La Nuova Sardegna

Patto tra politica e allevatori: firmata una pace a orologeria

di Giusy Ferreli
Stefano Arzu, a sinistra, con il sindaco di Talana Cristian Paolo Loddo
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Stefano Arzu, a sinistra, con il sindaco di Talana Cristian Paolo Loddo

Incontro tra una delegazione dei suinicoltori con i capigruppo e il presidente Pais Le aziende: «Ci hanno garantito interventi rapidi e misure strutturali, vedremo» 

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TALANA. «Tutti i nostri interlocutori si sono impegnanti a farsi carico dell’emergenza del comparto sia con interventi immediati sia con misure strutturali. Ci hanno assicurato di volerci aiutare, speriamo solo che facciano presto». Messa da parte la foga che ha contraddistinto la sua eclatante protesta, l’allevatore talanese Stefano Arzu, ha dato sfoggio di pacatezza.

La riunione con il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, e i capigruppo della massima assemblea sarda, seppure caratterizzata da un clima di conflittualità tra gli stessi rappresentanti regionali, ha aperto uno spiraglio per il settore suinicolo ormai allo stremo delle forze. L’impegno, al netto delle tensioni che hanno animato l’incontro che ha registrato persino uno scambio di battute tra lo stesso Pais e il presidente residente della Commissione agricoltura, il sardista Pietro Maieli, è stato unanime. Non tutte le incognite, in ogni caso, sono state sciolte: se da un lato le rassicurazioni bipartisan sono servite a stemperare le tensioni che da settimane serpeggiano tra i suinicoltori sardi alle prese con i rincari dei mangimi e dell’energia elettrica, le mancate vendite e i mille lacciuoli della burocrazia regionale e le limitazioni all'export per la Psa, dall’altro la delegazione non ha avuto tempi certi sulle soluzioni promesse dai capigruppo.

Al fianco di Arzu, che due domeniche fa ha consegnato le chiavi e i registri della sua azienda modello di Arbuleu, con i suoi 700 maiali, al sindaco di Talana Cristian Paolo Loddo, ieri mattina c’era anche Fabrizio Viglietti giovane allevatore di Olbia e componente dell’Associazione suinicoltori sardi.

«Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Consiglio regionale dagli otto ai dieci milioni di aiuti immediati per far fronte alla crisi e per scongiurare altri casi drammatici come quello di Stefano Arzu. Non abbiamo saputo però quali canali verranno utilizzati per soddisfare le esigenze del comparto e quali saranno le tempistiche – ha dichiarato Viglietti che non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia –. Aspettiamo di sapere come e quando verranno erogati i sostegni, serve un segnale concreto da parte della Regione», ha proseguito l’allevatore gallurese che ha sostenuto senza remore la mobilitazione innescata dal suo collega ogliastrino. «Nel caso contrario – ha annunciato Viglietti – ci troveremmo costretti a marciare a Cagliari per una mobilitazione ad oltranza».

Gli allevatori sono stati al fianco di Arzu, protagonista tra l’altro di una polemica con l’assessora all’Agricoltura Gabriella Murgia, sin dal primo momento e anche ieri hanno sostenuto con forza che il mondo delle campagne non ha più tempo. Chissà se la richiesta di ristori immediati per evitare che le aziende chiudano e quella, più strutturale, che invece riguarda la semplificazione della burocrazia troveranno risposte concrete nell'esecutivo e in aula.
 

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