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L’Unione del Coros brucia i tempi

L’Unione del Coros brucia i tempi

Pronta una lista di consulenti a cui attingere in caso di finanziamento

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SASSARI. Loro sono pronti e lavorano da tempo per esserlo. Purtroppo non tutti sono stati previdenti come i sindaci dell’Unione dei Comuni del Coros, dodici amministrazioni che riuniscono circa 38mila abitanti concentrati perlopiù negli abitati di Ittiri, Ossi e Ploaghe. È proprio dal Coros che arriva uno dei primi esempi di organizzazione intercomunale legata ai fondi del Pnrr: «Che poi non è nemmeno detto che ce ne vengano assegnati, dipende da quanto saremo bravi nelle richieste – spiega il presidente dell’Unione e primo cittadino di Ploaghe, Carlo Sotgiu –, quindi per iniziare sarebbe meglio vincere i bandi». Ma, a differenza di quanto accade in altre zone dell’isola, qualora l’Unione dei comuni del Coros dovesse essere finanziata, uno dei passaggi più complicati sarebbe già risolto: «Come sindaci diversi mesi fa abbiamo attivato una funzione legata allo sviluppo locale, delegando l’Unione proprio a questo capitolo. Ora lo possiamo dire, abbiamo agito con una certa lungimiranza. Abbiamo un portafoglio di circa 80mila euro di risorse già stanziate per finanziare la progettazione attraverso la quale i nostri comuni potranno partecipare ai bandi». Ma nel Coros sono andati oltre: «Abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse destinata ai consulenti su “Sardegna Cat”, l’equivalente sardo del nazionale Mepa (il mercato elettronico della pubblica amministrazione, ndr) – continua Sotgiu – quindi i soggetti che hanno le competenze richieste, gli studi di consulenza interessati, gli economisti disponibili, si sono sostanzialmente iscritti ad una lista da cui, qualora ce ne fosse la necessità, si potrà attingere a rotazione per ogni bando eventualmente finanziato, che ovviamente verrebbe assegnato ad un consulente diverso. Inoltre adesso stiamo cerando di istituire un ufficio dedicato all’interno dell’Unione e ci stiamo muovendo con ulteriore manifestazione d’interesse per la possibile assunzione di tante altre figure professionali». Detta così, sembra un’enorme lista della spesa impossibile da finanziare per le “povere” amministrazioni comunali dell’isola. Non è così: tutte le assunzioni, sono legate all’assegnazione dei contributi e i contratti di lavoro sono a tempo determinato, vincolati al periodo di realizzazione del progetto di riferimento e dunque sostenibili anche dalle casse dell’Unione: «E poi non chiudiamo le porte a nessuno. Siamo disponibili a fornire le liste anche alle amministrazioni che non fanno parte dell’Unione», conclude Sotgiu. (c.z.)

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