Ancora 5 vittime nell’isola ma la curva non cresce più
Segnali positivi: i contagi sono ai minimi dall’inizio del nuovo anno Resta alta la pressione sugli ospedali, terapie intensive sopra il livello di guardia
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CAGLIARI. Piccolo balzo avanti nel numero di contagi in Sardegna con numeri comunque rassicuranti. La curva procede a strappi ma la strada sembra ormai aver imboccato la discesa. I nuovi positivi di ieri sono 792 (erano 597 nella rilevazione di lunedì ma con meno test) sulla base di 31.488 tamponi processati. Il tasso di positività scende al 2,5% e conferma un trend che va avanti da diversi giorni. Siamo ai minimi dall’inizio del nuovo anno e, soprattutto, siamo lontani dai picchi di 1700-1800 contagi quotidiani registrati subito dopo le festività natalizie. L’allarme non è rientrato ma ci sono un’altra serie di segnali - oltre al bollettino - che consentono di guardare avanti con un pizzico di ottimismo in più. Il primo è relativo alla pressione sugli ospedali.
I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 32, uno in meno dell’altro ieri, mentre i ricoverati in area medica sono 386 (cinque in più). Il saldo è ancora negativo ma la curva cresce con un ritmo sempre più lento e questo lascia credere che nelle prossime settimane, forse già nei prossimi giorni, anche la curva dei ricoveri possa invertire il suo percorso. Anche i dati dell’agenzia Agenas confermano un sostanziale rallentamento della pandemia con 5 Regioni (compresa la Sardegna) che nell’ultima settimana hanno visto calare la pressione sulle terapie intensive. L’Isola ha una percentuale di posti letto occupati che è scesa al 16%. Siamo al di sopra dei livelli di guardia ma il picco sembra davvero superato. È anche vero - e l’allarme arriva un po’ da tutta l’isola - che gli ospedali sono sotto pressione e che medici e infermieri sono ancora costretti a fare salti mortali. Nuovi reparti Covid sono stati aperti a Sassari, Olbia, Tempio e Nuoro ma il personale è sempre lo stesso e nessuno è in grado di fare miracoli.
La parola d’ordine rimane dunque prudenza. Anche perchè il virus continua a fare vittime. Ieri l’elenco si è allungato con altri cinque nomi : una donna di 55 anni e un uomo di 86, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; un 67enne della provincia di Nuoro e due uomini di 63 e 80 anni, residenti in provincia di Sassari.
L’altro aspetto che suggerisce di alta la guardia è la diffusione dei Covid tra i bambini. L’Aopi, l’Associazione degli ospedali pediatrici italiani, conferma che il numero di bambini e ragazzi fino a 18 anni ricoverati per Covid in area medica o terapia intensiva non cala. «Speravamo che a fine gennaio la curva cominciasse a scendere, invece continuiamo a restare sul plateau con numeri praticamente stabili», spiega il presidente Aopi Alberto Zanobini. Nell’ultimo rilevamento risultano 210 bambini ricoverati, di cui 198 in area medica e 12 in rianimazione. Di questi, 113 hanno tra zero e 4 anni, e 97 tra i 5 e i 18 anni. In area intensiva, 10 su 12 sono bambini tra zero e 4 anni. Dei ricoverati in area medica e rianimazione il 74,2% (72 su 97) sono non vaccinati. E in proposito la Pfizer ha fatto sapere che entro febbraio sarà pronto un vaccino per i bimbi che hanno meno di 5 anni.
I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 32, uno in meno dell’altro ieri, mentre i ricoverati in area medica sono 386 (cinque in più). Il saldo è ancora negativo ma la curva cresce con un ritmo sempre più lento e questo lascia credere che nelle prossime settimane, forse già nei prossimi giorni, anche la curva dei ricoveri possa invertire il suo percorso. Anche i dati dell’agenzia Agenas confermano un sostanziale rallentamento della pandemia con 5 Regioni (compresa la Sardegna) che nell’ultima settimana hanno visto calare la pressione sulle terapie intensive. L’Isola ha una percentuale di posti letto occupati che è scesa al 16%. Siamo al di sopra dei livelli di guardia ma il picco sembra davvero superato. È anche vero - e l’allarme arriva un po’ da tutta l’isola - che gli ospedali sono sotto pressione e che medici e infermieri sono ancora costretti a fare salti mortali. Nuovi reparti Covid sono stati aperti a Sassari, Olbia, Tempio e Nuoro ma il personale è sempre lo stesso e nessuno è in grado di fare miracoli.
La parola d’ordine rimane dunque prudenza. Anche perchè il virus continua a fare vittime. Ieri l’elenco si è allungato con altri cinque nomi : una donna di 55 anni e un uomo di 86, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; un 67enne della provincia di Nuoro e due uomini di 63 e 80 anni, residenti in provincia di Sassari.
L’altro aspetto che suggerisce di alta la guardia è la diffusione dei Covid tra i bambini. L’Aopi, l’Associazione degli ospedali pediatrici italiani, conferma che il numero di bambini e ragazzi fino a 18 anni ricoverati per Covid in area medica o terapia intensiva non cala. «Speravamo che a fine gennaio la curva cominciasse a scendere, invece continuiamo a restare sul plateau con numeri praticamente stabili», spiega il presidente Aopi Alberto Zanobini. Nell’ultimo rilevamento risultano 210 bambini ricoverati, di cui 198 in area medica e 12 in rianimazione. Di questi, 113 hanno tra zero e 4 anni, e 97 tra i 5 e i 18 anni. In area intensiva, 10 su 12 sono bambini tra zero e 4 anni. Dei ricoverati in area medica e rianimazione il 74,2% (72 su 97) sono non vaccinati. E in proposito la Pfizer ha fatto sapere che entro febbraio sarà pronto un vaccino per i bimbi che hanno meno di 5 anni.
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