La Nuova Sardegna

L’investitore senza patente gli era stata tolta 5 anni fa

di Mauro Lissia
L’investitore senza patente gli era stata tolta 5 anni fa

Il motociclista per ora resta in libertà: voleva suicidarsi, salvato dall’avvocato

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CAGLIARI. Quando si è presentato alla sede della Polizia stradale per confessare di aver travolto un bimbo col maxiscooter, Emilio Pozzolo non sapeva ancora che Daniele Ulver era morto straziato sull’asfalto di via Cadello. Con l’avvocato Riccardo Floris al fianco, Pozzolo è apparso sconvolto, disperato, letteralmente fuori di sé: «Ho fatto un casino» ha ripetuto ossessivamente al suo legale, che l’aveva prelevato nella sua abitazione nel rione San Michele. Davanti al comandante della polizia locale Guido Calzia e ai dirigenti della Polstrada ha poi spiegato fra le lacrime di non aver visto quel piccolo passeggino che spuntava da un’auto, l’auto che si era fermata sul margine della strada per far attraversare Ilenia Ennas col suo bambino, diretta al parco di Monte Claro. Pozzolo - che non è disoccupato, ha moglie e due figli e li mantiene con un lavoro di assistenza domiciliare ai disabili - ha sostenuto che sia stato il sole ad accecarlo, quanto è accaduto dopo l’urto col passeggino ha detto di non averlo compreso sino in fondo perché la paura e la disperazione l’hanno indotto alla fuga.

Pozzolo ha 36 anni e nel 2017 gli è stata revocata la patente di guida a causa di una condanna per droga del 2012 legata a «un fatto - ha precisato l’avvocato Floris - di lieve entità». Lo scooter Honda 750 non è suo e non è chiaro se l’abbia usato all’insaputa del proprietario o gli sia stato prestato. Per ora comunque Pozzolo resta in libertà, le accuse di omicidio stradale, fuga del conducente e omissione di soccorso pesano sul suo avvenire giudiziario ma il pm Ginevra Grilletti non ha rilevato fino alla serata di ieri ragioni tecnicamente sufficienti per mandarlo in carcere. Negativo ai test per alcol e droghe, a salvarlo è stato con ogni probabilità l’avvocato Floris, che l’ha raggiunto a casa interrompendo una fuga senza prospettive e bloccando sul nascere propositi suicidi che Pozzolo continuava a manifestare al telefono. Uno stato di prostrazione che si è aggravato quando il responsabile del terrificante incidente ha saputo che il bimbo era morto sul colpo. Ora - riferisce il suo difensore - non fa che invocare il perdono.

L’inchiesta giudiziaria intanto va avanti. Ieri il medico legale Roberto Demontis ha eseguito una seconda ispezione sul corpicino di Daniele, la Procura ha ritenuto superflua un’eventuale autopsia. Le cause della morte sono tristemente chiare, come sia avvenuto l’incidente è altrettanto chiaro grazie anche a un testimone, l’automobilista che ha riferito agli investigatori di essersi fermato sul margine destro della carreggiata per far passare la donna col bimbo, in prossimità delle strisce pedonali che conducono all’ingresso del parco. Sembrano coincidere, in attesa di un accertamento tecnico, anche le testimonianze sulla velocità del maxiscooter: sarebbe stata elevatissima. È sicuro che Pozzolo non ha frenato, il che confermerebbe sia l’errore fatale nel sorpasso dell’auto ferma che il suo racconto difensivo: non ha visto il passeggino sbucare dall’anteriore dell’auto ferma. Il resto sono le reazioni, l’atmosfera di dolore che si percepiva ancora ieri a Cagliari. Un dolore espresso anche dal vescovo Giuseppe Baturi: «Si tratta – ha detto all’Ansa il prelato – di un incidente che colpisce al cuore le cose che più amiamo, i bimbi e la promessa della vita. Per questo affidiamo alla misericordia di Dio il piccolo Daniele, perché possa per sempre godere del volto mite e festoso del Risorto. Un pensiero ai suoi cari e in particolare ai genitori». Dalla Regione e dal Comune è partita la proposta per una giornata di lutto cittadino, messaggi di cordoglio sono stati inviati alla famiglia del piccolo Daniele.

Sul luogo della tragedia numerosi cittadini, in una sorta di processione silenziosa, hanno lasciato fiori, peluche, ma anche giocattoli, automobiline, quadri con personaggi di fumetti e tanti messaggi di vicinanza ai genitori.

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