La Nuova Sardegna

«Stritolati dagli aumenti» Trattori fermi ad Arborea

di Giuseppe Centore
«Stritolati dagli aumenti» Trattori fermi ad Arborea

Agricoltori e allevatori consegnano le chiavi alla sindaca: «Siamo allo stremo» 

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ARBOREA. Un simbolo, un gesto deciso poche ore prima per far capire come la crisi che sta investendo l’intero sistema produttivo non risparmia certo il mondo delle campagne. Una crisi diversa dalle altre, provocata non da un eccesso di offerta, o da una contrazione violenta della domanda, ma da un micidiale doppio aumento: di materie prime e dei costi energetici. Aumenti di quattro cinque volte il valore dei prodotti, che mettono immediatamente fuori mercato la stragrande maggioranza delle imprese agricole isolane, anche quelle con le spalle più robuste, pur sostenute da una robusta capitalizzazione.

Gli agricoltori aderenti alla Coldiretti del distretto di Arborea, ma alcuni arrivavano anche da altre zone, ieri mattina hanno simbolicamente consegnato le chiavi dei loro trattori al sindaco di Arborea Manuela Pintus, che li ha ricevuti in Comune. Un gesto che potrebbe rappresentare solo il primo di una lunga serie di azioni di protesta, da questa e dall’altra parte del Tirreno.

Il sistema del latte vaccino da un lato registra aumenti elevati sia sul versante dei costi dell’energia che su quello delle materie prime, dall’altro vede un prezzo del latte fermo a 34 centesimi al litro, che salgono di poco con i premi di produzione, arrivando al massimo a 38 centesimi. Troppo poco per chiudere in pareggio, ma sufficiente a mettere in pratica la regola più terribile di qualunque comparto produttivo in crisi: più produci, più perdi soldi. Solo per il mangime l’aumento si è riversato sui costi di produzione per 5 centesimi al litro. Se a questo dato aggiungiamo i costi dei servizi dall’energia elettrica (+400%), al gasolio (+60%), la tempesta perfetta sui conti è pronta. E gli aiuti promessi, da quelli validi per tutti sui costi energetici, a quelli specifici del ministero delle risorse agricole, che prevedevano un bonus di 3 centesimi al litro come da accordo siglato a novembre, rimangono solo sulla carta.

«Non ce la facciamo, siamo allo stremo – dice a nome dei colleghi Giancarlo Capraro presidente Coldiretti Arborea – saremo costretti a spegnere i trattori e con essi le stalle e consegnare le chiavi ai sindaci perché non abbiamo più le forze economiche per mettere in moto le nostre aziende. Se prima raschiavamo il barile adesso, con questi rincari, stiamo lavorando in perdita, i costi di produzione sono più alti di quelli di vendita».

Quella degli allevatori si definisce «protesta pacifica. Siamo consci che la situazione è difficile per tutti e che l’aumento dei prezzi è generalizzato e investe tutta la società – precisa l’allevatore Bruno Pettucco – per questo non vogliamo dare fastidio a nessuno ma dobbiamo denunciare che di questo passo siamo costretti a chiudere».

Gli allevatori chiedono che il governo tagli sia le accise dei carburanti che il canone fisso dell’energia elettrica. «Chiediamo un atto di responsabilità alla Grande distribuzione sottoscrivendo un Patto con gli allevatori locali – dice Bruno Pettucco – un Patto del latte per la Sardegna garantendo un prezzo equo ai produttori. Alla Regione chiediamo tempi rapidi: molti di noi hanno visto decurtato l’anticipo del benessere animale, in alcuni casi parliamo dai 10 ai 15mila euro per inezie che diventano fondamentali per le imprese agricole. Anche il ritardo di qualche mese per noi diventa vitale».

Preoccupata per le prospettive della vertenza il sindaco di Arborea Manuela Pintus. «Chiediamo che il grido che si leva dal mondo delle campagne non rimanga inascoltato. Si programmino misure di sostegno a brevissimo termine, e siano dedicate politiche a lungo termine in grado di prevenire e scongiurare le emergenze durissime che stiamo attraversando. Consegneremo simbolicamente le chiavi di queste aziende ai rappresentanti della politica regionale e nazionale, chiedendo loro interventi urgenti e immediati per sostenere il settore nel breve termine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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