Investito a causa di una manovra azzardata
Indagine chiusa: manca solo la perizia sulla dinamica ma non ci sono dubbi sulla responsabilità
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CAGLIARI. Il lavoro d’indagine sul terrificante incidente del primo febbraio in via Cadello è arrivato alla conclusione: i rapporti della polizia locale sono sulla scrivania della sostituta procuratrice Ginevra Grilletti, che per avere il quadro completo dell’accaduto dovrà attendere la relazione integrativa del medico legale Roberto Demontis e quella del tecnico Francesco Marongiu, l’ingegnere incaricato di mettere nero su bianco la “mappa” del tragico impatto costato la vita al piccolo Daniele Ulver, di appena quindici mesi. E’ stato il conducente del maxiscooter Emilio Pozzolo a riferire alla Polstrada e alla Polizia locale com’è avvenuta la tragedia e da quanto emerso non sembrano avere alcun rilievo le condizioni della strada. E’ stata una manovra rischiosa, un sorpasso alla cieca di un’automobile ferma, a provocare l’investimento del bimbo che stava sul passeggino spinto dalla madre. Pozzolo - come ha confermato il suo difensore Riccardo Floris - ha superato l’auto ferma col sole basso, che lo accecava. Si tratta di capire - ed è uno dei compiti del perito - quanto abbia inciso la velocità della Honda 750, che ad una prima valutazione basata sulle tracce e sulla distanza dei rottami sembrerebbe piuttosto elevata.
Peserà sulla valutazione della Procura il fatto che il trentaseienne, sposato e padre di due bambini, non avesse più la patente: gli era stata sospesa nel 2016 per un problema con la giustizia del 2012 (mancava, tecnicamente, il requisito morale) e quella mancanza mette un punto interrogativo anche sul risarcimento: la compagnia assicurativa potrebbe rifiutarsi di pagare, a quel punto entrerebbe in gioco ma a condizioni da verificare il fondo di garanzia per le vittime della strada. E’ un dettaglio che non influisce sugli aspetti penali della vicenda ma solo su quelli civilistici.
Ieri intanto è stata la giornata del funerale del piccolo Daniele: i genitori Stanislav Ulver e Ilaria Ennas hanno scelto di celebrarli in forma privata. Moltissimi cagliaritani hanno però voluto testimoniare comunque il proprio dolore e la vicinanza alla famiglia depositando fiori, pelouche , giocattoli e scritti sul luogo della tragedia. Una processione silenziosa che domani avrà il suo seguito in una manifestazione organizzata in via Cadello da alcune associazioni. (m.l)
Peserà sulla valutazione della Procura il fatto che il trentaseienne, sposato e padre di due bambini, non avesse più la patente: gli era stata sospesa nel 2016 per un problema con la giustizia del 2012 (mancava, tecnicamente, il requisito morale) e quella mancanza mette un punto interrogativo anche sul risarcimento: la compagnia assicurativa potrebbe rifiutarsi di pagare, a quel punto entrerebbe in gioco ma a condizioni da verificare il fondo di garanzia per le vittime della strada. E’ un dettaglio che non influisce sugli aspetti penali della vicenda ma solo su quelli civilistici.
Ieri intanto è stata la giornata del funerale del piccolo Daniele: i genitori Stanislav Ulver e Ilaria Ennas hanno scelto di celebrarli in forma privata. Moltissimi cagliaritani hanno però voluto testimoniare comunque il proprio dolore e la vicinanza alla famiglia depositando fiori, pelouche , giocattoli e scritti sul luogo della tragedia. Una processione silenziosa che domani avrà il suo seguito in una manifestazione organizzata in via Cadello da alcune associazioni. (m.l)
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