«Idrogeno, opportunità da non perdere»
di Gianni Bazzoni
Il sindaco di Porto Torres chiede alla Regione di attivarsi per partecipare al bando per il recupero delle aree industriali dismesse
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SASSARI. Una “rivoluzione verde” che si può lanciare solo se si fa una corsa contro il tempo, perchè i giorni sono contati e serve davvero uno scatto da parte della Regione e delle istituzioni interessate. I requisiti nel Nord Sardegna - e in particolare nel territorio di Porto Torres ci sono tutti e in abbondanza - ma serve una manifestazione di interesse e una risposta concreta all’avviso diffuso dal ministero della Transizione ecologica. In ballo ci sono 500 milioni di euro (fondi del Pnrr) di cui il 50 per cento per il Mezzogiorno.
«Il bando per le nuove produzioni nelle aree dismesse è un’opportunità che la Sardegna non deve lasciarsi sfuggire. Ci sono due fattori che dimostrano come Porto Torres sia pronta ad affrontare la sfida: il primo è rappresentato dalla disponibilità che istituzioni, mondo economico e parti sociali hanno già dato a fare sintesi sul tema dell'idrogeno verde e delle rinnovabili; la seconda è che la zona industriale turritana risponde a tutti i requisiti tecnici e infrastrutturali indicati nell'avviso. Porto Torres può quindi candidarsi a diventare un laboratorio nello sviluppo delle energie pulite e rinnovabili, per fare da traino al rilancio dell'economia di tutto il Nord Sardegna. Auspico che la Regione colga questa opportunità e individui in Porto Torres il sito ideale per queste iniziative di riconversione».
Il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas è intervenuto ieri sull’argomento dopo che nei giorni scorsi La Nuova ha lanciato l’opportuntà offerta dal Ministero guidato da Roberto Cingolami con l’avviso pubblicato il 15 dicembre 2021 e pubblicato solo il 28 gennaio 2022. Da quel momento sono trascorsi quasi due mesi senza che ci siano stati particolari sussulti in un territorio come quello del Nord Sardegna dove di aree dismesse e infrastrutturate ce ne sono davvero parecchie. E ora la scadenza è lì, il prossimo 11 febbraio - tra sei giorni - per cui serve davvero una azione rapida per presentare la candidatura delle aree industriali di Porto Torres dove di idrogeno verde si parla già da tempo ma ora ci sono condizioni concrete per fare decollare una operazione che potrebbe essere molto interessante per tutto il territorio e del Sassarese e non solo.
Tra i primi a sottolineare l’importanza del bando ministeriale, i responsabili del settore Industria della Uil Area Nord Sardegna, Marco Foddai e Giovanni Tavera. Che hanno messo in evidenza il valore dello stanziamento di 500 milioni di euro con il 50 per cento delle risorse a disposizione per il Mezzogiorno.
«È un’opportunità da non perdere per il nostro territorio e per l’intera Isola – hanno sottolineato –. Si spera che la Regione approfitti di tale opportunità per garantire al Nord Sardegna una produzione che sarà strategica per lo sviluppo del territorio e per il sito di Porto Torres che offre ampie aree infrastrutturate. Ci si aspetta, per rendere sinergico e strategico l’insediamento della produzione di idrogeno verde, che sia messa in atto un’idea complessiva e condivisa dai tutti i soggetti istituzionali, imprenditoriali e sindacali affinché vi sia un progetto che vada dalla produzione all’utilizzo nei settori Industriali e dei trasporti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il bando per le nuove produzioni nelle aree dismesse è un’opportunità che la Sardegna non deve lasciarsi sfuggire. Ci sono due fattori che dimostrano come Porto Torres sia pronta ad affrontare la sfida: il primo è rappresentato dalla disponibilità che istituzioni, mondo economico e parti sociali hanno già dato a fare sintesi sul tema dell'idrogeno verde e delle rinnovabili; la seconda è che la zona industriale turritana risponde a tutti i requisiti tecnici e infrastrutturali indicati nell'avviso. Porto Torres può quindi candidarsi a diventare un laboratorio nello sviluppo delle energie pulite e rinnovabili, per fare da traino al rilancio dell'economia di tutto il Nord Sardegna. Auspico che la Regione colga questa opportunità e individui in Porto Torres il sito ideale per queste iniziative di riconversione».
Il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas è intervenuto ieri sull’argomento dopo che nei giorni scorsi La Nuova ha lanciato l’opportuntà offerta dal Ministero guidato da Roberto Cingolami con l’avviso pubblicato il 15 dicembre 2021 e pubblicato solo il 28 gennaio 2022. Da quel momento sono trascorsi quasi due mesi senza che ci siano stati particolari sussulti in un territorio come quello del Nord Sardegna dove di aree dismesse e infrastrutturate ce ne sono davvero parecchie. E ora la scadenza è lì, il prossimo 11 febbraio - tra sei giorni - per cui serve davvero una azione rapida per presentare la candidatura delle aree industriali di Porto Torres dove di idrogeno verde si parla già da tempo ma ora ci sono condizioni concrete per fare decollare una operazione che potrebbe essere molto interessante per tutto il territorio e del Sassarese e non solo.
Tra i primi a sottolineare l’importanza del bando ministeriale, i responsabili del settore Industria della Uil Area Nord Sardegna, Marco Foddai e Giovanni Tavera. Che hanno messo in evidenza il valore dello stanziamento di 500 milioni di euro con il 50 per cento delle risorse a disposizione per il Mezzogiorno.
«È un’opportunità da non perdere per il nostro territorio e per l’intera Isola – hanno sottolineato –. Si spera che la Regione approfitti di tale opportunità per garantire al Nord Sardegna una produzione che sarà strategica per lo sviluppo del territorio e per il sito di Porto Torres che offre ampie aree infrastrutturate. Ci si aspetta, per rendere sinergico e strategico l’insediamento della produzione di idrogeno verde, che sia messa in atto un’idea complessiva e condivisa dai tutti i soggetti istituzionali, imprenditoriali e sindacali affinché vi sia un progetto che vada dalla produzione all’utilizzo nei settori Industriali e dei trasporti».
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