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la sperimentazione a sassari 

Il fiuto dei cani riconosce il Covid

Il fiuto dei cani riconosce il Covid

La sensibilità nella rilevazione è equiparabile ai tamponi antigenici

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SASSARI. Il fiuto finissimo di cani addestrati sa riconoscere la positività al Sars-CoV2 e supera anche la fase dei test nei drive in. Lo indica il primo studio multicentrico italiano di questo tipo «C19-screendog», coordinato dall'Università Politecnica delle Marche su campioni raccolti dal dipartimento di prevenzione dell’Asl di Sassari, diretto da Franco Dettori, e custoditi nei laboratori dell’Ats. L’obiettivo è validare un protocollo di addestramento di cani specializzati nel rilevare positivi al Sars-Cov2 e dimostrare che cani preparati da cinofili esperti, possono costituire un sistema di screening su persona comparabile ai test antigienici rapidi. I risultati sono stati presentati ieri: in 5 mesi il test è stato utilizzato in 1.251 soggetti, tra vaccinati e non, ed è emersa una sensibilità dei cani specializzati a rilevare il Covid tra il 98% e il 100%. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che i cani da rilevamento sono in grado di riconoscere campioni di sudore prelevati da soggetti positivi al Sars-Cov-2, con sensibilità e specificità comparabili a quella dei migliori test rapidi.

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