Da Sassari a Maastricht per scrivere il futuro
di Silvia Sanna
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Giuseppina Olia, seconda da sinistra, sul palco del Mecc al centro congressi di MaastrichtProposte di legge su migranti e accoglienza, l’avventura di Giuseppina Olia
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SASSARI. Da Sassari a Maastricht, a parlare d’Europa, di un futuro più giusto in cui abbiano voce i protagonisti, cioé i cittadini. Sembrava uno scherzo, qualcosa da raccontare agli amici per riderci su, e invece è diventata un’esperienza bellissima «di quelle che pensi non ti possano mai capitare e che vorresti non finisse mai». E forse non è ancora finita perché in primavera, a maggio, potrebbe esserci un nuovo appuntamento: dopo Strasburgo a ottobre e Maastricht nel week end appena trascorso, Giuseppina Olia, 43 anni, sassarese, insegnante alla scuola primaria di San Giuseppe, è pronta a rifare la valigia, insieme agli altri 199 cittadini come lei estratti a sorte per disegnare l’Europa del futuro.
Democrazia dal basso. La missione assegnata è stata ultimata, i fortunati cittadini provenienti dai vari paesi europei hanno lavorato insieme, divisi in gruppi e sottogruppi, per affrontare temi cruciali come ambiente e salute, cambiamenti climatici, giustizia sociale, occupazione-istruzione, l’Ue nel mondo, migrazione e immigrazione. L’obiettivo: elaborare proposte, o meglio “raccomandazioni” da sottoporre al Parlamento Europeo con l’auspicio che vengano trasformate in leggi. Quattro le sessioni organizzate a Strasburgo tra settembre e ottobre 2021, ognuna delle quali con 200 cittadini protagonisti: il gruppo di lavoro di cui ha fatto parte Giuseppina Olia si è concentrato sul ruolo dell’Europa nella gestione dei flussi migratori. È stata proprio Giuseppina a illustrare in plenaria le due proposte elaborate dalla sua squadra «frutto di un grande confronto, ascolto e condivisione». Dal palco del Meec, il centro congressi di Maastricht, Giuseppina, emozionata ma con tono sicuro, ha spiegato come il gruppo sia riuscito «a fare sintesi su due raccomandazioni considerate prioritarie, cioé sui comportamenti che l’Europa dovrebbe mettere in atto nella gestione dei migranti per favorire la massima integrazione e sostegno agli Stati che li accolgono». Le due proposte, come tutte le altre raccomandazioni presentate dagli altri gruppi di lavoro, sono state sottoposte a votazione da parte dell’assemblea di cittadini: quelle del team di Giuseppina hanno riscosso oltre l’85% dei consensi e ora sono pronte a essere consegnate al Parlamento europeo.
Le proposte all’Europa. La prima raccomandazione all’Europa è in direzione di “un forte sostegno finanziario, logistico e operativo per la gestione della prima accoglienza che porterebbe a un’eventuale integrazione o rimpatrio dei migranti irregolari. I beneficiari di sostegno devono essere gli Stati di confine dell’Ue che portano il peso dell’afflusso migratorio”. La seconda raccomandazione si concentra sulla fase della distribuzione dei richiedenti asilo, “distribuzione che deve essere equa prendendo in considerazione i bisogni dei richiedenti così come le capacità logistiche ed economiche degli Stati membri e i loro bisogni in termini di mercato del lavoro”. La finalità di una distribuzione equa è “evitare situazioni caotiche e tensioni, contribuendo così a una maggiore solidarietà tra gli Stati membri dell’Ue”.
Una telefonata e inizia il sogno. A fine luglio, quando al telefono quella voce gentile le parlava di “Strasburgo, conferenze, Parlamento europeo”, la tentazione era stata di riattaccare subito pensando a uno scherzo o, peggio, a una delle solite truffe. Per fortuna Giuseppina Olia era rimasta ad ascoltare e si era fatta ripetere tutto: l’incaricata di un’agenzia le spiegava che era stata selezionata casualmente per prendere parte al progetto sul futuro dell’Europa, con la prima tappa a Strasburgo nella sede del Parlamento europeo. “Signora Olia, lei sarà nostra ospite, non dovrà pagare un centesimo, penseremo noi al suo viaggio e al suo soggiorno. Deve solo dirmi se accetta altrimenti dovrò estrarre un’altra persona”. Giuseppina ha detto sì e ha scoperto che era tutto vero: a ottobre è volata a Strasburgo per la prima sessione, poi ci sono stati gli incontri online con il suo gruppo e infine la tappa a Maastricht per sessione numero 3. Con la speranza che ce ne sia presto una quarta.
