La Nuova Sardegna

Tonno controcorrente «Crisi, non fai paura»

di Giandomenico Mele
Tonno controcorrente «Crisi, non fai paura»

Valsecchi (As do mar): «Solare, promozioni e assunzioni Con gli investimenti riduciamo l’impatto degli aumenti»

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OLBIA. La tempesta perfetta per l’industria del tonno passa per l’aumento incontrollato del costo delle materie prime e dell’energia. L’aumento dei prezzi al consumo potrebbe sembrare la soluzione. In realtà il futuro passa per una parola: resilienza. Nel caso della Generale Conserve, che produce il tonno As do Mar nella fabbrica di Olbia, il concetto si declina in investimenti e visione di un futuro di autonomia energetica. Adolfo Valsecchi, presidente di Generale Conserve, capitano di lungo corso nell’industria conserviera del tonno, è un veterano che affronta a testa alta i venti contrari dell’economia italiana in questo 2022.

«Tutti i costi delle nostre materie prime e secondarie sono aumentati, da un minimo del 10 per cento a un massimo del 51 per cento per quanto riguarda le scatolette a banda stagnata – spiega Valsecchi –. Il nostro costo medio ponderato è cresciuto solo del 10%, a fronte dei grandi investimenti in tecnologia avanzata e automazione negli stabilimenti fatti negli anni passati. Abbiamo investito 50 milioni negli ultimi sei anni per migliorare tecnologicamente i nostri processi produttivi, con metodi più avanzati nella lavorazione del tonno e attraverso efficienze aziendali».

Costi energetici. L’impatto dell’aumento dei costi energetici non si è fatto ancora sentire ma, per ragionare come una famiglia, la bolletta sta per arrivare. Generale Conserve guarda avanti, attraverso un investimento di quasi 2 milioni di euro per un impianto a energia solare. «In un mese e mezzo avremo il nostro impianto, abbiamo firmato un contratto con l’Enel – conferma Adolfo Valsecchi –. Sarà montato e collaudato entro giugno: con l’inizio della produzione estiva saremo pronti a partire. Raggiungeremo l’autonomia energetica attraverso il solare, con pannelli montati sui tetti dei capannoni del nostro stabilimento. Dopo aver coperto i costi di ammortamento, contiamo di risparmiare tra il 40 e il 50 per cento rispetto ai costi attuali. Metteremo anche delle colonnine esterne di ricarica per i veicoli dei nostri lavoratori».

Investimenti, dunque, che consentono di ridurre l’impatto di aumenti astronomici, non solo energetici – soprattutto se valutati nel breve periodo – ma che coinvolgono in primo luogo le materie prime: dal +25 per cento del costo del tonno, che arriva dalle navi da pesca in tutte le zone a cavallo dell’Equatore, fino all’aumento, sempre intorno al 25 per cento del prezzo dell’olio d’oliva e al 20 per cento in più del costo sui cartoncini per le confezioni di tonno da tre scatole e i vasi di vetro.

Poi ci sono le materie secondarie: come i condimenti e il passato di pomodoro per i prodotti composti. Una tempesta perfetta, appunto. I costi medi finali per produrre una confezione di tonno As Do Mar, dunque, sono aumentati di circa il 10 per cento. Nonostante questo, il difficile equilibrio con la grande distribuzione per il prezzo allo scaffale del prodotto segna la politica commerciale: l’azienda vedrebbe un punto di equilibrio con un aumento dell’8 per cento, già applicato in molti Paesi europei, mentre la Grande distribuzione italiana blocca il prezzo intorno a un +6 per cento, insufficiente attualmente a coprire tutti i maggiori costi.

Capacità competitiva. «A fronte di questi terribili venti contrari che stanno investendo tutta l’industria alimentare italiana, in particolare le conserve ittiche, la nostra azienda confida di ancorarsi alla sua aumentata capacità competitiva, sviluppata negli ultimi tre anni grazie agli investimenti fatti – sottolinea il presidente di Generale Conserve –. Per questo abbiamo deciso di confermare e aumentare gli investimenti promozionali in Sardegna diretti al consumatore, al fine di consolidare la nostra posizione come secondo marchio sul mercato. Confermiamo le assunzioni di stagionali con i contratti a termine fatti negli ultimi anni, investendo ulteriormente sulla nostra competitività. Vogliamo raccogliere ancora una volta, poi, gli stimoli delle nostre maestranze, venendo incontro alle aspettative delle parti sociali in Sardegna, confermando le nostre donazioni alla rete della Croce Rossa e della Caritas. Non ci lasciamo spaventare, dunque. Vogliamo replicare i successi del 2021».

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