Le opposizioni: «Speranza mandi ispettori nell’isola»
L’assessore Nieddu si difende: «Situazione difficile, facciamo il possibile»
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CAGLIARI. Il dibattito sulla Finanziaria 2022 si è acceso come un cerino. È stata l’emergenza ospedali, oggi il problema dei problemi, anche oltre i confini della pandemia, ad aver scatenato lo scontro totale. Dalla mattina alla sera è stato un batti e ribatti, dentro e fuori dall’aula del Consiglio regionale. Esiste ormai un «Caso Sardegna». Che è da brividi, secondo le opposizioni, mentre per la maggioranza: «Siamo messi molto meglio di altre Regioni più strutturate della nostra».
L’attacco. Pd, M5s, Progressisti e Leu hanno attacco a testa basta. «Dopo i nostri dodici sopralluoghi in altrettanti pronto soccorso, l’altro giorno, denunciamo che dovunque è stato superato il livello di guardia. Da troppo tempo la situazione è indecente, scandalosa e vergognosa». Per poi annunciare: «Abbiamo scritto al ministro della salute, Roberto Speranza, poi l’abbiamo sentito più volte al telefono e presto lo incontreremo». Per chiedergli? «D’inviare gli ispettori in Sardegna, perché ci sono troppi pazienti sballottati da un ospedale all’altro, perché l’emergenza-urgenza è bloccata, scoppiata, e perché i turni di medici e infermieri, pochissimi quelli in servizio, sono massacranti da troppe settimane e settimane».
Il contrattacco. Di botto il capogruppo della Lega, Pierluigi Saiu, replicherà poco dopo in aula: «Altro che ispettori. Al posto vostro, a Speranza solleciterei semmai una sua immediata missione in Sardegna. Fatelo venire, così si renderebbe conto della pessima sanità che ci avete lasciato in eredità e poi, vi ricordo, c’è stata o no una pandemia? Eccome se c’è stata, purtroppo». Anche l’assessore Mario Nieddu è intervenuto con toni forti: «È vero, il sistema è in sofferenza. L’ultimo picco dei contagi ha mandato in crisi molti reparti. Ma stiamo facendo tutto il possibile per raddrizzare la barca, con più soldi, assunzioni straordinarie e lo sblocco dei concorsi. Mancano ancora troppi medici e altrettanti infermieri, sono un centinaio in meno solo nei pronto soccorso, ed è proprio quest’emergenza nell’emergenza a preoccuparci. Senza personale sanitario gestire anche l’ordinario è molto, molto, più complicato e siccome il sistema era già allo sfascio, così ce lo avete lasciato, la pandemia ha reso ogni situazione ancora più drammatica». Più volte la maggioranza ha sostenuto Nieddu nella sua arringa, anche poi Giorgio Oppi, leader dell’Udc, gli ha sibilato dai banchi della maggioranza: «Però, assessore, d’ora in poi da parte sua ci aspettiamo maggiore decisionismo, anche sull’avvio della riforma sanitaria. Non è partita bene, l’Ares e le Asl sono in conflitto e nessuna Azienda è stata messa nelle condizioni di programmare, organizzare e gestire». Michele Cossa dei Riformatori, altro partito della coalizione, ha aggiunto: «Dopo un mese e mezzo dal via definitivo, s’è visto ancora poco o nulla soprattutto sulla medicina territoriale. Poco dopo Nieddu farà sapere: «L’accordo fra le Aziende è stato trovato proprio in queste ore. C’è una bozza d’intesa su finanziamenti, personale e competenze. La delibera di Giunta è in arrivo e presto andremo a regime anche nella medicina territoriale».
