Contagi sotto quota 1000 ma i ricoveri aumentano
Segnali contrastanti sul fronte della pandemia, gli ospedali sono in affanno
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SASSARI. La lenta discesa, dopo i contagio record dei giorni scorsi, sembra finalmente cominciata. I dati dell’agenzia Agenas e i report del ministero della Sanità confermano che l’isola, raggiunto il plateau, potrebbe lasciarsi alle spalle, nelle prossime settimane, anche la quarta ondata di una pandemia che ha colpito duro. Il bollettino di ieri avvalora l’ottimismo degli esperti. I contagi, nelle ultime 24 ore, sono scesi sotto il tetto, anche psicologico, dei mille nuovi casi. Il contatore si è fermato a quota 918, il numero più basso dall’inizio del nuovo anno. I tamponi processati sono stati 22.411 e questo significa che il tasso di positività cala dal 4,7 al 4,1%. L’aspetto negativo è legato al numero dei decessi e a quello dei ricoveri in ospedale. Il covid si è portato via altre due persone: un uomo di 70 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna, e uno di 87 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 34, lo stesso dato dell'ultima rilevazione, mentre sale di due il numero dei ricoverati in area medica (369 in totale). Sale anche il numero delle persone in isolamento domiciliare (sono oltre 23mila) ma sale anche il numero dei guariti.
Corsa ai posti letto. Insomma la pandemia fa meno paura ma la discesa - sperando che il trend trovi conferma nei prossimi giorni - non sarà rapida, nè indolore. Tanto che tutte le Asl si stanno organizzando per recuperare posti destinati ai pazienti che hanno bisogno di un ricovero. A Sassari le rianimazioni Covid del Santissima Annunziata hanno esaurito la disponibilità di posti letto e se dovesse aggravarsi il quadro clinico di qualche paziente, o se dovesse arrivare in pronto soccorso qualcuno con grave deficit respiratorio, per l’Aou sarebbe un problema. E’ così l’azienda sanitaria ha deciso di aprire 6 nuovi posti di terapia intensiva al civile di Alghero, dove però c’è il solito problema della mancanza di anestesisti. All'ospedale San Francesco di Nuoro le cose vanno un po’ meglio da quando è stato riaperto il reparto covid che però è al limite della capienza con 23 posti letto occupati. A giorni aprirà anche un secondo spazio dedicato ai positivi. Questa soluzione consentirà di alleggerire gli ospedali di Cagliari e Sassari e altri nosocomi dell'Isola. «Il reparto è attivo già da qualche tempo – ha confermato il direttore sanitario della Asl di Nuoro Peppino Paffi –. Ora apriremo un secondo reparto per evitare che i pazienti positivi stazionino nelle altre unità operative, così da poter essere seguiti in maniera multidisciplinare e con personale infermieristico dedicato. In questo modo riusciremo a mettere in sicurezza tutti gli altri reparti e ad assicurare la continuità dell'attività sanitaria soprattutto della chirurgia con priorità per gli interventi sui pazienti oncologici. Nelle prossime settimane ci attendiamo un appiattimento della curva dei contagi – ha concluso Paffi –, ma rinnovo l'appello alla prudenza e all'applicazione di tutte le regole sanitarie che ormai conosciamo». Anche a Olbia i posti letto sono praticamente esauriti. Nel reparto Covid del Mater i dieci posti di terapia ordinaria attivati qualche giorno fa su richiesta della Regione, sono tutti occupati e ancora non si sa se ci sarà un ampliamento della zona rossa in tempi brevi. Un nuovo reparto è stato allestito al Giovanni Paolo II (dove c’era il day surgery) e dove, a regime, saranno disponibili dieci posti letto. Anche il Paolo Dettori di Tempio avrà la sua zona blindata. E pure qui i posti letto disponibili saranno dieci. Anche la Gallura segnala il problema della carenza di medici e infermieri, aggravato dal fatto che molti camici bianchi sono a loro volta in quarantena.
