La Nuova Sardegna

L’edilizia: «Senza sostegni crolliamo»

I costruttori chiedono una semplificazione delle norme e un controllo sui costi

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CAGLIARI. L’edilizia attraversa uno dei momenti più delicati della propria storia. Rischia un tracollo definitivo e, con sé, rischia di trascinare nel baratro la filiera dei settori produttivi, che costituisce il cardine dell'economia italiana. Per sostenere un settore così fondamentale l’Ance Sardegna lancia un appello al Governo al quale chiede «politiche di settore strutturali e coerenti» piuttosto che«provvedimenti dettati dalla rincorsa dell’emergenza, incuranti delle gravi conseguenze negative per imprese e lavoratori». Nel mirino della Sezione costruzioni edili del sud ci sono le norme contenute nel Decreto Sostegni ter, relative ai bonus edilizi e al caro prezzi dei materiali. «Il nuovo cambio di direzione del Governo sui bonus, in particolare sulla cessione dei crediti fiscali – sostiene Renato Vargiu, presidete dell’Ance Sardegna Meridionale – aumentando la confusione e l’incertezza, soprattutto per i contratti in corso, sta mettendo in seria crisi le imprese, sempre più alle prese con gravi problemi di liquidità, mentre sarebbe auspicabile una riforma strutturale dello strumento che lo rendesse atto a favorire i processi di recupero, riqualificazione e rigenerazione urbana».

«Una norma con obiettivi assolutamente condivisibili, nata per arginare abusi e comportamenti scorretti, sta invece, di fatto, colpendo indiscriminatamente i cittadini e le imprese che operano seriamente e nel rispetto delle regole. Come Associazione – continua Vargiu auspichiamo pertanto una nuova riflessione del Governo che porti ad una modifica del provvedimento. Regole chiare, affidamenti ad imprese debitamente qualificate; prezzari di riferimento aggiornati e controlli finalizzati alla prevenzione delle frodi».

Peraltro, anche nel settore dei lavori pubblici, emergono in tutta la loro gravità i problemi conseguenti allo spropositato ed imprevedibile aumento del costo delle materie prime, dei materiali e dell’energia. «I contratti non hanno più un equilibrio – conclude il numero uno dell’Ance – e il Decreto Sostegni ter non individua soluzioni accettabili. Quella ipotizzata non risulta infatti idonea a fornire adeguate e tempestive risposte al problema. Viene riproposto un sistema che si è già ampiamente dimostrato inadeguato. Così come non sono adeguate le disposizioni riguardanti i prezzari, il cui aggiornamento risulta urgente affinché le opere non continuino ad andare in gara con prezzi non congrui».



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