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Il covid continua a correre ma gli ospedali “reggono”

Il covid continua a correre ma gli ospedali “reggono”

I nuovi positivi sono 3.209. Sostanzialmente stabili i ricoveri. 7 le vittime

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SASSARI. La curva dei contagi non scende. Da un mese va avanti tra alti e bassi ma su numeri sempre molto elevati. Anche ieri i nuovi positivi al covid in Sardegna hanno superato il tetto delle 3000 persone con altri sette decessi. Il bollettino della Regione registra 3.209 nuovi casi - di cui 2.182 diagnosticati con tamponi antigenici -. Martedì erano erano 3.018. In totale sono stati processati 19.606 tamponi per un tasso di positività che schizza dall'11% al 16,3%. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 30 (+ 2), mentre i ricoverati in area medica sono 404 (- 5). Oltre 30mila (per la precisione 30.626) i sardi in isolamento domiciliare (+ 1.168). Le vittime sono due donne di 76 e 79 anni e un uomo di 97 anni residenti in provincia di Sassari; una donna di 90 e un uomo di 91 anni residenti nella provincia del Sud Sardegna; una 99enne residente nella Città Metropolitana di Cagliari, e un residente nella provincia di Nuoro.

Vaccini avanti tutta. La notizia positiva arriva dal fronte dei vaccini. Secondo i dati del Governo la percentuale della popolazione residente in Sardegna che ha completato il ciclo è salita all'82,5. Ciò significa che 1.319.237 persone hanno già ricevuto la doppia dose su poco meno di 1,6 milioni di abitanti. La campagna avanza con circa mille prime dosi ogni 24 ore, mentre le “booster” arrivano a toccare il 61,6% della popolazione over 12 e le dosi pediatriche il 40,5%, ossia 33.970 prime dosi su una platea di 83.872 bambini dai 5 agli 11 anni. Resta alta, però, l'occupazione dei posti letto nelle Medicine da parte di pazienti positivi. Secondo l'Agenas, la situazione più critica si ha proprio in questi reparti che risultano occupati per il 26% da pazienti Covid (+3% nelle ultime 24 ore), mentre resta pressoché stabile la pressione sulle intensive con un leggero calo dal 15% al 14%.

L’allarme del Cnr. I casi in Sardegna sono in aumento probabilmente a causa della diffusione della variante Omicron arrivata in ritardo rispetto a quanto è accaduto nel resto d'Italia. Lo rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Piconè, del Consiglio Nazionale delle Ricerche osservando che «i dati di questa settimana saranno utili a stabilire se si tratta di una crescita esponenziale e, in caso affermativo, con che tempi di raddoppio degli incrementi. Durante gli ultimi 15-20 giorni – conclude il Crn – l'incidenza ha subito un significativo aumento nel Sassarese e nel Cagliaritano mentre nelle altre province si assiste a una diminuzione dei casi».

Lettera a Speranza. La protesta delle opposizioni nel Consiglio regionale sulla gestione della sanità nell'ultima fase della pandemia arriva a Roma. In una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, i capigruppo Gianfranco Ganau (Pd), Francesco Agus (Progressisti), Eugenio Lai (Leu) e Roberto Li Gioi (M5s) fanno riferimento a una «situazione esplosiva», con particolare riferimento ai Pronto soccorso di quasi tutti gli ospedali dell'Isola. La ragione? «Gli effetti combinati - spiegano - della diffusione della variante Omicron, anche negli ospedali, dell'aumento delle necessità sanitarie da parte dei pazienti affetti da tutte le altre patologie, uniti all'insipienza con cui la Giunta regionale ha affrontato le emergenze».

Gli esponenti dell'opposizione segnalano «la grave discrepanza tra i dati comunicati quotidianamente dalla Regione al ministero e quelli empiricamente riscontrati negli ospedali più importanti dell'Isola». Infatti, sottolineano, «la pratica dei ricoveri in ospedali solo teoricamente non riservati ai pazienti Covid è diventata prassi». Questa situazione, denunciano ancora, sta creando «gravissimi problemi alla gestione quotidiana dei pazienti affetti da altre patologie e al rispetto dei percorsi di sicurezza interni alle strutture ospedaliere». Centrosinistra e M5s lamentano infine che «tutti gli ospedali più importanti dell'Isola sono costretti, da settimane, a ridurre l'attività delle chirurgie solo agli interventi urgenti e a consentire i ricoveri in qualunque reparto, a prescindere dalle patologie».

Green pass. A speranza si rivolge anche Salvatore Deidda, deputato di Fdi, che denuncia le difficoltà di «molti cittadini sardi che si trovano nella penisola e che non riescono a tornare nella propria città di residenza a causa dei controlli farraginosi riguardanti i green pass. Non si tratta di cittadini no vax – precisa il parlamentare – ma di persone vaccinate anche con tre dosi costrette paradossalmente a tornare in Sardegna passando per l’estero, con una nave diretta dalla Spagna o con voli dall’Ungheria e da Bruxelles. Siamo di fronte all’ennesimo disservizio causato dalle politiche scellerate di questo governo. Chiediamo che il ministro Speranza venga a riferire in Aula per rispondere agli appelli degli amministratori locali sardi, di qualunque partito, e dei cittadini isolani vittime di una vera e propria discriminazione».

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