[EMPTYTAG]«Si va verso un’estate senza virus»
Calano la curva dei contagi e i ricoveri, soprattutto nelle intensive. Nei reparti ordinari per i sintomatici 405 in meno
3 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Silvana Logozzo
<MC>ROMA
[TESTO]Prosegue la discesa dei ricoveri per Covid nei reparti ordinari e soprattutto nelle terapie intensive. E, dopo un mese di plateau, anche i posti letto occupati dai pazienti pediatrici registrano questa settimana un calo a due cifre. Stabile invece il numero delle vittime che, secondo gli esperti, essendo il parametro che diminuisce per ultimo dovrebbe vedere il segno meno solo tra due settimane.
Al momento, l'andamento epidemiologico, insieme con l'efficacia mostrata dai vaccini, fa immaginare «un'estate caratterizzata da un’assenza di circolazione virale» e «una nuova normalità» come spiega il Dg di Aifa Nicola Magrini.
Stando alla rilevazione settimanale degli ospedali sentinella della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, in 7 giorni il calo più consistente è nelle terapie intensive, dove il numero dei pazienti è diminuito del 7,7% rispetto alla settimana prima (da 195 dell’1 febbraio a 180 dell'8 febbraio). Nei reparti ordinari la diminuzione è del 3,3% e il totale dei ricoverati passa da 1.908 a 1.845. Per i ricoveri nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali della rete Fiaso, la percentuale scende dell'11,3%.
Il 61% ha tra 0 e 4 anni, il 24% tra 5 e 11 anni, il 15% tra 12 e 18 anni. In particolare i neonati, da 0 a 6 mesi, costituiscono il 26% del totale e tra di loro solo il 48% ha entrambi i genitori vaccinati. Anche i numeri quotidiani forniti dal Ministero della Salute mostrano un raffreddamento della curva: nelle ultime 24 ore sono 81.367 i nuovi contagi (erano 101.864) ma sono stati processati 731.284 tamponi contro i 999.095 del giorno prima. Le vittime sono 384 (erano 415) ma alcune regioni avevano aggiunto dati non riportati nei giorni precedenti. I pazienti in terapia intensiva sono 1.350, 26 in meno di martedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 90. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 17.932 (18.337), ovvero 405 in meno rispetto al giorno prima.
Il tasso di positività è al 11,1%, in aumento rispetto a 24 ore prima quando era al 10,2%. Dall'inizio della pandemia sono 11.847.436 gli italiani contagiati, mentre i morti sono 149.896. I dimessi e i guariti sono 9.822.915 con un incremento di 134.460 rispetto al giorno prima. Gli attualmente positivi sono 1.874.625, in calo di 53.175 nelle ultime 24 ore. I dimessi e i guariti sono 9.822.915 con un incremento di 134.460 rispetto a martedì.
Tuttavia, mentre da un mese diminuiscono i pazienti ricoverati per Covid, con polmonite e sintomi respiratori, c'è un elemento che va in controtendenza: sono cresciuti del 5% in una settimana i ricoveri con Covid, ossia dei pazienti che arrivano in ospedale per curare altre patologie e vengono trovati positivi al tampone pre-ricovero. In totale i ricoverati con Covid - spiega Fiaso - costituiscono il 39% degli ospedalizzati. Intanto se l'andamento nazionale si mostra in miglioramento, la Sardegna resta osservata speciale: i casi sono in aumento probabilmente a causa della diffusione di Omicron in ritardo rispetto al resto del Paese. Lo segnala il matematico Giovanni Sebastiani del Cnr che osserva come «i dati di questa settimana saranno utili a stabilire se si tratta di una crescita esponenziale e, in caso affermativo, con che tempi di raddoppio degli incrementi». Infine, in un report l'Istituto superiore di Sanità rileva che a gennaio anche nelle Rsa c'è stata un'impennata di contagi ma l'impatto è stato basso grazie alla copertura vaccinale che a metà dicembre, in 843 strutture, ha raggiunto l'80% di terze dosi.
