La Nuova Sardegna

Marras sfila a Mosca: «Nessuno vuole la guerra»

di Angiola Bellu
Marras sfila a Mosca: «Nessuno vuole la guerra»

Lo stilista porta le sue creazioni in Russia nel pieno della crisi internazionale «Sono i nostri clienti top: non temiamo possa incrinarsi un solido rapporto»

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MILANO. La settimana geopolitica si chiude come era iniziata; con gli Usa che annunciano ancora una volta un’imminente invasione russa dell’Ucraina, mentre Mosca nega, e accusa Washington di scarsa attenzione alle esigenze securitarie del Paese. Tra le rinnovate minacce di attacchi militari con conseguenti pesanti sanzioni e l’ambizione di riportare tutti al tavolo della diplomazia, proviamo ad allontanarci dal clamore dei media e dalla propaganda - che si dipana tra tensioni e negoziati - per vedere cosa succede su altri piani degli attuali difficilissimi rapporti con la Russia. Si apre martedì, a Milano, la settimana internazionale della moda, ma c’è chi, come Antonio Marras, ha anticipato l’evento portando a Mosca le sue creazioni. In questi giorni di forte tensione, lo stilista algherese ha sfilato in una città accogliente che, ci racconta, di guerra non vuole sentir parlare. Un incontro con la città, il suo, che letto nel contesto attuale, non sa solo di moda e non è non solo commercio: c’è, al netto dei giochi di guerra fredda, la volontà e il coraggio dell’incontro tra i popoli, volontà che non si ferma e che riprende vigore dopo l’astinenza forzata dalla pandemia. È anche questo il significato di una sfilata italiana, dalla forte connotazione sarda, in terra russa. «La sfilata è andata molto bene – racconta lo stilista – è stato davvero un trionfo. Abbiamo fatto un vero e proprio show in collaborazione con il nostro partner commerciale russo Bosco dei ciliegi. Abbiamo sfilato al Pestrovsky passage, una galleria importante nel centro della città».

I cittadini russi, i moscoviti in particolare, non credono alla guerra imminente. Simbolico anche il tema della sfilata, ispirata al film del regista Nikita Michalkov "Oci ciornie”, del 1987, uno dei simboli della contaminazione tra la Russia e l'Italia, che racconta una storia d'amore tra un uomo italiano e una donna russa. Se la narrazione mediatica è focalizzata sulle prove generali di una guerra, che coinvolgerebbe in qualche maniera la Nato, con gravissime conseguenze economiche e sociali per noi europei, il polso del Paese racconta un’altra storia sociale ed economica: «I russi sono i nostri clienti top – assicura Marras – quello russo è un mercato che tiene in piedi il 10 per cento del nostro fatturato totale. Da parte nostra non avvertiamo alcuna volontà o pericolo che si possa incrinare il solido rapporto economico in atto».

Il mercato della moda è una grossa fetta dello scambio commerciale tra Italia e Russia: Mosca attualmente è al 14esimo posto per volumi di esportazioni del “Made in Italy" e complessivamente lo scambio commerciale tra i due paesi è pari a 20 miliardi di euro. Se la notizia della sfilata di Marras va in onda in prima serata al Tg1 russo, seguito da 50 milioni di telespettatori, possiamo considerarlo un piccolo segnale positivo di continuità nei pacifici rapporti commerciali tra i due paesi, al netto dei complicati negoziati geopolitici in atto.

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