Il resoconto. I sopralluoghi, hanno spiegato le opposizioni, sono serviti per mettere assieme i tasselli del caos nei pronto soccorso. Gianfranco Ganau, Pd, ha parlato di una situazione ormai esplosiva negli ospedali di Sassari e Desirè Manca, M5s, è stata perentoria nel denunciare: «I pazienti sulle barelle sono abbandonati per ore e ore nei corridoi». Daniele Cocco ed Eugenio Lai, entrambi di Leu, hanno denunciato il caos nella sanità nuorese e a Lanusei. Alessandro Solinas, M5s, il fallimento dei medici in affitto al San Martino di Oristano. Giuseppe Meloni, Pd, e Roberto Li Gioi, M5s, hanno rimarcato che «Olbia, Tempio e Ozieri non sono affondati solo per l’abnegazione del personale sanitario». Francesco Agus e Massimo Zedda, Progressisti, hanno rilanciato: «Nella Città metropolitana di Cagliari sono stati chiusi addirittura due pronto soccorso su quattro». Rossella Pinna si è fatta portavoce degli ospedali decentrati, San Gavino, Isili, Sorgono, Muravera e Ghilarza, da «quelle parti disperazione e rabbia hanno preso il sopravvento». A fare la sintesi è stato ancora Gianfranco Ganau: «È questa Giunta ad aver mandato allo sfascio il sistema, con una riforma sbagliata e imposta in piena pandemia. È un’assurdità».
Gli emendamenti approvati. Ribadito che la sanità e le politiche sociosanitarie peseranno per quasi il 40 per cento sulla Finanziaria, 4,5 miliardi su 9,5, col passare delle ore il filo del dialogo è stato ritrovato. L’assessore Nieddu ha annunciato che è stata sbloccata l’assunzione di 1.400 infermieri e a breve, con altri concorsi, il personale sanitario potrà contare su 1.315 unità in più. Poi all’unanimità è passato l’emendamento con cui sono stati stanziati 20 milioni per la consegna gratis ai 24mila diabetici di microinfusori e altri dispositivi.
Due milioni serviranno a «incentivare pediatri e medici di famiglia, perché prendano servizio nelle aree disagiate e nelle piccole isole». Altri due milioni di bonus sono stati destinati ai «lavoratori dei servizi sanitari ausiliari esternalizzati impegnati contro la pandemia». Ancora: 350 mila euro potenzieranno i corsi di formazione del personale sanitario, mentre i trapiantati d’organo potranno contare su oltre un milione di sussidi. S’è accennato anche all’emergenza sangue, messa in prima fila da Laura Caddeo dei Progressisti: «In tutti gli ospedali sono a rischio trasfusioni e interventi chirurgici». L’assessore Nieddu ha comunicato: «Stiamo preparando un piano straordinario per non intaccare le scorte». (ua)
L’attacco. Pd, M5s, Progressisti e Leu hanno attacco a testa basta. «Dopo i nostri dodici sopralluoghi in altrettanti pronto soccorso, l’altro giorno, denunciamo che dovunque è stato superato il livello di guardia. Da troppo tempo la situazione è indecente, scandalosa e vergognosa». Per poi annunciare: «Abbiamo scritto al ministro della salute, Roberto Speranza, poi l’abbiamo sentito più volte al telefono e presto lo incontreremo». Per chiedergli? «D’inviare gli ispettori in Sardegna, perché ci sono troppi pazienti sballottati da un ospedale all’altro, perché l’emergenza-urgenza è bloccata, scoppiata, e perché i turni di medici e infermieri, pochissimi quelli in servizio, sono massacranti da troppe settimane e settimane».