<MC>ROMA
[TESTO]Prosegue la discesa dei ricoveri per Covid nei reparti ordinari e soprattutto nelle terapie intensive. E, dopo un mese di plateau, anche i posti letto occupati dai pazienti pediatrici registrano questa settimana un calo a due cifre. Stabile invece il numero delle vittime che, secondo gli esperti, essendo il parametro che diminuisce per ultimo dovrebbe vedere il segno meno solo tra due settimane.
Al momento, l'andamento epidemiologico, insieme con l'efficacia mostrata dai vaccini, fa immaginare «un'estate caratterizzata da un’assenza di circolazione virale» e «una nuova normalità» come spiega il Dg di Aifa Nicola Magrini.
Stando alla rilevazione settimanale degli ospedali sentinella della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, in 7 giorni il calo più consistente è nelle terapie intensive, dove il numero dei pazienti è diminuito del 7,7% rispetto alla settimana prima (da 195 dell’1 febbraio a 180 dell'8 febbraio). Nei reparti ordinari la diminuzione è del 3,3% e il totale dei ricoverati passa da 1.908 a 1.845. Per i ricoveri nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali della rete Fiaso, la percentuale scende dell'11,3%.
Il 61% ha tra 0 e 4 anni, il 24% tra 5 e 11 anni, il 15% tra 12 e 18 anni. In particolare i neonati, da 0 a 6 mesi, costituiscono il 26% del totale e tra di loro solo il 48% ha entrambi i genitori vaccinati. Anche i numeri quotidiani forniti dal Ministero della Salute mostrano un raffreddamento della curva: nelle ultime 24 ore sono 81.367 i nuovi contagi (erano 101.864) ma sono stati processati 731.284 tamponi contro i 999.095 del giorno prima. Le vittime sono 384 (erano 415) ma alcune regioni avevano aggiunto dati non riportati nei giorni precedenti. I pazienti in terapia intensiva sono 1.350, 26 in meno di martedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 90. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 17.932 (18.337), ovvero 405 in meno rispetto al giorno prima.
Il tasso di positività è al 11,1%, in aumento rispetto a 24 ore prima quando era al 10,2%. Dall'inizio della pandemia sono 11.847.436 gli italiani contagiati, mentre i morti sono 149.896. I dimessi e i guariti sono 9.822.915 con un incremento di 134.460 rispetto al giorno prima. Gli attualmente positivi sono 1.874.625, in calo di 53.175 nelle ultime 24 ore. I dimessi e i guariti sono 9.822.915 con un incremento di 134.460 rispetto a martedì.
Tuttavia, mentre da un mese diminuiscono i pazienti ricoverati per Covid, con polmonite e sintomi respiratori, c'è un elemento che va in controtendenza: sono cresciuti del 5% in una settimana i ricoveri con Covid, ossia dei pazienti che arrivano in ospedale per curare altre patologie e vengono trovati positivi al tampone pre-ricovero. In totale i ricoverati con Covid - spiega Fiaso - costituiscono il 39% degli ospedalizzati. Intanto se l'andamento nazionale si mostra in miglioramento, la Sardegna resta osservata speciale: i casi sono in aumento probabilmente a causa della diffusione di Omicron in ritardo rispetto al resto del Paese. Lo segnala il matematico Giovanni Sebastiani del Cnr che osserva come «i dati di questa settimana saranno utili a stabilire se si tratta di una crescita esponenziale e, in caso affermativo, con che tempi di raddoppio degli incrementi». Infine, in un report l'Istituto superiore di Sanità rileva che a gennaio anche nelle Rsa c'è stata un'impennata di contagi ma l'impatto è stato basso grazie alla copertura vaccinale che a metà dicembre, in 843 strutture, ha raggiunto l'80% di terze dosi.
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