«Pronti a intervenire per evitare il caos»
CAGLIARI. L’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna (nella foto), lo dice subito: «Da parte nostra è in corso un’attenta valutazione della sentenza emessa dalla Corte costituzionale per individuare,...
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CAGLIARI. L’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna (nella foto), lo dice subito: «Da parte nostra è in corso un’attenta valutazione della sentenza emessa dalla Corte costituzionale per individuare, con estrema esattezza, gli articoli e i commi che sono stati cassati e quelli, invece, usciti indenni dal giudizio». È una sorta di setaccio, dunque. «Indispensabile – sottolinea l’assessore – visto che il dispositivo, ancora una volta, entra nel merito delle competenze della Regione sull’edilizia e l’urbanistica, mettendole a confronto con quello assegnate allo Stato». I tavoli tecnici sono riuniti sin dalla pubblicazione della sentenza: «Oggi dovremmo avere un quadro completo e chiaro dopo aver messo a confronto le parti impugnate dal Governo con le censure che sono state accolte o respinte dalla Corte. Solo allora sapremo quale dovrebbe essere la nuova stesura del Piano casa approvato oltre un anno fa dal Consiglio regionale». Uno degli snodi, almeno stando a una prima lettura, è che la Consulta ha bocciato – è una certezza – la proroga dello stesso Piano fino al 2023, e di conseguenza anche gli articoli salvati dai giudici rischiano di non poter essere applicati. «Un intervento legislativo – conferma Sanna – sarà necessario per forza. Stiamo valutando, in queste ore, quale debba essere per evitare che ci sia un vuoto temporale». Vuoto che, a questo punto, riguarderebbe proprio l’anno in corso e soprattutto metterebbe a rischio tutte le domande presentate dai privati negli uffici tecnici comunali. «Interverremo di sicuro e lo decideremo in fretta proprio per spazzare via qualsiasi incertezza». Seppure ancora in fase di lettura, all’assessorato non nascondono però di essere soddisfatti per la seconda sentenza, emessa lo stesso giorno della prima, che ha negato alle Soprintendenze alle belle arti e al paesaggio il potere di opporsi al Piano ancora prima dell’esito del processo costituzionale: «Almeno quest’eccesso è stato è stato censurato. Ora confidiamo in un leale e costruttivo rapporto con la Soprintendenze». (ua)
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