La Nuova Sardegna

In Sardegna bolletta record: ogni famiglia paga 600 euro

di Silvia Sanna
In Sardegna bolletta record: ogni famiglia paga 600 euro

È l’importo annuale medio: i rincari a bimestre oscillano tra il 55 e l’80%

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SASSARI. Si chiama “Servizio a maggiore tutela” ma con i costi di energia e gas alle stelle non ripara le famiglie dalla stangata: al contrario le espone a una bolletta salatissima. Il primo assaggio è arrivato nel 2021, con un aumento deciso degli importi nell’ultimo trimestre, ma la vera mazzata è stata annunciata da tempo a partire da gennaio 2022. E tantissimi italiani, che hanno già ricevuto le prime bollette dell’anno, se ne sono resi conto. Per altri l’attesa finirà tra pochi giorni ma non sarà una sorpresa. Si sa già infatti che la bolletta dell’energia elettrica lieviterà mediamente del 55% (con punte che sfiorano l’80%), quella del gas di quasi il 42% a causa dell’aumento del costo della materia prima, cioé il kilowatt/ora (kWh) per la luce, e il metro cubo standard (Smc) per il gas.

È infatti il loro valore a comportare l’aumento dell’importo da pagare, in particolare nelle bollette degli utenti che nell’ultimo anno non si sono rivolti al libero mercato scegliendo l’opzione del prezzo bloccato. Per pigrizia o diffidenza sono rimasti fedeli al servizio di maggiore tutela del servizio elettrico nazionale. Si tratta, in Sardegna, di quasi la metà delle famiglie, il 48% del totale: in Italia, dove invece è in crescita il mercato libero (59,7%), quella sarda è la percentuale maggiore a livello nazionale. E non è un caso che proprio la Sardegna sia la regione dove le famiglie pagano in media la bolletta dell’elettricità più alta d’Italia: 596 euro all’anno.

Vola la materia prima. La mazzata era prevista, ma in alcuni casi ha superato anche le peggiori previsioni. In molti casi l’importo da pagare è lievitato oltre il 50-60% annunciato. Nonostante i consumi siano rimasti gli stessi e anzi spesso, proprio per tentare di limitare i danni, siano stati ridotti: meno lavaggi in lavatrice, asciugatrice solo se indispensabile, meno ore di riscaldamento. Purtroppo questi accorgimenti servono a poco quando a determinare il peso della bolletta è il costo della materia prima: più questo sale, come succede ormai da mesi, più la bolletta aumenta. Ed è quello che succede nel mercato a maggiore tutela, dove il costo dell’energia elettrica viene determinato dall’Arera, cioé l’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente.

L’aggiornamento dei costi avviene a cadenza trimestrale e a condizionare le variazioni è principalmente la spesa per la materia prima (elettricità), mentre gli altri fattori meno decisivi sono le spese di trasporto e di gestione dle contatore, gli oneri di sistema e le tasse. In audizione martedì al Senato i vertici di Arera hanno spiegato che il costo dell’energia è cresciuto nel 2021 del 400% (500% il gas) con riflessi sulle bollette già dal secondo semestre 2021 che saranno ancora più evidenti nell’anno in corso: significa che anche le prossime bollette saranno decisamente più alte della media.

Mercato libero. La prospettiva cambia radicalmente per chi invece decide di rivolgersi a un operatore nel mercato libero dell’energia: in questo caso sono le stesse compagnie a stabilire la tariffa, indipendentemente dalle oscillazioni del prezzo della materia prima, dalle quali l’utente resta al riparo. E la tariffa proposta e scelta resta bloccata per un periodo prestabilito nel contratto: 1, 2 o 3 anni, con possibilità di cambiare alla scadenza dei primi 12 mesi. Chi ha scelto la tariffa bloccata un anno fa si è messo al riparo dalla “tempesta perfetta” che si è scatenata negli ultimi mesi.

Nel Servizio a maggiore tutela la tariffa bloccata invece non esiste. C’è solo la possibilità di scegliere tra una tariffa monoraria (la stessa tutto il giorno) o bioraria (due diversificate in altrettante fasce orarie) con prezzi diversi a seconda del tipo di utenza (residenziale o non residenziale). L’aumento della materia prima ha di fatto annullato anche il vantaggio delle fasce orarie, che oramai presentano tariffe praticamente identiche.

Vantaggi e svantaggi. Rispetto al mercato libero e dunque alla tariffa che resta bloccata, il Servizio a maggiore tutela tiene conto sia delle oscillazioni al rialzo che di quelle al ribasso del costo della materia prima, garantendo un risparmio nel corso dell’anno nel caso che il costo dell’energia (e dunque del gas naturale da cui si produce il 40% dell’energia) cali all’origine. Ma questo accade sempre più di rado e nei prossimi mesi non sono all’orizzonte crolli ma oscillazioni, con un valore che rimarrà elevato: dopo i due anni bui segnati dal Covid l’economia è ripartita e da alcuni mesi c’è un forte aumento della domanda, anche di energia, che ha fatto salire i prezzi a livelli più alti del pre-Covid.

C’è poi l’incertezza del quadro geopolitico, con la delicatissima situazione tra Russia e Ucraina che potrebbe avere ricadute pesantissime sulle forniture di gas e ulteriori conseguenze sui costi e dunque sulla bolletta. In questo momento, chi un anno fa ha aderito al mercato libero con una tariffa a prezzo bloccato ha risparmiato in 12 mesi circa 1000 euro. Anche chi lo fa adesso, pur se in misura minore, può risparmiare. Da gennaio 2023, la scelta non sarà più possibile: la maggiore tutela verrà abolita, resterà solo il mercato libero e le tariffe in concorrenza.

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