Finanziaria avanti tutta: “sminati” gli emendamenti
La discussione della manovra stempera le polemiche in maggioranza Fasolino: «Non possiamo correre rischi, correggiamo solo le linee generali»
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CAGLIARI. La bacchettata del gruppo Udc-Cambiamo-Italia Viva alla giunta Solinas e agli alleati ha lasciato il segno, oppure no? Qualche livido è rimasto sulle mani di qualcuno e altri strascichi potrebbero esserci nei prossimi giorni. È inevitabile che tutto quanto accaduto non possa passare sotto silenzio, oppure archiviato come l’ennesimo incidente di percorso. Non può finire così, dopo che il portavoce dei centristi, Antonello Peru, è stato esplicito nell’ultima ramanzina pubblica: «Smettiamola di correre con i pesi alle caviglie. Nel saper governare, dobbiamo essere molto più veloci». Però, in questo momento e prima del possibile rimpasto a marzo, il centrodestra ha davanti una sola priorità: approvare la Finanziaria 2022.
Lo sprint. Così, all’indomani del fuoco amico, la coalizione ha pensato soprattutto a liberare il campo da tutti gli emendamenti pericolosi sulla carta. Sono quelli che oggi, al rientro in aula, avrebbero potuto nascondere trappole d’ogni tipo e alla fine dilatare i tempi del dibattito. «Non è un rischio che possiamo correre», ha ribadito l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, «Dobbiamo essere veloci nell’approvare questo testo, semmai correggendolo nelle linee generali, ma non spingiamoci oltre. Tutto il resto troverà spazio nella prossima Manovra di assestamento». Alla fine un accordo di massima è stato trovato non solo in maggioranza ma anche con le opposizioni, purché «non ci siano trucchi dell’ultim’ora», hanno ribadito dal Pd ai 5 stelle.
Margini stretti. In effetti nella Finanziaria in discussione, i milioni che il Consiglio potrebbe muovere da una parte all’altra delle tabelle sono davvero pochi: appena una trentina. Il resto è stato già caricato nelle spese correnti, negli indennizzi straordinari e nei contributi a fondo perduto. Fatta la preventiva e necessaria pulizia, solo una decina di emendamenti sono stati vistati dalla commissione bilancio . A cominciare dall’aumento degli stipendi per i sindaci, che così avranno lo stesso trattamento economico deciso dal governo Draghi per gli amministratori comunali della Penisola. Poi ci sarà il ritocco del budget per l’acquisito dei diffusori di ultima generazione destinati ai diabetici, che li riceveranno gratis. Ancora: un piano straordinario per il turn over nell’agenzia Forestas, permetterà l’apertura di diversi cantieri comunali, e migliorerà il parco mezzi dell’antincendio. Il lasciapassare è arrivato anche per gli emendamenti al maxi pacchetto contro lo spopolamento. I criteri di assegnazione ufficiosi, sono quelli decisi mesi fa dalla Giunta, saranno tutti rivisti in aula. In parole spicce: delle oltre 500 possibili correzioni annunciate, rimarranno in piedi solo quelle condivise.
L’ultimo attacco. Com’è accaduto anche qualche giorno fa, a puntare il dito contro la Finanziaria sono stati ancora i sindacati. Il segretario regionale della Cgil, Samuele Piddiu, ha firmato un altro duro comunicato di denuncia. «Scansare i problemi, rinviare le soluzioni e amministrare l'indispensabile – si legge – è ormai la cifra di questa Giunta e adesso persino parte della maggioranza comincia scalpitare». Il rimandare a chissà quale futura legge «interventi più incisivi a favore del mondo del lavoro – prosegue – conferma da una parte l'inadeguatezza delle scelte e dall'altra l'immobilismo di questa Giunta, aumentando a dismisura il rischio di far perdere alla Sardegna tutte le opportunità di una pronta ripresa». Per arrivare alla conclusione: «Purtroppo – scrive Piddiu – finora il governo regionale, al di là delle difficoltà dovute al Covid, che però non può essere un alibi, ha prodotto solo il deserto». (ua)
Lo sprint. Così, all’indomani del fuoco amico, la coalizione ha pensato soprattutto a liberare il campo da tutti gli emendamenti pericolosi sulla carta. Sono quelli che oggi, al rientro in aula, avrebbero potuto nascondere trappole d’ogni tipo e alla fine dilatare i tempi del dibattito. «Non è un rischio che possiamo correre», ha ribadito l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, «Dobbiamo essere veloci nell’approvare questo testo, semmai correggendolo nelle linee generali, ma non spingiamoci oltre. Tutto il resto troverà spazio nella prossima Manovra di assestamento». Alla fine un accordo di massima è stato trovato non solo in maggioranza ma anche con le opposizioni, purché «non ci siano trucchi dell’ultim’ora», hanno ribadito dal Pd ai 5 stelle.
Margini stretti. In effetti nella Finanziaria in discussione, i milioni che il Consiglio potrebbe muovere da una parte all’altra delle tabelle sono davvero pochi: appena una trentina. Il resto è stato già caricato nelle spese correnti, negli indennizzi straordinari e nei contributi a fondo perduto. Fatta la preventiva e necessaria pulizia, solo una decina di emendamenti sono stati vistati dalla commissione bilancio . A cominciare dall’aumento degli stipendi per i sindaci, che così avranno lo stesso trattamento economico deciso dal governo Draghi per gli amministratori comunali della Penisola. Poi ci sarà il ritocco del budget per l’acquisito dei diffusori di ultima generazione destinati ai diabetici, che li riceveranno gratis. Ancora: un piano straordinario per il turn over nell’agenzia Forestas, permetterà l’apertura di diversi cantieri comunali, e migliorerà il parco mezzi dell’antincendio. Il lasciapassare è arrivato anche per gli emendamenti al maxi pacchetto contro lo spopolamento. I criteri di assegnazione ufficiosi, sono quelli decisi mesi fa dalla Giunta, saranno tutti rivisti in aula. In parole spicce: delle oltre 500 possibili correzioni annunciate, rimarranno in piedi solo quelle condivise.
L’ultimo attacco. Com’è accaduto anche qualche giorno fa, a puntare il dito contro la Finanziaria sono stati ancora i sindacati. Il segretario regionale della Cgil, Samuele Piddiu, ha firmato un altro duro comunicato di denuncia. «Scansare i problemi, rinviare le soluzioni e amministrare l'indispensabile – si legge – è ormai la cifra di questa Giunta e adesso persino parte della maggioranza comincia scalpitare». Il rimandare a chissà quale futura legge «interventi più incisivi a favore del mondo del lavoro – prosegue – conferma da una parte l'inadeguatezza delle scelte e dall'altra l'immobilismo di questa Giunta, aumentando a dismisura il rischio di far perdere alla Sardegna tutte le opportunità di una pronta ripresa». Per arrivare alla conclusione: «Purtroppo – scrive Piddiu – finora il governo regionale, al di là delle difficoltà dovute al Covid, che però non può essere un alibi, ha prodotto solo il deserto». (ua)
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