Vespa: un maestro Piero Angela: resterà nella storia
«Tito Stagno? Un grandissimo professionista, un giornalista di Serie A, per lui che ha anche curato la “Domenica Sportiva”. Ma soprattutto una persona molto perbene». Al dolore per la scomparsa di...
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«Tito Stagno? Un grandissimo professionista, un giornalista di Serie A, per lui che ha anche curato la “Domenica Sportiva”. Ma soprattutto una persona molto perbene». Al dolore per la scomparsa di chi raccontò dagli studi della Rai lo sbarco dell’uomo sulla Luna si unisce pure il collega Bruno Vespa. «A lui sono sempre stato assai legato, non fosse altro perché il 2 maggio del 1969 tenne a battesimo il mio primissimo servizio per la Rai, la telecronaca della Regata delle Repubbliche marinare, dove decise gentilmente di accompagnarmi. Avevo 25 anni e da allora, anche se è passato tento tempo, non ci siamo mai lasciati – ricorda il direttore, conduttore di Porta a Porta –. Ho sentito Edda, la moglie, dicendole che abbiamo perso un vero maestro di giornalismo, un tipo preciso, scrupoloso, credibile, uno che si preparava ai servizi anche fisicamente bevendo spremute di pompelmo».
Parole di cordoglio che fanno eco a quelle pronunciate da un altro mostro sacro del servizio pubblico come Piero Angela. «Con Tito eravamo quasi coetanei – dice – tra noi c’era appena un anno di differenza, ed è normale che, pur essendo sempre impegnati su progetti diversi tra noi ci fosse amicizia. Tuttavia ho frequentato e frequento ancora la figlia Caterina, a cui vanno la mie più sentite condoglianze, e il di lei marito Alberto Luca Recchi, l’esploratore e fotografo. Ricordo – continua l’ideatore di Super Quark – quando lo vidi un po’ imbronciato per il famoso battibecco con Ruggero Orlando. Gli dissi: Tito, ma ti rendi conto della fortuna che hai avuto? Quella sequenza resterà nella storia». (an.mas.)
Parole di cordoglio che fanno eco a quelle pronunciate da un altro mostro sacro del servizio pubblico come Piero Angela. «Con Tito eravamo quasi coetanei – dice – tra noi c’era appena un anno di differenza, ed è normale che, pur essendo sempre impegnati su progetti diversi tra noi ci fosse amicizia. Tuttavia ho frequentato e frequento ancora la figlia Caterina, a cui vanno la mie più sentite condoglianze, e il di lei marito Alberto Luca Recchi, l’esploratore e fotografo. Ricordo – continua l’ideatore di Super Quark – quando lo vidi un po’ imbronciato per il famoso battibecco con Ruggero Orlando. Gli dissi: Tito, ma ti rendi conto della fortuna che hai avuto? Quella sequenza resterà nella storia». (an.mas.)
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