Da destra a sinistra applausi bipartisan
Letta: il discorso della dignità. Berlusconi: ineccepibile. Salvini: mi ha convinto
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ROMA. Consenso bipartisan al discorso di insediamento del presidente Mattarella. Enrico Letta, segretario del Pd, lo battezza «il discorso della dignità. “Le disuguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono il freno alla crescita reale”. La frase più forte». Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parla di un intervento «ineccepibile che ci rafforza nella convinzione di aver ben agito chiedendo per primi la riconferma del presidente Mattarella». Matteo Renzi, leader di Italia viva, lo definisce «un grande discorso specialmente sulla giustizia, viva l’Italia». Plaude anche Matteo Salvini. Il leader della Lega assente per Covid chiama Mattarella complimentandosi «per lo splendido e convincente intervento». Anche Giorgia Meloni, numero uno di Fratelli d’Italia, che non ha votato la rielezione, fa sapere di «aver condiviso alcuni passaggi. Ciò non toglie che a differenza degli altri partiti, tra cui anche Lega e Forza Italia, noi non lo avremmo mai votato». Dal Movimento 5 stelle lodi da parte del presidente Giuseppe Conte. «Le parole del capo dello Stato sui giovani, sulla lotta alla precarietà e la tutela dell'ambiente rappresentano la bussola per continuare a costruire una società più giusta, più inclusiva e più equa». Anche David Ermini, vicepresidente Csm, approva le parole di Mattarella. Dal capo dello Stato arriva «una spinta fortissima affinché il Parlamento approvi finalmente e velocemente la riforma del Consiglio superiore» commenta Ermini, convinto che la riforma sia «urgente, indispensabile e indifferibile». E se è vero che Mattarella «ha giustamente denunciato le distorsioni e degenerazioni che hanno incrinato il rapporto di fiducia con i cittadini sottolineando la necessità di superare le logiche di appartenenza», ha anche «ricordato che autonomia e indipendenza della magistratura sono principi costituzionali preziosi e basilari».
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