La Nuova Sardegna

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Violenza e abusi: alziamo la testa e combattiamo l’indifferenza

di Francesca Biancu*
Violenza e abusi: alziamo la testa e combattiamo l’indifferenza

Ci sono davvero tante ragioni per cui dovremmo essere fieri di essere italiani, eppure ci sono tanti motivi per cui al giorno d’oggi bisognerebbe vergognarsi di cosa sta diventando il nostro Paese....

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Ci sono davvero tante ragioni per cui dovremmo essere fieri di essere italiani, eppure ci sono tanti motivi per cui al giorno d’oggi bisognerebbe vergognarsi di cosa sta diventando il nostro Paese. Siamo circondati da violenza, discriminazioni, disparità di genere, omofobia, e anziché assecondare e provare ad ascoltare richieste di libertà e di uguaglianza, richieste di sicurezza per poter vivere in uno Stato civile, ci voltate le spalle. «Questo va in secondo piano», «questo non è vero», «adesso state esagerando» sono solo alcune delle frasi superficiali che si sentono di continuo. E intanto le donne continuano a essere violentate e uccise, gli studenti che protestano per giuste cause in piazza vengono presi a manganellate.

Ci sono due elementi che spaventano davvero tanto: uno sono le manifestazioni continue di ignoranza con cui abbiamo a che fare, e che nel 2022 sono espressione di inciviltà, e l’altro è il silenzio, la mancanza di reazione e di voglia di imparare.

Le statistiche più recenti hanno registrato un numero di 89 donne vittime di violenza ogni giorno, il 62% dei casi in famiglia. La violenza è sempre sbagliata, ma se distinguiamo quella sulle donne, non stiamo privilegiando il genere femminile, bensì mettiamo in evidenza la tipologia di tale violenza così che se ne conosca la natura e il significato. È un dato di fatto che la maggior parte delle volte le donne vittime di violenza sessuale e non solo vengano sottomesse e uccise proprio in quanto donne da maschi che si ritengono superiori.

Cercate di mettervi nei panni di un mondo che non vi appartiene, ma che soffre, e con il quale vivete e interagite; ricordatevi che non è necessario essere donne per lottare in favore dell’emancipazione femminile. Allo stesso modo non perché non si faccia parte della comunità Lgbtq+ non bisogna sostenerla e rendere possibili i diritti di tutti, anche appoggiando il Ddl Zan, il cui affossamento ha determinato un’enorme perdita per l’andamento sicuro di uno Stato. E ancora, per combattere il razzismo, non dobbiamo per forza appartenere a una diversa etnia.

Le disparità di genere e l’odio discriminatorio non sono l’unico fattore che sta facendo cadere l’Italia in basso. Un altro grave problema del Paese è la mancanza di sicurezza sul lavoro. Da poco uno studente di 18 anni, Lorenzo Parelli, è morto durante il suo ultimo giorno di stage di alternanza scuola-lavoro: a un ragazzo è stata strappata la vita e gli studenti, che protestavano in piazza, hanno anche dovuto subire le “cariche di alleggerimento” della polizia, la quale ha fatto di tutto tranne che gestire la situazione civilmente. Al momento in me, come in tanti altri giovani (e non solo) che sperano in un cambiamento, è forte il pessimismo, ma la speranza in un miglioramento è l’ultima a morire. Invito tutti a riflettere, non lo si fa mai abbastanza.

* Francesca frequenta il Liceo Classico Azuni a Sassari

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