La Nuova Sardegna

La scelta di una nuova vita non l’ha salvato dal killer

di Kety Sanna
La scelta di una nuova vita non l’ha salvato dal killer

Misteri sul movente dell’omicidio Virde: si cercano le radici della vendetta

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NUORO. Lo hanno atteso sotto casa, sapendo che poco prima delle 22 avrebbe fatto ritorno. Via Romano Ruju, una lingua d’asfalto a senso unico su cui si affacciano palazzine moderne e villette di nuova costruzione, ieri mattina era quasi deserta. Nessun segno sulla strada riportava all’omicidio di Luca Virde, l’operaio 42enne di Silanus, ucciso a fucilate la notte di lunedì. La pioggia violenta che si è abbattuta poco dopo il delitto ha lavato tutto. Tra i residenti però, era ancora vivo il rombo delle fucilate: tre in rapida successione, che poco prima delle 22 hanno spezzato l’aria nel rione periferico di Badu’e Carros, e colpito a morte il 42enne. Luca Virde non ha avuto scampo. Tre colpi esplosi da distanza ravvicinata lo hanno colpito all’addome e al volto, a pochi metri dalla palazzina su tre piani dove viveva da qualche tempo.

L’uomo è stramazzato a terra davanti alla sua Fiat Punto, in una pozza di sangue. Il killer ha atteso che la vittima scendesse dall’auto per poi esplodere i colpi. Voleva essere certo di fare un buon lavoro. Significativa la scelta della “posta”. Sembrerebbe, infatti, che chi ha sparato abbia trovato il punto preciso in cui fermarsi per non essere ripreso dall’occhio indiscreto delle telecamere di videosorveglianza delle abitazioni private.

Ha aspettato che l’operaio giungesse sotto casa, scendesse dalla vettura e non avesse alcuna via di scampo. Solo allora ha imbracciato il fucile e ha fatto fuoco. Poi è risalito in auto, forse aiutato da un complice, ha percorso via Ruju a tutta velocità, lasciandosi alle spalle il cadavere di Luca Virde e tre bossoli calibro 12 sull’asfalto, firma del delitto.

Un omicidio con tanti interrogativi ai quali i carabinieri del comando provinciale di Nuoro, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica, Andrea Ghironi, titolare dell’indagine, dalle prime ore del fatto stanno tentando di dare una risposta. Il riserbo, però, è assoluto e sicuramente le piste da battere svariate.

Ci si chiede se la vittima di lunedì avesse chiuso tutti i conti con il passato, o se davvero il suo omicidio debba trovare la giusta collocazione in scenari improvvisi che si sono verificati nelle ultime ore di vita. La prima ipotesi, seppur la più scontata, riporta in modo deciso alla vita “precedente” di Luca Virde.

Il suo omicidio, non facilmente inquadrabile, a primo acchito, non può che catapultare tutti col pensiero, a quella notte di luglio di 10 anni fa, quando l’operaio di Silanus si macchiò del sangue del compaesano, Antonello Arca, dopo averlo ucciso a coltellate alla fine di una serata di festa nella piazza del paese.

Per quel delitto Luca Virde era stato condannato a 16 anni, un mese e 20 giorni di carcere. Da qualche tempo, però, l’uomo stava usufruendo del regime di semilibertà, misura alternativa al carcere che gli aveva permesso di riprendere a lavorare, e tentare un reinserimento sociale da cittadino semilibero. Forse, proprio il fatto che la vita potesse dare all’operaio di 42 anni un’altra opportunità, potrebbe aver infastidito qualcuno con cui aveva ancora dei conti in sospeso. Certo è, invece, che Virde era un abitudinario. Dopo la tragedia di10 anni fa, e gli anni trascorsi dietro le sbarre del carcere nuorese a scontare la pena, aveva deciso di chiudere i ponti con il suo paese di origine. A Silanus non lo si vedeva più da tanto tempo, nonostante lì vivano ancora la madre e un fratello. Aveva iniziato a lavorare in un salumificio di Villagrande gestito da imprenditori di Macomer. Piano piano l’uomo stava cercando di ritornare alla normalità. Aveva svolto delle attività nella cooperativa sociale “Ut Unum Sint” di cui è presidente don Pietro Borrotzu, e partecipato a dei progetti sulla giustizia riparativa.

Lunedì notte, però, quel killer solitario gli ha voluto ricordare dei debiti non ancora saldati. Non necessariamente legati al delitto di quella notte d’estate, che in molti, infatti, tendono ad escludere. Gli inquirenti scavano nel passato della vittima senza, però, tralasciare il presente. La sera di lunedì, Luca Virde, infatti, aveva partecipato a una festa di compleanno in un locale cittadino, a poche centinaia di metri dal luogo del delitto. Che qualcosa sia andato storto proprio durante la serata, e qualcuno abbia voluto fargli pagare subito uno sgarro subito? Chissà! Intanto si attende l’esito dell’autopsia, prevista con tutta probabilità questa mattina all’ospedale San Francesco di Nuoro. L’incarico è stato conferito al medico legale di Cagliari, Luca Natali, che dovrà stabilire l’ora esatta della morte e il percorso dei proiettili andati tutti a segno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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