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Speranza: «Fase nuova ma restiamo prudenti»

Speranza: «Fase nuova ma restiamo prudenti»

Il ministro: dopo molte settimane i numeri stanno migliorando, non si deve abbassare la guardia

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ROMA. Si conferma il rallentamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia: tutti i parametri sono infatti in discesa, dall'indice di trasmissibilità Rt all'incidenza e occupazione dei reparti ospedalieri, fotografando una situazione che indica l'inizio di una «nuova fase», afferma il ministro della Salute Roberto Speranza, pur invitando comunque a mantenere la prudenza ed a «tenere i piedi per terra». Infatti, pur in calo, i numeri dell'epidemia - come indicano i dati del monitoraggio settimanale Iss e ministero Salute - restano ancora alti, e in questo contesto per un'altra Regione, le Marche, da lunedì scatterà l'arancione. Proprio la Regione Marche ha però precisato che il tasso di occupazione nelle intensive registra il valore di 21,1% e non di 26,3% come riportato dai dati del monitoraggio. La curva epidemica si sta dunque flettendo ma l'attenzione deve in ogni caso restare massima, perché i numeri ancora non indicano uno scampato pericolo. Infatti, chiarisce lo stesso Speranza, «siamo finalmente in una fase che appare essere diversa da quella dei mesi precedenti; dobbiamo ancora tenere i piedi per terra e avere massima prudenza, ma per la prima volta da molte settimane guardiamo con fiducia a numeri che stanno finalmente migliorando». Certo, avverte, «i casi sono ancora altissimi e dobbiamo mantenere un livello di attenzione, ma è anche vero che grazie a vaccini e comportamenti corretti siamo in condizioni di registrare un abbassamento del numero dei contagi e soprattutto una stabilizzazione o riduzione delle ospedalizzazioni. Speriamo che i numeri continuino a scendere, questo è importante perché ci potrà consentire di aprire una fase nuova».

Il trend in discesa è evidente nell'ultimo monitoraggio settimanale che mostra, spiega il direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza, «un'incidenza che tende ancora a calare fissandosi a 1362 casi per 100mila abitanti, e anche l'Rt è ben al di sotto all'unità a 0,93, mentre il tasso di occupazione in area medica e intensiva è rispettivamente al 29,5% e 14,8%». Questo indica, chiarisce, che «c'è una tendenza, anche se ancora lieve, alla decongestione delle strutture sanitarie e i dati epidemiologici ci mostrano una situazione che sembrerebbe disegnare una fase nuova della epidemia, ma poiché i numeri sono ancora molto elevati - avverte - è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e completare il ciclo vaccinale con la dose di richiamo».

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