La solidarietà dell’isola alla protesta dell’allevatore
di Giusy Ferreli
Coldiretti contro l’assessora Murgia: anziché trovare soluzioni dà dati sbagliati
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TALANA. Nella battaglia in difesa del comparto suinicolo Stefano Arzu non rimarrà da solo. Questa mattina, con l’allevatore talanese e i suoi colleghi dell’Associazione suinicoltori sardi in arrivo da ogni parte della Sardegna, ci saranno anche le bandiere gialloverdi di Coldiretti. Una nutrita delegazione guidata dai vertici regionali dell'associazione di categoria si ritroverà alle 11 in punto nell’azienda modello di Arbuleu per portare la solidarietà ad Arzu che, domenica mattina, ha consegnato le chiavi dell’allevamento e i suoi 700 maiali al sindaco di Talana, Cristian Paolo Loddo, perché allo stremo delle forze. Il sostegno nei confronti dell’allevatore e dirigente dell’associazione, che negli ultimi anni ha portato avanti l’attività nonostante le crescenti difficoltà, riecheggia nelle dichiarazioni del presidente e dal direttore regionale, Battista Cualbu e Luca Saba, che ricordano, passo passo, le sue vicissitudini, comuni a quelle di tanti allevatori sardi. Dalle limitazioni e i blocchi di movimentazione degli animali, subiti per casi di psa estranei alla sua azienda che gli hanno causato ingenti perdite, ai ritardi nei pagamenti della Pac dovuti ad alcune anomalie non imputabili né all’allevatore e neppure al centro di assistenza Coldiretti Nuoro Ogliastra, che ha presentato la domanda e sta seguendo da mesi negli uffici di Argea la sua pratica. Ed ancora, il ritardo nella liquidazione dei contributi per il benessere animale 2021 per una somma complessiva di 65mila euro, contestata però dall’assessorato regionale all’Agricoltura che parla di cifra decisamente inferiore. Se a questo si aggiunge il rincaro indiscriminato di tutte le materie prime, a cominciare dai mangimi (oltre il 40 per cento), dall’energia elettrica (80) e dal gasolio (50), ben si comprende quali ragioni abbiano spinto l’allevatore talanese a un gesto così eclatante come la consegna dei registri e delle chiavi dell’azienda nelle mani del primo cittadino. «Tutto il comparto agricolo sta vivendo momenti di forte crisi e difficoltà a causa del rincaro prezzi, della pessima annata e di una cieca ed elefantiaca burocrazia che sta raggiungendo livelli assurdi e paradossali», denuncia il presidente regionale di Coldiretti, Cualbu che oggi sarà accompagnato dal direttore regionale Luca Saba, e da Leonardo Salis e Alessandro Serra, rispettivamente presidente e direttore di Nuoro Ogliastra. «La situazione sta diventando insostenibile – aggiunge il direttore Saba –, per questo abbiamo chiesto alla Regione, con a capo l’assessorato all’Agricoltura e Argea, di risolvere in tempi velocissimi le varie anomalie delle pratiche e dei vari sistemi ed algoritmi».
Ritardi e inadempienze più volte segnalate agli uffici di Argea ma, evidentemente, sconosciute all’assessora all’Agricoltura Gabriella Murgia , colpevole di aver fatto «un’uscita improvvida e non documentata» sul caso di Arzu. «Anziché attivarsi per risolvere il caso particolare, e con esso quello generale, si è avventurata a dare risposte personali con dati sbagliati che hanno avuto la doppia colpa di mettere in discussone l’onestà dell’allevatore», attaccano all’unisono i vertici regionali Coldiretti che invitano la Regione a una maggiore operatività e venerdì si ritroveranno a Cagliari, sotto il palazzo del Consiglio regionale per far arrivare la disperata richiesta d’aiuto di un settore allo stremo al palazzo. «Questi sono momenti in cui serve buon senso e la collaborazione di tutti. Il rincaro prezzi, la pessima annata e la burocrazia stanno colpendo in modo indistinto tutto il comparto agricolo, per questo servono interventi immediati, a cominciare dallo sblocco delle pratiche comunitarie», è la loro conclusione.
La protesta dell’allevatore ogliastrino, che nel periodo più nero della suinicoltura sarda massacrata dalla peste suina ha avviato un allevamento semibrado nel massimo rispetto della biosicurezza, rischia di essere la prima di una lunga serie. Spronati da quel gesto, i suinicoltori sardi sono pronti a una mobilitazione senza precedenti.
Ritardi e inadempienze più volte segnalate agli uffici di Argea ma, evidentemente, sconosciute all’assessora all’Agricoltura Gabriella Murgia , colpevole di aver fatto «un’uscita improvvida e non documentata» sul caso di Arzu. «Anziché attivarsi per risolvere il caso particolare, e con esso quello generale, si è avventurata a dare risposte personali con dati sbagliati che hanno avuto la doppia colpa di mettere in discussone l’onestà dell’allevatore», attaccano all’unisono i vertici regionali Coldiretti che invitano la Regione a una maggiore operatività e venerdì si ritroveranno a Cagliari, sotto il palazzo del Consiglio regionale per far arrivare la disperata richiesta d’aiuto di un settore allo stremo al palazzo. «Questi sono momenti in cui serve buon senso e la collaborazione di tutti. Il rincaro prezzi, la pessima annata e la burocrazia stanno colpendo in modo indistinto tutto il comparto agricolo, per questo servono interventi immediati, a cominciare dallo sblocco delle pratiche comunitarie», è la loro conclusione.
La protesta dell’allevatore ogliastrino, che nel periodo più nero della suinicoltura sarda massacrata dalla peste suina ha avviato un allevamento semibrado nel massimo rispetto della biosicurezza, rischia di essere la prima di una lunga serie. Spronati da quel gesto, i suinicoltori sardi sono pronti a una mobilitazione senza precedenti.
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