Democrazia dal basso. La missione assegnata è stata ultimata, i fortunati cittadini provenienti dai vari paesi europei hanno lavorato insieme, divisi in gruppi e sottogruppi, per affrontare temi cruciali come ambiente e salute, cambiamenti climatici, giustizia sociale, occupazione-istruzione, l’Ue nel mondo, migrazione e immigrazione. L’obiettivo: elaborare proposte, o meglio “raccomandazioni” da sottoporre al Parlamento Europeo con l’auspicio che vengano trasformate in leggi. Quattro le sessioni organizzate a Strasburgo tra settembre e ottobre 2021, ognuna delle quali con 200 cittadini protagonisti: il gruppo di lavoro di cui ha fatto parte Giuseppina Olia si è concentrato sul ruolo dell’Europa nella gestione dei flussi migratori. È stata proprio Giuseppina a illustrare in plenaria le due proposte elaborate dalla sua squadra «frutto di un grande confronto, ascolto e condivisione». Dal palco del Meec, il centro congressi di Maastricht, Giuseppina, emozionata ma con tono sicuro, ha spiegato come il gruppo sia riuscito «a fare sintesi su due raccomandazioni considerate prioritarie, cioé sui comportamenti che l’Europa dovrebbe mettere in atto nella gestione dei migranti per favorire la massima integrazione e sostegno agli Stati che li accolgono». Le due proposte, come tutte le altre raccomandazioni presentate dagli altri gruppi di lavoro, sono state sottoposte a votazione da parte dell’assemblea di cittadini: quelle del team di Giuseppina hanno riscosso oltre l’85% dei consensi e ora sono pronte a essere consegnate al Parlamento europeo.
Le proposte all’Europa. La prima raccomandazione all’Europa è in direzione di “un forte sostegno finanziario, logistico e operativo per la gestione della prima accoglienza che porterebbe a un’eventuale integrazione o rimpatrio dei migranti irregolari. I beneficiari di sostegno devono essere gli Stati di confine dell’Ue che portano il peso dell’afflusso migratorio”. La seconda raccomandazione si concentra sulla fase della distribuzione dei richiedenti asilo, “distribuzione che deve essere equa prendendo in considerazione i bisogni dei richiedenti così come le capacità logistiche ed economiche degli Stati membri e i loro bisogni in termini di mercato del lavoro”. La finalità di una distribuzione equa è “evitare situazioni caotiche e tensioni, contribuendo così a una maggiore solidarietà tra gli Stati membri dell’Ue”.
Una telefonata e inizia il sogno. A fine luglio, quando al telefono quella voce gentile le parlava di “Strasburgo, conferenze, Parlamento europeo”, la tentazione era stata di riattaccare subito pensando a uno scherzo o, peggio, a una delle solite truffe. Per fortuna Giuseppina Olia era rimasta ad ascoltare e si era fatta ripetere tutto: l’incaricata di un’agenzia le spiegava che era stata selezionata casualmente per prendere parte al progetto sul futuro dell’Europa, con la prima tappa a Strasburgo nella sede del Parlamento europeo. “Signora Olia, lei sarà nostra ospite, non dovrà pagare un centesimo, penseremo noi al suo viaggio e al suo soggiorno. Deve solo dirmi se accetta altrimenti dovrò estrarre un’altra persona”. Giuseppina ha detto sì e ha scoperto che era tutto vero: a ottobre è volata a Strasburgo per la prima sessione, poi ci sono stati gli incontri online con il suo gruppo e infine la tappa a Maastricht per sessione numero 3. Con la speranza che ce ne sia presto una quarta.
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