Lo “tsunami” bollette mette in forse la ripartenza
Dopo quella pandemica un’ondata forse peggiore investe tutti i settori
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SASSARI. Per mesi e mesi tutti hanno stretto i denti, molti non ce l’hanno fatta stretti nelle spire della crisi innescata dalla pandemia e dalle contromisure prese per contrastarla. Ma ora che il virus dà l’idea di non essere invulnerabile e le imprese che hanno resistito sono quasi tutte in attività, è arrivata una mazzata cui nessuno pensava: quella della crisi energetica che sta provocando rincari a cascata in tutti i settori. Ora viene fuori che gli esperti avevano previsto tutto, ma chi ha in mano le sorti di un’azienda e quindi quelle dei dipendenti e delle loro famiglie non poteva influire sulle strategie planetarie, ma solo “pensare positivo” e cercare di fare il possibile per riprendere a marciare. È ciò che hanno fatto tutti, con coraggio e tante rinunce, nella convinzione che, tutto sommato, peggio di così non potesse andare.
Invece è arrivato un altro tsunami, una sorta di ondata a effetto ritardato dopo la scossa ad alta intensità rappresentata dal Covid che aveva provocato macerie e crolli nel tessuto imprenditoriale. Un’ondata che va affrontata con misure straordinarie dalle istituzioni, allarmate dal fatto che gli enormi benefici che i fondi del Pnrr avrebbero dovuto apportare alle disastrate economie del Vecchio continente rischino di essere vanificati dai danni provocati dall’aumento dei prezzi. Non c’è qualcuno che sfugga agli effetti dalle singole famiglie che in questi giorni stanno sgranando gli occhi dopo aver ricevuto le bollette, alla Grande distribuzione, dalle concessionarie di auto alle industrie, da chi ha avuto la fortuna o la lungimiranza di ammodernare gli impianti a chi non ne aveva la possibilità. L’effetto smarrimento è lo stesso, così come la certezza che da soli non se ne esce. (a.palmas)
Invece è arrivato un altro tsunami, una sorta di ondata a effetto ritardato dopo la scossa ad alta intensità rappresentata dal Covid che aveva provocato macerie e crolli nel tessuto imprenditoriale. Un’ondata che va affrontata con misure straordinarie dalle istituzioni, allarmate dal fatto che gli enormi benefici che i fondi del Pnrr avrebbero dovuto apportare alle disastrate economie del Vecchio continente rischino di essere vanificati dai danni provocati dall’aumento dei prezzi. Non c’è qualcuno che sfugga agli effetti dalle singole famiglie che in questi giorni stanno sgranando gli occhi dopo aver ricevuto le bollette, alla Grande distribuzione, dalle concessionarie di auto alle industrie, da chi ha avuto la fortuna o la lungimiranza di ammodernare gli impianti a chi non ne aveva la possibilità. L’effetto smarrimento è lo stesso, così come la certezza che da soli non se ne esce. (a.palmas)
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