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Mattarella tra il Colle e la famiglia

Mattarella tra il Colle e la famiglia

Giornata di relax per il presidente. Spunta un divertente murale con il trasloco bis

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[FIRMA&LUOGO]di Fabrizio Finzi

<MC>ROMA

[TESTO]Una giornata di decantazione spesa con i familiari dopo lo stress delle ultime 48 ore nelle quali ha dovuto prendere una decisione sofferta che, come lui stesso ha sottolineato, lo costringe a cambiare i piani di vita.
Sergio Mattarella ha passato una domenica di riposo al Quirinale tornato ad essere la sua casa per i prossimi anni. La messa all'interno del Palazzo, la presenza dei suoi cari e una veloce visita nella famosa casa presa in affitto nel quartiere Salario, sulla quale il presidente della Repubblica deve ancora prendere una decisione. Intanto, il camion dei traslochi e Mattarella che lo insegue chiedendo di tornare indietro fa il giro del mondo: è il nuovo murales dell'artista Laika comparso la notte scorsa a Roma, in via della Cordonata, a pochi passi dal Quirinale.
Ma oggi si torna al lavoro e non sarà leggero. A poche centinaia di metri di distanza il premier Mario Draghi avrà già riunito il primo Consiglio dei ministri post elezioni e sul tavolo c'è il dossier Covid per definire le mosse delle prossime settimane. Sullo sfondo le decisioni per frenare il caro bollette e il nodo dello scostamento di Bilancio. Al Quirinale il presidente ha già iniziato a ragionare sul discorso di insediamento che è sempre stato per tutti una sorta di intervento programmatico dei presidenti. Manca parecchio tempo al giuramento che avverrà solo giovedì pomeriggio nel giorno in cui il capo dello Stato termina formalmente il suo primo settennato. È prevedibile pensare che Mattarella non recriminerà sullo stallo della politica e sul suo improvviso richiamo al lavoro. Troppo saldo è infatti il suo rispetto per il Parlamento che ieri non a caso ha ringraziato per la «fiducia» nuovamente accordatagli. Sarà un invito a mettersi tutti al lavoro per affrontare le «emergenze ancora in atto», a partire da quella sanitaria. Un appello a non perdere tempo e, forse nelle pieghe, a non cadere nell'errore di trasformare il tempo che manca alle politiche del 2023 in un anno elettorale.
Difficile che non prosegua nella linea della fiducia che da mesi cerca di inoculare nel Paese e nella politica, invitando a non perdere l'occasione di sfruttare l'onda della ripresa.

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