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Fasce orarie, addio ai vantaggi: anche di notte consumi al top

Fasce orarie, addio ai vantaggi: anche di notte consumi al top

La crescita del valore del kilowatt: +72,6% in un trimestre, +398% in 12 mesi Polverizzate le differenze nella tariffa bioraria pensata per contenere la spesa

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SASSARI. Nella torta che rappresenta la bolletta, più di tre quarti corrispondono alla voce “spesa per la materia energia”, l’ultima porzione mette insieme il costo di “trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore” e la quota di imposte (accise e Iva al 10%). In questi mesi in cui il prezzo dell’energia è aumentato a livelli mai visti prima, le ultime due voci in bolletta sono rimaste uguali a prima, anzi nel primo trimestre 2022 si sono ridotte rispetto all’ultimo trimestre 2021. Dunque a determinare il diverso importo della bolletta è solo la prima voce, il costo dell’energia, che incide per circa il 74% e dipende dal valore del kilowatt. Quest’ultimo, già dall’ultimo trimestre del 2021 ha sforato il valore medio annuale di 0,24 centesimi, andando ben oltre a gennaio 2022. Il costo della materia prima è determinante sia nello stabilire le tariffe del servizio a maggiore tutela, sia nel mercato libero. La differenza è che nel primo caso il valore è volatile e dunque può impennarsi ogni 3 mesi sulla base delle indicazioni di Arera, nell’altro caso il prezzo al khw resta fisso e bloccato per l’intero periodo stabilito. Nel primo caso le oscillazioni si riflettono nella bolletta, nel secondo caso l’importo finale resta uguale, con la possibilità di risparmiare (come in questo periodo) o di spendere di più quando il costo dell’energia crolla. Non solo: nel primo caso, servizio a maggiore tutela, il rialzo del valore della materia prima di fatto annulla i benefici della tariffa bioraria, cioé quella che prevede due costi diversi a seconda della fascia oraria di utilizzo delle fonti di consumo, come gli elettrodomestici. Purtroppo, da qualche mese a questa parte, accendere lavatrice e lavastoviglie solo la notte o nei festivi, non è più una grande strategia di risparmio perché la differenza dei costi è minima. Prendendo in esame i consumi di un utente tipo )circa 2700 kWh all’anno, In fascia F1 - dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì - il 1 ottobre del 2021 un kWh costava 0, 218 centesimi di euro: oggi costa 0,383 centesimi, con un aumento del 75%. In fascia F2-3, le più convenienti - dalle 19 alle 8 tutti i giorni, più festivi – nell’ultimo trimestre 2021 il valore era 0,197 euro, ora è salito sino a 0,340, dunque con un aumento del 72,6%. Ma bisogna andare ancora più a ritroso per rendersi conto di come le differenze di tariffe e dunque i margini di risparmio con un uso intelligente degli elettrodomestici, siano state letteralmente polverizzate. Poco più di un anno fa, il 1 gennaio del 2021 il kWh in fascia F1 valeva 0,083 centesimi di euro, praticamente niente rispetto al valore attuale di 0,383 che corrisponde a un aumento percentuale del 361%, cioé 4,6 volte in più. E in fascia F2-3 è andata pure peggio: il 1 gennaio 2021 il valore del kWh era 0,068, oggi è quasi 5 volte superiore - 0,340, con una crescita percentuale pari al 398%. Ecco perché tenere elettrodomestici, aspirapolvere, termosifoni elettrici e stufe spenti di giorno aiuta ben poco: l’unica possibilità per risparmiare in questa fase delicatissima è accenderli il meno possibile, solo se a pieno carico e se strettamente necessario. ( si. sa.)

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