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Sperperi all’Asl 7, chieste tre condanne

Sperperi all’Asl 7, chieste tre condanne

L’ex dg Calamida accusato di peculato per l’acquisto della sede di Carbonia

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CAGLIARI. Quattro anni e otto mesi più la confisca dei beni sequestrati nel corso del procedimento è la pena richiesta dal pm Gaetano Porcu per l’ex direttore generale dell’Asl 7 di Carbonia Maurizio Calamida, per l’accusa colpevole di peculato per aver acquistato nel 2010 una nuova sede dell’ente sanitario a Carbonia a un prezzo eccessivo, con uno sperpero di denaro pubblico - come l’ha definito il pm - che sfiorerebbe il milione di euro. Per il pm dev’essere condannato anche l’ex responsabile dell’ufficio acquisti Carlo Contini: tre anni di reclusione con le attenuanti generiche come per Calamida. Tre anni e due mesi è invece le pena sollecitata per Pier Antonio Raga, uno degli amministratori di fatto della Sema srl, società con sede a Cagliari e titolare dell’immobile acquistato dall’amministrazione sanitaria a condizioni discutibili. Nessuna prova di colpevolezza e quindi assoluzione - ha chiesto il magistrato - per la presidente e la vicepresidente della Sema, Antonia Fadda e Milena Deidda.

In una lunga requisitoria davanti ai giudici del tribunale il pm Porcu ha ricostruito la vicenda definendola sconcertante: Calamida («l’artefice dell’operazione è lui, gli altri si sono adeguati») fece comprare dall’Asl 7 un immobile a un prezzo fuori mercato. All’Asl erano arrivate cinque offerte di edifici, Calamida in qualità di commissario straordinario dell’Asl 7 comunicò alla Sema l’interesse per l’offerta da questa presentata per 2 milioni e 250 mila euro. Secondo le accuse Calamida e Contini non avrebbero nominato una commissione tecnica che valutasse le offerte pervenute e non avrebbero richiesto un parere di congruità all’organo tecnico dell’Agenzia delle Entrate. «A stabilire che il prezzo era congruo - ha spiegato il pm Porcu - fu Calamida, in base alle sue conoscenze del mercato immobiliare, come ha detto nel corso dell’esame». Nessuna richiesta di consulenza, nulla che garantisse sulla convenienza dell’operazione. L’Asl 7 si limitò ad accettare la proposta finale di 3 milioni e 830 mila euro Iva esclusa, con l’Iva la somma arrivò a 4 milioni e 635 mila euro. Non solo: per pagare questa somma la Asl 7 accese un mutuo col Banco di Sardegna, il bonifico alla Sema è del 12 aprile 2012. Nel 2014 l’Agenzia delle Entrate stimò il valore dell’edificio in 2 milioni 861 mila euro Iva esclusa, per la Sema un bel regalo: 969 mila 931 euro in più, pagati dai contribuenti. E per Calamida - ha detto il pm - l’acquisto di una fiammante Porsche. Il primo aprile la sentenza. (m.l)



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