazione regionale abbiamo portato avanti una complessa trattativa per difendere in tutte le sedi il progetto per “Sos Enattos”», rimarca la consigliera regionale del Psd’Az, Elena Fancello. «Mi auguro che altri soggetti istituzionali si mettano a servizio della causa». Il Comune di Nuoro ha anch’esso sposato il progetto: «Si è voluto da subito che fosse tra gli elementi di punta del progetto di rilancio del Nuorese, pur avendo una dimensione e un rango certo ben più largo», afferma l’assessore comunale alla Programmazione, Filippo Spanu Il consigliere comunale di opposizione, il Pd Carlo Prevosto, aspetta prima di dire che l’Einstein Telescope nascerà e sarà attivo nel Nuorese: «I presupposti sono buoni, ma il territorio deve fare di più affinché il progetto diventi una realtà». (Francesco Pirisi)
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