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Covid, green pass a ostacoli: nessuno si prende la colpa

Roberto Petretto
Covid, green pass a ostacoli: nessuno si prende la colpa

Poste Italiane si sfila: il sistema funziona. Lo Snami: sbloccare la piattaforma

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SASSARI. Tracciamento in tilt e green pass in ritardo sia per alcuni vaccinati che per alcuni guariti: nel dedalo di problemi in cui molti utenti finisco per perdere la rotta è sempre difficile definire in modo netto le responsabilità Ieri Poste Italiane ha deciso di chiamarsi fuori con il più classico dei “non è colpa nostra”. L’azienda, attraverso il proprio ufficio stampa, prende le distanze dai ritardi nel rilascio del Green pass e mancate comunicazioni dell'Authcode a seguito di vaccino. Poste italiane si era sentita chiamare in causa da una nota della Regione che parlava di una «sollecitazione all'azienda che gestisce la piattaforma tecnologica delle vaccinazioni».

Poste precisa, infatti, «di non essere in alcun modo responsabile delle cause che hanno determinato tali inconvenienti».

«Come comunicato dalla Regione - si legge ancora nella nota - il problema tecnico riscontrato riguarda situazioni non ascrivibili a eventuali problematiche della piattaforma informatica messa a disposizione da Poste Italiane la quale, infatti, gestisce esclusivamente i processi relativi alla pianificazione delle vaccinazioni e non interviene sulle autenticazioni e sull'invio dei codici di attivazione dei Green pass».

A chi non vede arrivare sul proprio telefonino il green pass (pur essendo in regola) queste distinzioni importano poco. Chi è guarito a volte non riesce a ottenere i certificati necessari per il rilascio del Green pass. L’allarme era stato lanciato dalla Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale ed è stato ribadito ieri da un’altra organizzazione di categoria. La nuova denuncia arriva dallo Snami racconta di situazioni di disparità tra i cittadini tra chi viene trovato positivo attraverso il tampone antigenico o attraverso quello molecolare registrato dalle strutture pubbliche. In quest'ultimo caso l'eventuale positività viene registrata e non risultano particolari problemi, mentre nel primo caso il rischio è di trovarsi davanti un percorso ad ostacoli. «Capita spesso, oltre il 50% delle volte, ma credo sia un dato sottostimato - ha detto all’Ansa Edoardo De Pau, vice presidente regionale dello Snami, il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani. - che gli assistiti abbiano fatto il primo tampone antigenico, risultato positivo, che poi restino in attesa di quello molecolare e nel mentre si siano negativizzati ma il loro Green pass risulti bloccato nonostante il secondo test antigenico negativo. Caso a parte anche i pazienti a cui scade il certificato verde e che, avendo fatto le due dosi, sono in attesa del booster ma sono risultati positivi e quindi non possono fare la terza dose se non a distanza di 4 mesi dalla guarigione. Tra tutti questi ci sono anche persone che devono poter rientrare a lavoro».

La scorsa settimana i medici e i pediatri di libera scelta hanno ricevuto una newsletter dalla Regione nella quale è scritto che possono rilasciare i certificati di guarigione solo tramite la piattaforma regionale e non tramite il sistema tessera sanitaria, Sts. «Ma serve che i tamponi antigenici e molecolari vengano equiparati attraverso un provvedimento da parte del governatore come è accaduto in altre regioni - osserva De Pau - noi capendo l’emergenza diamo la nostra disponibilità ma servono strumenti snelli e occorre che venga sbloccata la piattaforma».

Intanto la campagna di vaccinazione prosegue a buon ritmo. A gennaio ci sono state 451.537 somministrazioni. Trainano le dosi booster (359.889), ma si rileva anche un importante numero di nuovi vaccinati con prime dosi (49.359 di cui 22.879 pediatriche). Nell'ultima settimana, dal 24 al 30 gennaio, la media delle somministrazioni si è attestata attorno alle 17 mila giornaliere, con picchi raggiunti il 25 (18.010 somministrazioni) e il 27 (17.948). A gennaio sono state consegnate in Sardegna circa 280 mila dosi di vaccino, di cui 42 mila pediatriche. Complessivamente in Sardegna sono state somministrate circa 3.480.000 dosi, di queste le dosi aggiuntive booster hanno superato le 860 mila somministrazioni e le pediatriche (tra prima e seconda dose) oltre 42 mila con più di un terzo della platea (29.744) nella fascia 5 - 11 anni che ha ricevuto almeno una dose.

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