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Prenotazioni impossibili: si teme il deserto dei voli

Prenotazioni impossibili: si teme il deserto dei voli

Dopo quello delle associazioni di categoria arriva anche l’allarme della Cgil Filt

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SASSARI. Quando 15 organizzazioni di categoria in qualche modo legate al turismo e al mondo delle imprese, seguite (con modalità e termini diversi) anche dal sindacato, lanciano l’allarme per i rischi legati a una continuità territoriale zoppicante e all’incertezza che si profila sui collegamenti aerei proprio nel momento cruciale della stagione, forse c’è veramente da preoccuparsi. Su come uscire dalla situazione di pericolo le ricette non sono concordi. C’è quella dell’assessore regionale ai Trasporti che in fondo ricetta non è perché parte dal presupposto che il problema non esista: «Stiamo portando avanti, in stretto accordo con il Ministero e con la rappresentanza italiana a Bruxelles - dice Giorgio Todde -, un’azione condivisa che ha già portato e porterà risultati importanti per garantire il diritto alla mobilità dei sardi e della Sardegna a essere collegata con il resto d’Italia».

Nel documento sottoscritto da 15 organizzazioni invece si delinea il rischio di una disastro e si prospetta (anche) una soluzione estrema: «Cancellare il bando attuale dei quattro mesi estivi, per lasciare che il libero mercato, pur non essendo la soluzione ottimale, possa sbloccare la situazione». Ipotesi che viene bocciata dal segretario della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu: «Se si arrivasse ad un puro libero mercato nei mesi estivi, il popolo sardo potrebbe vedersi negato il diritto non solo alla continuità ma potrebbe anche allontanare il percorso virtuoso del riconoscimento di un gap infrastrutturale legato anche all’insularità».

Secondo il segretario della Filt Cgil «il concetto di continuità territoriale non può essere lasciato al libero mercato così come stanno proponendo le associazioni di categoria, seppur per un breve periodo. La possibilita di potersi muovere e spostarsi per l’intero arco dell’anno a tariffe calmierate, con frequenze certe, con servizi minimi al passeggero garantiti, non deve essere messa più in discussione. Torneremmo indietro di 25 anni: voli solo per due mesi estivi con più vettori e poi un completo deserto».

Boeddu rinnova le critiche alla Regione: «Il non aver chiaro non solo ciò che deve essere fatto, ma anche di quale modello di continuità territoriale aerea la Regione Sardegna si vuole dotare, porterà ad un vero e proprio collasso del sistema».

Boeddu ricorda che fino ad ora «tutti i bandi che si sono succeduti al primo, hanno sempre fatto un passo in avanti migliorando il bando precedente. In questa occasione, qualora non dovessero essere apportati in tempi brevissimi dei correttivi, non sarebbe a rischio solo l’imminente stagione estiva ma, il sistema della mobilità dei sardi da e per la nostra isola verrebbe posto a rischio in maniera non trascurabile».

Dopo la dura presa di posizione delle associazioni e delle organizzazioni di categoria e quella della Cgil trasporti, si attende una mossa della Regione. In particolare «ci aspettiamo che il governatore, insieme all’assessore regionale dei Trasporti, convochi immediatamente il tavolo di confronto più volte richiesto ma mai attivato», dice Arnaldo Boeddu.

Un confronto a cui dovrebbero partecipare «non solo le federazioni regionali della categoria dei trasporti ma anche le confederazioni di Cgil Cisl e Uil della Sardegna».



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