Il contrattacco. Di botto il capogruppo della Lega, Pierluigi Saiu, replicherà poco dopo in aula: «Altro che ispettori. Al posto vostro, a Speranza solleciterei semmai una sua immediata missione in Sardegna. Fatelo venire, così si renderebbe conto della pessima sanità che ci avete lasciato in eredità e poi, vi ricordo, c’è stata o no una pandemia? Eccome se c’è stata, purtroppo». Anche l’assessore Mario Nieddu è intervenuto con toni forti: «È vero, il sistema è in sofferenza. L’ultimo picco dei contagi ha mandato in crisi molti reparti. Ma stiamo facendo tutto il possibile per raddrizzare la barca, con più soldi, assunzioni straordinarie e lo sblocco dei concorsi. Mancano ancora troppi medici e altrettanti infermieri, sono un centinaio in meno solo nei pronto soccorso, ed è proprio quest’emergenza nell’emergenza a preoccuparci. Senza personale sanitario gestire anche l’ordinario è molto, molto, più complicato e siccome il sistema era già allo sfascio, così ce lo avete lasciato, la pandemia ha reso ogni situazione ancora più drammatica». Più volte la maggioranza ha sostenuto Nieddu nella sua arringa, anche poi Giorgio Oppi, leader dell’Udc, gli ha sibilato dai banchi della maggioranza: «Però, assessore, d’ora in poi da parte sua ci aspettiamo maggiore decisionismo, anche sull’avvio della riforma sanitaria. Non è partita bene, l’Ares e le Asl sono in conflitto e nessuna Azienda è stata messa nelle condizioni di programmare, organizzare e gestire». Michele Cossa dei Riformatori, altro partito della coalizione, ha aggiunto: «Dopo un mese e mezzo dal via definitivo, s’è visto ancora poco o nulla soprattutto sulla medicina territoriale. Poco dopo Nieddu farà sapere: «L’accordo fra le Aziende è stato trovato proprio in queste ore. C’è una bozza d’intesa su finanziamenti, personale e competenze. La delibera di Giunta è in arrivo e presto andremo a regime anche nella medicina territoriale».
Il resoconto. I sopralluoghi, hanno spiegato le opposizioni, sono serviti per mettere assieme i tasselli del caos nei pronto soccorso. Gianfranco Ganau, Pd, ha parlato di una situazione ormai esplosiva negli ospedali di Sassari e Desirè Manca, M5s, è stata perentoria nel denunciare: «I pazienti sulle barelle sono abbandonati per ore e ore nei corridoi». Daniele Cocco ed Eugenio Lai, entrambi di Leu, hanno denunciato il caos nella sanità nuorese e a Lanusei. Alessandro Solinas, M5s, il fallimento dei medici in affitto al San Martino di Oristano. Giuseppe Meloni, Pd, e Roberto Li Gioi, M5s, hanno rimarcato che «Olbia, Tempio e Ozieri non sono affondati solo per l’abnegazione del personale sanitario». Francesco Agus e Massimo Zedda, Progressisti, hanno rilanciato: «Nella Città metropolitana di Cagliari sono stati chiusi addirittura due pronto soccorso su quattro». Rossella Pinna si è fatta portavoce degli ospedali decentrati, San Gavino, Isili, Sorgono, Muravera e Ghilarza, da «quelle parti disperazione e rabbia hanno preso il sopravvento». A fare la sintesi è stato ancora Gianfranco Ganau: «È questa Giunta ad aver mandato allo sfascio il sistema, con una riforma sbagliata e imposta in piena pandemia. È un’assurdità».
Gli emendamenti approvati. Ribadito che la sanità e le politiche sociosanitarie peseranno per quasi il 40 per cento sulla Finanziaria, 4,5 miliardi su 9,5, col passare delle ore il filo del dialogo è stato ritrovato. L’assessore Nieddu ha annunciato che è stata sbloccata l’assunzione di 1.400 infermieri e a breve, con altri concorsi, il personale sanitario potrà contare su 1.315 unità in più. Poi all’unanimità è passato l’emendamento con cui sono stati stanziati 20 milioni per la consegna gratis ai 24mila diabetici di microinfusori e altri dispositivi.
Due milioni serviranno a «incentivare pediatri e medici di famiglia, perché prendano servizio nelle aree disagiate e nelle piccole isole». Altri due milioni di bonus sono stati destinati ai «lavoratori dei servizi sanitari ausiliari esternalizzati impegnati contro la pandemia». Ancora: 350 mila euro potenzieranno i corsi di formazione del personale sanitario, mentre i trapiantati d’organo potranno contare su oltre un milione di sussidi. S’è accennato anche all’emergenza sangue, messa in prima fila da Laura Caddeo dei Progressisti: «In tutti gli ospedali sono a rischio trasfusioni e interventi chirurgici». L’assessore Nieddu ha comunicato: «Stiamo preparando un piano straordinario per non intaccare le scorte». (ua)
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