La Nuova Sardegna

L’isola dei nuraghi viaggia verso l’Unesco

di Giada Elias *
L’isola dei nuraghi viaggia verso l’Unesco

L’incontro con l’associazione che punta a inserire il patrimonio tra i beni tutelati: svolta culturale ma anche economica

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Quando si parla di Sardegna, la maggior parte delle persone pensa subito alle spiagge e al mare. Ma il potenziale della nostra isola è anche la sua storia con i suoi beni archeologici,neanche tutti i sardi conoscono bene i monumenti che la civiltà nuragica ha lasciato nel nostro territorio, o se li conoscono non riescono a valorizzarli con intelligenza. Sabato 5 febbraio, nell’aula magna dell’Ipia Galileo Ferraris di Iglesias, noi studenti delle classi quarte e quinte degli indirizzi Accoglienza turistica e Sala vendita abbiamo incontrato l’archeologo e divulgatore Nicola Dessì. È uno scrittore di libri indirizzati a bambini e ragazzi, lavora con le reti televisive locali e nazionali e collabora con l'associazione no profit "Sardegna verso l'Unesco". L’Associazione, nata a settembre del 2020 con lo scopo di promuovere il nostro territorio dal punto di vista turistico ed economico, ha presentato alla Commissione nazionale italiana Unesco l’istanza per inserire i nuraghi nella “Tentative List”. L’obiettivo principale è quello di sostenere la candidatura dei monumenti della civiltà nuragica affinché vengano inseriti tra i beni tutelati dall'Unesco. Attualmente l’unico bene culturale che fa parte del patrimonio dell’umanità è il villaggio nuragico di Barumini.

Durante l’incontro con le nostre classi, Nicola Dessì ha illustrato i monumenti che hanno costituito la civiltà nuragica. Inoltre, è stato messo in rilievo l'obiettivo dell’Associazione di sensibilizzare l'opinione pubblica facendole conoscere la più antica civiltà dell’isola, catalizzare l’attenzione dei turisti sulla sua storia e sulla sua cultura, favorendo il turismo durante tutto l’anno e non solamente nel periodo estivo.

Ho avuto l’opportunità di intervistare Valentina Pistis, che cura l’organizzazione, l’allestimento e la logistica della mostra “Io apro all’Unesco” e si occupa di proporla agli enti locali che vogliono ospitarla. Venti città del territorio tra cui Iglesias, Oristano e Sassari hanno già accolto la mostra di immagini fotografiche che rappresentano il patrimonio nuragico sardo. Altri sessanta comuni attendono di fare altrettanto. Valentina ha affermato che occuparsi della mostra le offre la possibilità di conoscere l’intera isola e di approfondire contenuti che spesso trascuriamo e che invece, se valorizzati, possono creare ricchezza sotto tutti i punti di vista. La Sardegna è il punto focale dell’associazione, ma in che modo ciò che sta facendo quest’ultima è utile per l’isola? «Indubbiamente - spiega Valentina - la valorizzazione del patrimonio nuragico avrà sia uno scopo culturale, ovvero una maggiore conoscenza delle nostre origini che ci aiuti a maturare sotto l’aspetto lavorativo e personale, ma anche uno scopo economico: l'isola deve avere la possibilità di diventare un’attrattiva per il mercato turistico, così da incentivare l’economia».

L'associazione ha pensato di rivolgersi alla nostra scuola in quanto sede di un istituto alberghiero e turistico, che rappresenta i principali settori di interesse per le loro attività. Ottenere il patrocinio dell’Unesco e, di conseguenza, concentrare una maggiore attenzione turistica sui monumenti della civiltà nuragica e non soltanto sulle attrattive estive porterebbe un importante beneficio economico alle strutture, che potrebbero così proseguire le proprie attività e migliorare la qualità dei propri servizi. L’economia di tutta l’isola ne trarrebbe vantaggio.

*Giada frequenta l’Ipia

Ferraris di Iglesias

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