La Nuova Sardegna

Coldiretti sprona la Regione 100 mila ettari da ricoltivare

di Stefano Ambu
Coldiretti sprona la Regione 100 mila ettari da ricoltivare

Il mondo delle campagne sfila a Cagliari e lancia una proposta alla giunta

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CAGLIARI. Molta rabbia. Ma anche ironia. Carciofi regalati ai passanti. Forse per far capire che la situazione è spinosa. E inaugurazione di una nuova strada, “via delle lumache”, a un passo dalla sede di Argea, ente pagatore regionale. Con tanto di consegna di due scatole di gasteropodi. Metafora molto semplice: un altro modo per dire che la burocrazia è troppo lenta per il mondo delle campagne in affanno tra Covid, caro bollette e aumenti dei prezzi delle materie prime. Per ribadire il messaggio anche uno striscione: la burocrazia uccide l’agricoltura. Circa milleduecento (duemila per gli organizzatori) allevatori e agricoltori hanno sfilato a Cagliari con le bandiere gialle di Coldiretti. Raduno davanti alla Regione in viale Trento. Poi corteo in viale Trieste e interventi finali in piazza del Carmine. In testa al serpentone decine di sindaci con la fascia tricolore.

Una manifestazione per ricordare che la Sardegna deve fare anche i conti con i tempi e i costi per i trasporti. Partenza da viale Trento. Poi inevitabile fermata in via Caprera per un flash mob delle nuove leve di Coldiretti. Sulla targa che ricorda il nome dell’isola hanno sistemato un cartello, con gli stessi caratteri tipografici che si usano per indicare le vie, con la scritta “via delle lumache”. E sotto “già via della lentezza”. «La burocrazia è il nemico forse più insidioso e subdolo di noi giovani e di tutte le imprese – afferma il delegato di Coldiretti Giovani Frediano Mura –. Uno degli esempi eclatanti lo abbiamo vissuto sulle nostre stesse spalle con la siccità del 2017 che a distanza di ormai cinque anni non si è ancora chiusa». Un corteo generoso: tanti carciofi regalati con un biglietto che invita i cittadini all’acquisto di prodotti locali. «Il caro prezzi sta colpendo indistintamente imprese e famiglie» spiega ancora Mura. Poi la parte conclusiva della protesta. Con l’illustrazione della nuova piattaforma per le campagne sarde. Ri.coltivare la Sardegna, recuperando 100mila ettari per produrre il 40% del fabbisogno di mangime. E, per l’immediato, un intervento straordinario “salva agricoltura”. Sono due delle proposte consegnate anche al presidente della Giunta Christian Solinas. «Oggi – spiega l’organizzazione con il presidente Battista Cualbu e il segretario Luca Saba – si utilizzano poco più del 30 per cento degli ettari infrastrutturati con gli impianti irrigui (oltre 63mila su 195mila). Con la nostra proposta si incentiverebbe la coltivazione di 100mila ettari di terra per produrre circa il 40% del fabbisogno interno di mangime da parte degli allevatori, 2,5 milioni di quintali. Una proposta dettagliata per provare a uscire dalla crisi. Come? «Con contratti di filiera tra agricoltori e allevatori attraverso le cooperative garantendo un prezzo equo e sostenibile a tutti con un incentivo di 200 euro ad ettaro per un impegno totale di 20milioni di euro».

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