I dati del Cnr. La speranza è ancora una volta affidata ai numeri degli istituti di ricerca che, da ormai due anni, monitorano la situazione. Ai dati Agenas, a quelli della Fondazione Gimbe e del ministero della Sanità si è aggiunto ieri il rapporto dell’Istituto per le applicazione del Cnr. Anche quest’ultimo lavoro sembra confermare che il peggio è alle spalle anche se l’andamento della curva dei contagi è molto eterogeneo nelle province italiane. La maggioranza ha comunque superato il picco e la Sardegna non è messa male. Il dato dei contagi è in calo a Cagliari, a Nuoro e Oristano, mentre è in leggera risalita a Sassari e nel Sud Sardegna, che però avevano cominciato prima la discesa. In tutte le province sarde l’incidenza dei contagi per 100mila abitanti è tra le più basse in assoluto. E proprio quest’ultimo indicatore lascia ben sperare per la pressione sugli ospedali. Bisognerà tenere duro per i prossimi quindici giorni e non abbassare la guardia. (a.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corsa ai posti letto. Insomma la pandemia fa meno paura ma la discesa - sperando che il trend trovi conferma nei prossimi giorni - non sarà rapida, nè indolore. Tanto che tutte le Asl si stanno organizzando per recuperare posti destinati ai pazienti che hanno bisogno di un ricovero. A Sassari le rianimazioni Covid del Santissima Annunziata hanno esaurito la disponibilità di posti letto e se dovesse aggravarsi il quadro clinico di qualche paziente, o se dovesse arrivare in pronto soccorso qualcuno con grave deficit respiratorio, per l’Aou sarebbe un problema. E’ così l’azienda sanitaria ha deciso di aprire 6 nuovi posti di terapia intensiva al civile di Alghero, dove però c’è il solito problema della mancanza di anestesisti. All'ospedale San Francesco di Nuoro le cose vanno un po’ meglio da quando è stato riaperto il reparto covid che però è al limite della capienza con 23 posti letto occupati. A giorni aprirà anche un secondo spazio dedicato ai positivi. Questa soluzione consentirà di alleggerire gli ospedali di Cagliari e Sassari e altri nosocomi dell'Isola. «Il reparto è attivo già da qualche tempo – ha confermato il direttore sanitario della Asl di Nuoro Peppino Paffi –. Ora apriremo un secondo reparto per evitare che i pazienti positivi stazionino nelle altre unità operative, così da poter essere seguiti in maniera multidisciplinare e con personale infermieristico dedicato. In questo modo riusciremo a mettere in sicurezza tutti gli altri reparti e ad assicurare la continuità dell'attività sanitaria soprattutto della chirurgia con priorità per gli interventi sui pazienti oncologici. Nelle prossime settimane ci attendiamo un appiattimento della curva dei contagi – ha concluso Paffi –, ma rinnovo l'appello alla prudenza e all'applicazione di tutte le regole sanitarie che ormai conosciamo». Anche a Olbia i posti letto sono praticamente esauriti. Nel reparto Covid del Mater i dieci posti di terapia ordinaria attivati qualche giorno fa su richiesta della Regione, sono tutti occupati e ancora non si sa se ci sarà un ampliamento della zona rossa in tempi brevi. Un nuovo reparto è stato allestito al Giovanni Paolo II (dove c’era il day surgery) e dove, a regime, saranno disponibili dieci posti letto. Anche il Paolo Dettori di Tempio avrà la sua zona blindata. E pure qui i posti letto disponibili saranno dieci. Anche la Gallura segnala il problema della carenza di medici e infermieri, aggravato dal fatto che molti camici bianchi sono a loro volta in quarantena.
I dati del Cnr. La speranza è ancora una volta affidata ai numeri degli istituti di ricerca che, da ormai due anni, monitorano la situazione. Ai dati Agenas, a quelli della Fondazione Gimbe e del ministero della Sanità si è aggiunto ieri il rapporto dell’Istituto per le applicazione del Cnr. Anche quest’ultimo lavoro sembra confermare che il peggio è alle spalle anche se l’andamento della curva dei contagi è molto eterogeneo nelle province italiane. La maggioranza ha comunque superato il picco e la Sardegna non è messa male. Il dato dei contagi è in calo a Cagliari, a Nuoro e Oristano, mentre è in leggera risalita a Sassari e nel Sud Sardegna, che però avevano cominciato prima la discesa. In tutte le province sarde l’incidenza dei contagi per 100mila abitanti è tra le più basse in assoluto. E proprio quest’ultimo indicatore lascia ben sperare per la pressione sugli ospedali. Bisognerà tenere duro per i prossimi quindici giorni e non abbassare la guardia. (a.l.)
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