Continuità territoriale nuovo duro round al Tar
La sentenza sarà emessa fra pochi giorni. Ita pretende la rivincita su Volotea Il dubbio: il contratto firmato a ottobre dalla Regione con gli spagnoli è a rischio?
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CAGLIARI. Il confronto al Tar fra Volotea e Ita c’è stato. Come finirà? È ovvio, a deciderlo saranno i giudici della prima sezione. Il collegio è presieduto da Dante D’Alessio, magistrato che, in un recente passato, ha sempre bocciato qualunque blocco ipotetico e selvaggio della continuità territoriale aerea. Perché, anche stavolta, dopo il botta e risposta in aula fra gli avvocati , la domanda del momento è quella più scottante: il contratto firmato a ottobre dalla Regione con Volotea, potrebbe essere stracciato, oppure no, dai giudici del Tar? No, secondo i legali della low cost vincitrice della gara qualche mese fa. Sì, invece, per quelli di Ita, perché, come s’è capito, la neo compagnia tricolore ha voglia di rivincita sulla concorrenza, dopo essere stata sconfitta in malo modo. A far pendere la bilancia da una parte o dall’altra sarà la sentenza: verrà pubblicata fra pochi giorni. La Ct1 è un servizio essenziale, non si può volare sempre nell’incertezza.
L’udienza. Presente per la Regione l’avvocato Mattia Pani, che ha ribadito «ogni passaggio della gara è stato regolare», a prendersi la scena sono stati i legali delle due compagnie nemiche: Ilaria Gobbato e Laura Pierallini per Volotea, mentre Giulio Napolitano e Alfredo Vitale hanno dato voce alle rivendicazioni di Ita. Sono stati proprio loro, Vitale e Napolitano, a spiegare il motivo per cui, all’improvviso, hanno rinunciato a cinque ricorsi su sei. Hanno messo da parte i voli da Alghero e Olbia, più il Cagliari-Milano, lasciando in piedi solo quello contro l’assegnazione a Volotea del Cagliari-Roma e viceversa, come per altro è stato per tutto il resto del pacchetto. «Per noi è questa la causa pilota», hanno detto in aula ma forse il motivo della scelta è dipeso anche dal fatto che fra le rotte in palio era questa anche la più ricca, con 8,6 milioni di compensazioni per 7 mesi, da ottobre al 15 maggio 2022. Da questo momento in poi l’udienza è andata avanti in un rimbalzo continuo fra il primo bando, senza vincitori, e il secondo, chiuso invece col trionfo di Volotea su Ita.
La prima gara. Va ricordato che, all’esordio, gli spagnoli furono esclusi dalla commissione per non aver presentato un documento d’identità. «È stato un vizio formale», hanno detto le avvocatesse Pierallini e Gobbato, e di conseguenza «la nostra prima offerta doveva essere accettata». Ma perché la low cost vuole che le sia data ragione anche in questo caso? Alla fine l’intero pacchetto è comunque finito nelle sue mani. Perché se venisse riammessa alla prima gara, avrebbe più soldi dalla Regione (altri 3 milioni) visto che poi nella seconda ha presentato un’offerta al ribasso ancora più vantaggiosa. Dal canto suo, invece, Ita ha contestato di essere stata esclusa perché, secondo la commissione, non avrebbe avuto a disposizione abbastanza aerei per le rotte. «Non è vero – hanno replicato Napolitano e Vitale – Il piano industriale era perfetto». Non per la Regione, che ha confermato i dubbi di allora: «Era tutto presunto». Spetterà al Tar dire da che parte sta la ragione.
La seconda gara. Qui gli avvocati di Ita hanno contestato l’eccessivo ribasso, poi risultato vincente, di Volotea sul Cagliari- Roma. «Noi – è stato detto da Napolitano e Vitale – ci siamo fermati a un meno 12 per cento, gli altri sono arrivati al 41,6». Un’esagerazione, in sostanza. La replica di Pierallini e Gobbato è stata immediata: «Viste le compensazioni economiche previste, non può esserci contestata un’offerta anomala, come se si trattasse di un normale bando pubblico». Fra qualche giorno, con la sentenza, si saprà se Volotea abbia esagerato nell’accontentarsi d’ incassare solo 5 milioni (Ita aveva proposto 7,5) per il Cagliari-Roma e viceversa. (ua)
L’udienza. Presente per la Regione l’avvocato Mattia Pani, che ha ribadito «ogni passaggio della gara è stato regolare», a prendersi la scena sono stati i legali delle due compagnie nemiche: Ilaria Gobbato e Laura Pierallini per Volotea, mentre Giulio Napolitano e Alfredo Vitale hanno dato voce alle rivendicazioni di Ita. Sono stati proprio loro, Vitale e Napolitano, a spiegare il motivo per cui, all’improvviso, hanno rinunciato a cinque ricorsi su sei. Hanno messo da parte i voli da Alghero e Olbia, più il Cagliari-Milano, lasciando in piedi solo quello contro l’assegnazione a Volotea del Cagliari-Roma e viceversa, come per altro è stato per tutto il resto del pacchetto. «Per noi è questa la causa pilota», hanno detto in aula ma forse il motivo della scelta è dipeso anche dal fatto che fra le rotte in palio era questa anche la più ricca, con 8,6 milioni di compensazioni per 7 mesi, da ottobre al 15 maggio 2022. Da questo momento in poi l’udienza è andata avanti in un rimbalzo continuo fra il primo bando, senza vincitori, e il secondo, chiuso invece col trionfo di Volotea su Ita.
La prima gara. Va ricordato che, all’esordio, gli spagnoli furono esclusi dalla commissione per non aver presentato un documento d’identità. «È stato un vizio formale», hanno detto le avvocatesse Pierallini e Gobbato, e di conseguenza «la nostra prima offerta doveva essere accettata». Ma perché la low cost vuole che le sia data ragione anche in questo caso? Alla fine l’intero pacchetto è comunque finito nelle sue mani. Perché se venisse riammessa alla prima gara, avrebbe più soldi dalla Regione (altri 3 milioni) visto che poi nella seconda ha presentato un’offerta al ribasso ancora più vantaggiosa. Dal canto suo, invece, Ita ha contestato di essere stata esclusa perché, secondo la commissione, non avrebbe avuto a disposizione abbastanza aerei per le rotte. «Non è vero – hanno replicato Napolitano e Vitale – Il piano industriale era perfetto». Non per la Regione, che ha confermato i dubbi di allora: «Era tutto presunto». Spetterà al Tar dire da che parte sta la ragione.
La seconda gara. Qui gli avvocati di Ita hanno contestato l’eccessivo ribasso, poi risultato vincente, di Volotea sul Cagliari- Roma. «Noi – è stato detto da Napolitano e Vitale – ci siamo fermati a un meno 12 per cento, gli altri sono arrivati al 41,6». Un’esagerazione, in sostanza. La replica di Pierallini e Gobbato è stata immediata: «Viste le compensazioni economiche previste, non può esserci contestata un’offerta anomala, come se si trattasse di un normale bando pubblico». Fra qualche giorno, con la sentenza, si saprà se Volotea abbia esagerato nell’accontentarsi d’ incassare solo 5 milioni (Ita aveva proposto 7,5) per il Cagliari-Roma e viceversa. (ua)
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