sentenza del consiglio di stato
Click day, graduatoria da rifare chi ha avuto i fondi li deve restituire
SASSARI. «Un commento? Le sentenze si rispettano». L’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, non si aspettava rivoluzioni e così la sentenza del Consiglio di Stato che conferma quella con cui...
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SASSARI. «Un commento? Le sentenze si rispettano». L’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, non si aspettava rivoluzioni e così la sentenza del Consiglio di Stato che conferma quella con cui il Tar aveva dichiarato illegittimo il metodo del click day per l’assegnazione dei fondi della legge 7 arriva senza provocare sorpresa. «Prendiamo atto - dice l’assessore -. Con un atto di indirizzo ho già dato indicazioni agli uffici perché procedano dando seguito a quanto previsto dalla sentenza».
L’assessore però insiste su una lettura della vicenda che va ripetendo da tempo: «Devo insistere a dire chi ci ha rimesso, in tutta questa storia, sono le associazioni. Ora la prassi della gestione è completamente degli uffici che dovranno rifare una graduatoria sulla base dei criteri di merito. Ma chi ha già preso i soldi dovrà prima restituirli e se dovesse risultare vincitore li riavrà. Ma dovrà presentare tutta una serie di documenti. Qualcuno pensa di cantare vittoria? Gli unici sconfitti sono i rappresentanti delle associazioni culturali».
Chessa snocciola qualche cifra: «Senza ricorso avremmo premiato 64 associazioni su 164 domande. Col click day ne avevamo già premiate 32, storicamente erano 18-20».
Chessa continua anche a difendere il sistema del click day: «Non è in discussione, è previsto dalla legge. Questa volta è stato cassato perché cambiava una delibera che era fatta bene e che rispettava la legge 7. Erano state le stesse associazioni a chiedere di cambiare i criteri, poi non c'erano più i tempi e gli uffici avevano detto che il click day avrebbe evitato di perdere 8 milioni di euro».
Quanti dovranno restituire i soldi? «Non molti - dice Gianni Chessa -, forse solo 4 o 5 associazioni. Ma fosse anche solo una era un problema che si sarebbe potuto evitare».
L’assessore però insiste su una lettura della vicenda che va ripetendo da tempo: «Devo insistere a dire chi ci ha rimesso, in tutta questa storia, sono le associazioni. Ora la prassi della gestione è completamente degli uffici che dovranno rifare una graduatoria sulla base dei criteri di merito. Ma chi ha già preso i soldi dovrà prima restituirli e se dovesse risultare vincitore li riavrà. Ma dovrà presentare tutta una serie di documenti. Qualcuno pensa di cantare vittoria? Gli unici sconfitti sono i rappresentanti delle associazioni culturali».
Chessa snocciola qualche cifra: «Senza ricorso avremmo premiato 64 associazioni su 164 domande. Col click day ne avevamo già premiate 32, storicamente erano 18-20».
Chessa continua anche a difendere il sistema del click day: «Non è in discussione, è previsto dalla legge. Questa volta è stato cassato perché cambiava una delibera che era fatta bene e che rispettava la legge 7. Erano state le stesse associazioni a chiedere di cambiare i criteri, poi non c'erano più i tempi e gli uffici avevano detto che il click day avrebbe evitato di perdere 8 milioni di euro».
Quanti dovranno restituire i soldi? «Non molti - dice Gianni Chessa -, forse solo 4 o 5 associazioni. Ma fosse anche solo una era un problema che si sarebbe potuto evitare».
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