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peste suina africana  

Un micro focolaio a Talana blocca centinaia di aziende

Un micro focolaio a Talana blocca centinaia di aziende

SASSARI. I blocchi degli allevamenti per un focolaio di peste suina africana irrompono improvvisamento nella vertenza degli allevatori. Mentre i suinicoltori sardi discutevano animatamente delle...

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SASSARI. I blocchi degli allevamenti per un focolaio di peste suina africana irrompono improvvisamento nella vertenza degli allevatori. Mentre i suinicoltori sardi discutevano animatamente delle strategie per risollevare il settore messo in ginocchio da una lunga serie di fattori, tra cui ovviamente anche la lotta alla peste suina africana, a pochi chilometri di distanza i servizi veterinari della Asl di Lanusei abbattevano una ventina di maiali di un allevamento nelle campagne del paese, in località Biduai.

L’ordinanza di abbattimento e sotterramento delle carcasse animali, firmata dal sindaco di Talana Cristian Paolo Loddo, riguarda un’azienda regolare nella quale i controlli hanno consentito di riscontrare la sieropositività alla peste suina africana in due esemplari, entrambi di due anni di età. I capi infetti sono stati abbattuti, in attesa dell’approvazione del nuovo antipeste che invece prevede soltanto l’abbattimento degli esemplari sieropositivi. I veterinari del servizio hanno quindi accertato che i due maiali, in passato, sono venuti i contatto con il virus e che hanno sviluppato gli anticorpi. Tanto è bastato per formalizzare la presenza di un secondo focolaio che è stato correlato, dal punto di vista epidemiologico, ad un recente episodio: le sieropositività riscontrate in alcuni suini irregolari, abbattuti alla fine del scorso anno proprio nelle campagne talanesi. Allora furono quattro i maiali clandestini, dei centosettanta abbattuti alla fine di novembre nell’ambito della delle azioni di contrasto alla malattia disposte dall’Unità di progetto, a risultare sieropositivi agli esami effettuati dai veterinari. Si trattava come oggi di numeri esigui, soprattutto se rapportati agli ultimi abbattimenti che non hanno fatto registrato casi di positività sierologica e virologica, ma comunque gli esemplari abbattuti ieri sono risultati sufficienti per decretare l’esistenza di un focolaio. Tanto, inoltre, è servito per far scattare ancora una volta le prescrizioni contro la malattia che riguardano la zona di protezione, in cui sono concentrate una trentina di aziende nel raggio di tre chilometri, e quella di sorveglianza, che di fatto interesseranno circa duecentoventi allevamenti suinicoli compresi all’interno di un raggio di dieci chilometri. Questo secondo focolaio, individuato proprio in seguito ai controlli degli allevamenti imposti dal primo focolaio, bloccherà di fatto la movimentazione di centinaia di aziende, causando ulteriori ritardi sulle tabelle di marcia degli allevatori. Almeno sino a quando non verranno eseguiti tutti i controlli.

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