«Limiti di velocità e meno auto in circolazione»
La lettera al Capo dello Stato: piano nazionale da rivedere, l’Italia è indietro rispetto al resto d’Europa
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SASSARI. «Egregio Presidente, le chiediamo un suo deciso intervento che possa scuotere i media, l’opinione pubblica e i decisori politici». Inizia così la lettera inviata al Capo dello Stato Sergio Mattarella dalle associazioni Familiari Vittime di violenza stradale, Utenti della strada, Rete Vivinstrada. «Troppe morti e lesioni gravi o gravissime, troppo alti i costi sociali di questa ecatombe, troppo carente ed episodica la sensibilizzazione dei nostri concittadini su queste tragedie». Poi le critiche al Piano nazionale sicurezza stradale 2030: «Non ci piace sotto diversi aspetti: la cornice del piano è quella della deresponsabilizzazione di chi causa i sinistri, riconducendo il fattore “errore umano” a pura fatalità, nella previsione che i conducenti siano distratti e non si possano accorgere della presenza di pedoni e ciclisti. Ricorrono nel piano continui richiami alla responsabilizzazione dell’utenza vulnerabile quasi come se il fatto di essere vittime predestinate dipendesse da loro. Nessuna parola sulla necessità di introdurre una normativa sui dispositivi di moderazione, come tutti i paesi europei hanno fatto da 30 anni». E poi: «Ai primi di ottobre 2021 il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione per abbassare a 30 chilometri orari il limite di velocità in tutte le aree edificate: mentre l’Europa va verso il futuro, l’Italia torna indietro di decenni. La stessa Europa ha reso obbligatorio l’importantissimo dispositivo di limitazione automatica della velocità Isa da maggio 2022, ma il nostro Ministero delle Infrastrutture non ha ancora predisposto alcun provvedimento di recepimento. Attualmente la piramide della mobilità – scrivono le associazioni – ordina le seguenti priorità: auto privata- trasporto pubblico-ciclisti -pedoni, disabili e bambini. Biosgna rovesciarla, mettendo in testa pedoni, disabili e bambini». Infine: nel Piano «poco o nulla si dice sui necessari interventi repressivi, quando invece occorrerebbe potenziare i controlli di polizia stradale, drasticamente ridotti a causa della diminuzione delle pattuglie in servizio. A diminuire dovrebbero essere invece le auto in giro, sicuramente troppe».
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