Stop ai bus aggiuntivi, studenti a piedi
I presidenti dei consigli d’istituto e i Progressisti: «Servizio da rifinanziare»
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CAGLIARI. La collaborazione tra pubblico e privato sui trasporti deve andare avanti per non lasciare gli studenti a terra. È l'appello lanciato ai ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia, agli assessorati regionali ai trasporti e all’istruzione e alla direzione scolastica regionale dal coordinamento dei presidenti dei consigli d'istituto in Sardegna. Dal 14 febbraio sono scomparsi i bus aggiuntivi che hanno permesso agli utenti, in particolare agli studenti pendolari, di viaggiare sui mezzi pubblici rispettando i limiti di riempimento imposti proprio dalla pandemia. È successo a causa del mancato rinnovo di una determinazione del 28 gennaio che aveva prolungato fino al 13 febbraio un servizio rivelatosi fondamentale nell’ultimo anno scolastico per il trasporto di migliaia di ragazzi. Accade a causa del mancato stanziamento di ulteriori risorse statali a copertura dei servizi, importanti anche per le misure di contenimento del Covid.
«Prendiamo atto, con grande stupore e dispiacere – dicono i presidenti dei consigli d’istituto – della cessazione della collaborazione tra l'azienda regionale di trasporto Arst e le società di trasporto privato aderenti all'Anav: chiediamo a voce alta e decisa che l'organo politico regionale metta in atto tutte le azioni necessarie alla ricerca di finanziamenti per l'immediato ripristino della convenzione. Non vorremmo assistere per l'ennesima volta alla triste visione di studenti a terra in attesa di un mezzo di trasporto che non passa o che lascia a piedi i più sfortunati». E si chiedono «se tale provvedimento sia stato attentamente valutato prima di arrivare al “capolinea”. Non bastava il Covid, facciamo in modo che adesso non siano i problemi nei trasporti a lasciare a casa gli studenti».
E sull’argomento ieri sera in Consiglio regionale il gruppo dei Progressisti ha proposto un’interrogazione (prima firmataria Laura Caddeo) al governatore Solinas e all’assessore dell’istruzione Biancareddu in cui chiede «se siano a conoscenza delle problematiche relative; quali interventi la Regione abbia intenzione di attivare per garantire agli studenti il diritto alla mobilità e a raggiungere le sedi scolastiche in sicurezza; e quali misure stiano predisponendo in particolare per quelli delle aree interne o lontane da quelle metropolitane». I Progressisti ricordano che «gli studenti sono tra le categorie più penalizzate dalla pandemia» e che «non vi sono giustificazioni all’interruzione del servizio in un periodo in cui l’emergenza sanitaria non sembra attenuarsi» (a.palmas)
«Prendiamo atto, con grande stupore e dispiacere – dicono i presidenti dei consigli d’istituto – della cessazione della collaborazione tra l'azienda regionale di trasporto Arst e le società di trasporto privato aderenti all'Anav: chiediamo a voce alta e decisa che l'organo politico regionale metta in atto tutte le azioni necessarie alla ricerca di finanziamenti per l'immediato ripristino della convenzione. Non vorremmo assistere per l'ennesima volta alla triste visione di studenti a terra in attesa di un mezzo di trasporto che non passa o che lascia a piedi i più sfortunati». E si chiedono «se tale provvedimento sia stato attentamente valutato prima di arrivare al “capolinea”. Non bastava il Covid, facciamo in modo che adesso non siano i problemi nei trasporti a lasciare a casa gli studenti».
E sull’argomento ieri sera in Consiglio regionale il gruppo dei Progressisti ha proposto un’interrogazione (prima firmataria Laura Caddeo) al governatore Solinas e all’assessore dell’istruzione Biancareddu in cui chiede «se siano a conoscenza delle problematiche relative; quali interventi la Regione abbia intenzione di attivare per garantire agli studenti il diritto alla mobilità e a raggiungere le sedi scolastiche in sicurezza; e quali misure stiano predisponendo in particolare per quelli delle aree interne o lontane da quelle metropolitane». I Progressisti ricordano che «gli studenti sono tra le categorie più penalizzate dalla pandemia» e che «non vi sono giustificazioni all’interruzione del servizio in un periodo in cui l’emergenza sanitaria non sembra attenuarsi» (a.palmas)
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