polemiche sul piano contro i tumori
«Vino e olio pericolosi per la salute» ma i produttori si ribellano all’Ue
di Giusy Ferreli
SASSARI. Immaginate un cultore del buon vino mentre si appresta a sorseggiare un eccellente cannonau di Jerzu o un vermentino di Gallura, entrambi ricchi delle sostanze antiossidanti conosciute come...
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SASSARI. Immaginate un cultore del buon vino mentre si appresta a sorseggiare un eccellente cannonau di Jerzu o un vermentino di Gallura, entrambi ricchi delle sostanze antiossidanti conosciute come polifenoli, e si vede l’alert sanitario sulla cancerogenicità di ciò che stanno per bere. O ancora, una salutista convinta, pronta a condire un filetto di pesce al vapore con un filo del prodotto principe della dieta mediterranea, l'olio extravergine, magari spremuto a freddo ad Oliena, bloccata dal semaforo rosso (la C) che indica un pericolo per la salute. Queste stesse immagini sono passate davanti agli occhi dei rappresentanti dei territori che le due eccellenze le producono da anni. Tanto è bastato a Maura Boi e Giovanni Antonio Sechi, coordinatori rispettivamente dell’associazione regionale “Città dell'olio” e “Città del vino” per indurli a dichiarare guerra al “Cancer plan” e al “Naturescore”, due iniziative europee che potrebbero sortire effetti nefasti sulle 250 cantine isolane e sulle centinaia di aziende olearie che imbottigliano l'oro giallo. «Se il piano europeo contro il cancro, iniziativa che ha una forte valenza sociale e che nei suoi principi generali non può che essere condivisa, verrà applicato così come previsto, penalizzerà fortemente non solo il mondo del vino, che in Sardegna sta vivendo una stagione fortunata ma anche la promozione enoturistica», sottolinea Sechi. Tra le misure previste per la lotta all’alcol, oltre alle etichette con alert “sanitari”, è previsto il divieto di poter fare pubblicità e di sponsorizzare eventi sportivi da parte di aziende di prodotti alcolici, oltre ad un aumento della tassazione e la revisione della politica di promozione, correlata a un sistema di punteggi. In pratica, chi produce vino, potrà avere meno risorse per la promozione perché nel vino c’è l’alcol. «Le proposte del piano vedono comparare il rischio di insorgenza di tumori dovuti al fumo con i rischi derivati dal consumo di vino, senza distinguere tra l’abuso e il bere moderato e consapevole», prosegue Sechi che sposa la mobilitazione contro Nutriscore, un sistema di etichettatura che classifica l’alimento sul livello di zuccheri, grassi e sale calcolati su una base di riferimento di 100 grammi e prevede un semaforo nutrizionale con una scala a cinque lettere: la A di colore verde scuro è la scelta migliore e la E, rossa, la peggiore. «In questo caso temiamo la penalizzazione di alimenti naturali e salutari come l’olio evo», sottolinea Maura Boi. Le due associazioni, che in Sardegna contano un’ottantina di soci tra comuni e Camere di commercio, intendono dare battaglia. «Non vogliamo legittimare qualcosa di palesemente sbagliato in un sistema che svilisce le eccellenze agro-alimentari della Sardegna – attaccano i due coordinatori –. Vogliamo tentare di scongiurare questo ulteriore attacco al Made in Italy con l’indispensabile intervento dei nostri ministri e degli europarlamentari italiani che, grazie anche alle nostre iniziative e sollecitazioni, si sono già mossi nel predisporre gli emendamenti da presentare alla Commissione europea ad iniziare dalla seduta del 15 febbraio».
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