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Covid, caso Sardegna: nel calcolo dei positivi finora conteggiati solo i risultati dei test molecolari

Roberto Petretto
Covid, caso Sardegna: nel calcolo dei positivi finora conteggiati solo i risultati dei test molecolari

Il record di ieri 5 febbraio dovuto "soltanto" al rispetto della ordinanza del presidente Solinas che introduce la regola del nuovo calcolo: nel dato complessivo si segnalano sia i positivi riscontrati col tampone molecolare sia quelli col tampone antigenico

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SASSARI. È il nuovo record di contagi e si spera che non venga mai superato: 3.536 in un sol giorno. Ma è un aumento "drogato": la Regione ha cominciato a computare da ieri 5 febbraio (dopo l'ordinanza del presidente Solinas ) anche i casi di Covid riscontrati attraverso tamponi antigenici. Sino ad allora aveva quasi esclusivamente segnalato i positivi individuati grazie ai tamponi molecolari. Una condotta unica in Italia: tutte le altre Regioni stavano infatti seguendo le disposizioni del responsabile della Direzione generale prevenzione sanitaria, Giovanni Rezza, che il 15 gennaio dello scorso anno aveva emanato un "aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing". Secondo il ministero andavano classificati come casi di positività confermata non solo quelli rilevati con test molecolari, ma anche quelli da test antigenici. Test che, ovviamente, rispondessero a standard di accuratezza e sensibilità, tanto da avvicinarli a quello molecolari considerati il "gold standard" internazionale per la diagnosi di Covid 19.

«La novità del bollettino quotidiano - aveva dichiarato il direttore Rezza - saranno le colonne legate ai test antigenici. Da tempo le Regioni e non solo ci chiedevano che venissero riportati i risultati dei test antigenici, e già a livello europeo si era deciso di sancire la conferma dei casi con questi test».

La svolta in Sardegna è arrivata ieri con un bollettino regionale segnato da un numero abnorme di contagi: 3.536, appunto. Nel comunicato c'è la spiegazione: «Il dato record tiene conto anche di quelli diagnosticati con test antigenico, nel rispetto di quanto indicato nella recente ordinanza del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas». Quindi sino a ieri i dati dei contagi erano solo quelli individuati attraverso test molecolare. In tutto il resto d'Italia, invece, si procedeva diversamente da poco più di un anno. Lo si capisce in modo chiaro leggendo il bollettino quotidiano del Ministero della Salute: vengono riportati i casi identificati tramite test molecolare (7.608.501 sino a ieri) e quelli da test antigenico (3.934.292). Andando a vedere il dato di ogni singola regione si vede che la Sardegna, sino a giovedì, era l'unica in Italia con poche decine di casi riscontrati con antigenico (appena 104) mentre tutte le altre ne avevano decine o centinaia di migliaia. La Lombardia, ad esempio, su 2 milioni e 202mila casi, ne ha individuato oltre 900mila con i test rapidi. Anche la piccola Valle d'Aosta ha più di 15mila casi censiti con test rapido. La Sardegna, dopo l'aggiornamento di ieri ne ha ora 2.427. Per un anno, quindi, i dati ufficiali non hanno tenuto conto dei tamponi antigenici: il conto totale, che ora ha raggiunto quota 133.948, sarebbe stato molto più pesante. I tamponi antigenici processati, infatti (il dato veniva regolarmente fornito al ministero) sono stati 1.779.259 contro 1.694.545 molecolari. Anche il tasso di positività, che veniva calcolato sul numero di tamponi processati, sarebbe stato quindi più alto. Ieri, ad esempio, con gli oltre 3.500 casi e 20.836 tamponi è schizzato quasi al 17 per cento.

All'atto pratico il gran numero di positivi, oggi come oggi, non è particolarmente significativo: pur con questo numero enorme, negli ospedali i ricoveri sono diminuiti: meno 12 in area medica (stabili in terapia intensiva). Rimane però la differenza di criteri applicati dalle regioni nella comunicazione dei dati al ministero.La Regione Piemonte, sino alla circolare del responsabile della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero emanata a metà del mese di gennaio del 2021, aveva agito in modo opposto: quando tutti comunicavano solo i risultati dei molecolari, già inviava anche le positività riscontrate con gli antigenici.

Poi il riallineamento del 15 gennaio di un anno fa. Riallineamento per tutti, ma non per la Sardegna.Il bollettino giornaliero quindi assume una luce diversa: oltre al numero record di contagi e alla diminuzione dei ricoveri, vanno segnalate altre cinque morti: una donna di 71 e un uomo di 81 anni, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; un uomo di 79 anni della provincia del Sud Sardegna, e due pazienti residenti in provincia di Nuoro. Con l'aumento di contagiati che non finiscono in ospedale, non può che aumentare il numero di persone in isolamento domiciliare 2.187 in un giorno che portano il totale a 25.364.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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