Turismo, la previsione degli operatori sardi: «Verso un’estate da record»
Stime ottimistiche in tutta l’isola, resta l’incognita del personale disponibile. Dopo le incertezze del 2021 le imprese sarde cercano lavoratori anche all’estero
SASSARI. La buona notizia è che due anni di incertezze, restrizioni, contagi e presenze a singhiozzo non hanno fiaccato l’ottimismo degli operatori turistici. Perché è di questo che si parla. Dopo una “summer” 2021 partita in ritardo ma comunque capace di mettere a verbale numeri incoraggianti, le aspettative per la stagione 2022 sono cresciute in maniera esponenziale. Per questo le ricerca di personale qualificato è già iniziata anche nel mondo della ristorazione che, ovviamente, strizza l’occhio alla prospettiva legata al green pass europeo, lo strumento che potrebbe riportare in Sardegna le quote di turismo francese, inglese e tedesco perse negli ultimi due anni proprio a causa delle complicate regole di viaggio anti Covid. Il problema, già evidente lo scorso anno, è che il personale scarseggia, soprattutto quello qualificato.
Estate sold out. Quello del personale è un problema comune a molte attività che stanno programmando la stagione estiva – spiega Roberto Bolognese, presidente regionale di Confesercenti –. Molti contano di aprire per Pasqua e quindi devono pianificare le assunzioni, anche se non è facile». A complicare le cose ci ha già pensato il reddito di cittadinanza: «È plausibile che ci sia una relazione tra la penuria di personale e il sostegno statale - continua Bolognese –, forse è per questo che diversi imprenditori cercano il personale anche in zone di non prossimità, una cosa mai successa». Il personale straniero, dunque, potrebbe sostituire quello domestico: «La aspettative sono alte e gli operatori non possono attendere oltre. E poi, è anche arrivato il momento di essere ottimisti: abbiamo tutti voglia di normalità e cosa c’è di più normale di un viaggio e di una vacanza. Tutti sappiamo che con l’avvento del bel tempo la diffusione del virus si riduce, poi ci sono dati incoraggianti delle vaccinazioni. La Sardegna è una zona sicura, e questo aumenta la sua attrattività». In più, all’orizzonte c’è il ritorno dei turisti internazionali: «Penso che quest’anno avremo una parte rilevante del traffico turistico occupato dagli stranieri per via dell’uniformità di leggi sugli spostamenti. E questo ci avvantaggia tantissimo».
Caccia al personale. «Siamo tutti impegnati nella ricerca del personale perché siamo reduci dall’incubo vissuto lo scorso anno, quando non si riuscivano a trovare le figure professionali di cui avevamo necessità – racconta Enrico Daga, operatore turistico di Alghero e coordinatore della programmazione per Confesercenti nel nord dell’isola –. La ricerca è complicata anche quest’anno, molti lavoratori sono andati via dalla Sardegna, anche a costo di cercare impiego in altri settori. Tra quelli che sono rimasti, molti adesso si occupano di edilizia. È quello il settore trainante e, siccome il personale manca anche alle ditte edili, le richieste aumentano e spesso molti dei nuovi assunti vengono “sottratti” proprio al settore della ristorazione e del turismo in generale, che paga un prezzo salatissimo anche per questi effetti collaterali della pandemia». E se prima i ragazzi, e non solo, facevano la fila per mettersi in lista in vista della stagione turistica in zona come Alghero, adesso non è più così: «Lo ribadisco, abbiamo enormi difficoltà a trovare il personale anche se ci siamo mossi in anticipo. Per questo – continua Daga – abbiamo deciso di attrezzare un appartamento per ospitare lavoratori che arrivano da altre regioni o da altri Paesi. E dire che prima c’era la corsa per venire a lavorare ad Alghero e il raggio chilometrico di provenienza era davvero limitato. Non possiamo certo ridurre i posti a sedere o perdere la stagione perché non troviamo il personale». E la serratissima caccia ai collaboratori lascia intendere che la prossima estate potrebbe essere quella del ritorno alla normalità: «Sì, siamo ottimisti. Confidiamo che il virus si comporti come lo scorso anno, permettendo ai turisti di tornare sull’isola e garantendo la sopravvivenza degli operatori del settore messi in ginocchio dalla pandemia».
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