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Sassari, sos in Nefrologia: chiude l’ambulatorio

Luigi Soriga
Sassari, sos in Nefrologia: chiude l’ambulatorio

In aumento i ricoveri, medici insufficienti: stop alle visite per i malati cronici Rianimazione, posti letto esauriti: necessario aprire reparti Covid in altri ospedali

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SASSARI. La variante Omicron potrebbe essere l’alleato migliore contro la pandemia, l’unico capace di una “vaccinazione gratuita su larga scala” che finalmente si tradurrebbe in una immunità di gregge. Tuttavia, in questa fase di contagi dilaganti, il prezzo da pagare per la sanità è altissimo, e all’Aou di Sassari, così come gli altri presìdi dell’isola, si aspettano quattro settimane d’inferno. Intanto l’ospedale Santissima Annunziata deve rinunciare temporaneamente ai servizi dell’ambulatorio di Nefrologia, perché arrivano pazienti dializzati positivi da tutto il nord Sardegna, solo ieri quattro nuovi ingressi, e la gestione sta diventando insostenibile. La coperta è cortissima, manca il personale sufficiente, due medici sono stati contagiati e un terzo è in malattia. Non potendo chiudere il reparto, i vertici aziendali hanno deciso di sacrificare l’ambulatorio, che si occupa delle visite calendarizzate per i malati cronici. Un disagio notevole e una carenza sotto il profilo assistenziale, ma dettata dall’emergenza.

L’altro problema riguarda le rianimazioni Covid, che ormai hanno esaurito la disponibilità di posti letto. L’altra notte sono stati intubati tre pazienti e sia la terapia intensiva di Malattie Infettive che la Tipo del palazzo Clemente non possono più accogliere altri pazienti, se non in postazioni di emergenza. Quindi se dovesse aggravarsi il quadro clinico di qualche paziente, o se dovesse arrivare in pronto soccorso qualcuno con grave deficit respiratorio, per l’Aou sarebbe un problema.

La soluzione temporanea ci sarebbe, ed è stata discussa proprio giovedì scorso nell’ambito di una riunione con tutti i direttori delle Assl e con l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu. In quell’occasione è stata ribadita la necessità, per ogni ospedale del territorio, di prendersi carico dei propri pazienti positivi e di allestire dei reparti Covid al proprio interno, perché la distinzione tra presìdi puliti e presìdi sanitari sporchi, in questa fase di estrema emergenza non ha più senso. L’hub di Sassari non ha più le risorse e la capacità ricettiva per reggere una mole di accessi così elevata, con pazienti dirottati anche da Nuoro, Macomer, Olbia, Tempio ecc. In questo caso parliamo naturalmente di pazienti a bassa intensità, perché per quanto riguarda quelli più gravi, che necessitano di ventilazione assistita, il discorso cambia. Il trasferimento sull’hub di Sassari diventa vitale.

A questo proposito le disposizioni dell'assessore alla Sanità prevedono l’apertura di 6 posti di terapia intensiva al civile di Alghero, utilizzando anestesisti di Alghero e Nuoro, dal momento che l’Aou di Sassari non è materialmente in condizioni di reclutarne e mettere a disposizione. Però il direttore generale dell’Assl Flavio Sensi e quello del presidio di Alghero Gioacchino Greco, fino a questo momento dicono di non essere in grado di mettere in campo le proprie risorse, e dunque gli ulteriori sei posti di intensiva non possono essere aperti.

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