La Uil: «Tutti sollecitano soluzioni definitive»
Il segretario Zonca: «Non è pensabile che Regione e Governo continuino a rincorrere l’emergenza»
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CaGLIARI. La preoccupazione è forte per il futuro del la Ct1 dal 15 maggio in poi. Dopo il gruppo delle 15 associazioni della filiera del turismo e la Cgil, anche il segretario regionale della Uil trasporti, William Zonca, s’è unito al grido d’allarme. «È necessario un cambio di rotta per trovare un modello di Continuità adeguato alle esigenze dei sardi e alle esigenze del turismo. Per questo rinnoviamo l'appello, perché sia trovata una soluzione definitiva».
L’accusa. «Questa situazione d’incertezza – scrive Zonca– non è più tollerabile perché rischia di provocare danni incalcolabili all'economia e all'occupazione. È inaccettabile l’ennesima impasse in cui ci troviamo, mentre la Sardegna e i sardi avrebbero dovuto avere già la certezza di aver garantiti quei diritti conquistati nel tempo: frequenze, tariffe, orari, tipologia degli aeromobili e del servizio». Sono – prosegue la segreteria regionale della Uil trasporti – «diritti alla mobilità che, ricordiamo, non servono semplicemente per raggiungere la penisola ma per godere dello stesso principio sancito dalla costituzionale e concesso agli altri cittadini italiani. Purtroppo, sembra che dopo tante battaglie questo stia venendo meno».
Peggio di prima. «Basti pensare che quest’anno – scrive il segretario Zonca – la frequenza dei voli in continuità territoriale è la stessa del 2021, ovvero quattro tratte su Milano-Linate e cinque su Roma-Fiumicino, pur avendo una situazione epidemiologica in miglioramento. È inaccettabile avere le stesse rotte dell’anno scorso, per giunta con orari poco consoni alle esigenze di chi deve raggiungere Roma o Milano per lavoro o proseguire verso altre destinazioni turistiche»
Invito perentorio. Nel suo appello alla Regione, la Uil trasporti sollecita una «svolta definitiva da parte delle istituzioni coinvolte nel definire un modello di continuità adeguato alle esigenze dei sardi ed alle esigenze e del territorio». Fermo restando che, secondo la segreteria regionale del sindacato, «il mercato della continuità territoriale necessita dei servizi che solitamente offre un vettore tradizionale», e quindi «serve un'immediata presa di posizione da parte delle istituzioni regionali e nazionali, a cominciare dal ministero ai trasporti, per garantire anche alla Sardegna il diritto alla mobilità». Perché – conclude il segretario regionale William Zonca – «in questo momento di ripresa non ci possiamo permettere di ripartire ancora in un clima di incertezza e di mancanza di prospettive» ed è impensabile che «si continui a rincorrere l’emergenza anche con i prossimi bandi in attesa di essere pubblicati e infatti, come sardi ci stupiremo, invece, quando finalmente avremo di nuovo un modello di continuità territoriale aerea garantita per almeno quattro anni com'era prima»..
L’accusa. «Questa situazione d’incertezza – scrive Zonca– non è più tollerabile perché rischia di provocare danni incalcolabili all'economia e all'occupazione. È inaccettabile l’ennesima impasse in cui ci troviamo, mentre la Sardegna e i sardi avrebbero dovuto avere già la certezza di aver garantiti quei diritti conquistati nel tempo: frequenze, tariffe, orari, tipologia degli aeromobili e del servizio». Sono – prosegue la segreteria regionale della Uil trasporti – «diritti alla mobilità che, ricordiamo, non servono semplicemente per raggiungere la penisola ma per godere dello stesso principio sancito dalla costituzionale e concesso agli altri cittadini italiani. Purtroppo, sembra che dopo tante battaglie questo stia venendo meno».
Peggio di prima. «Basti pensare che quest’anno – scrive il segretario Zonca – la frequenza dei voli in continuità territoriale è la stessa del 2021, ovvero quattro tratte su Milano-Linate e cinque su Roma-Fiumicino, pur avendo una situazione epidemiologica in miglioramento. È inaccettabile avere le stesse rotte dell’anno scorso, per giunta con orari poco consoni alle esigenze di chi deve raggiungere Roma o Milano per lavoro o proseguire verso altre destinazioni turistiche»
Invito perentorio. Nel suo appello alla Regione, la Uil trasporti sollecita una «svolta definitiva da parte delle istituzioni coinvolte nel definire un modello di continuità adeguato alle esigenze dei sardi ed alle esigenze e del territorio». Fermo restando che, secondo la segreteria regionale del sindacato, «il mercato della continuità territoriale necessita dei servizi che solitamente offre un vettore tradizionale», e quindi «serve un'immediata presa di posizione da parte delle istituzioni regionali e nazionali, a cominciare dal ministero ai trasporti, per garantire anche alla Sardegna il diritto alla mobilità». Perché – conclude il segretario regionale William Zonca – «in questo momento di ripresa non ci possiamo permettere di ripartire ancora in un clima di incertezza e di mancanza di prospettive» ed è impensabile che «si continui a rincorrere l’emergenza anche con i prossimi bandi in attesa di essere pubblicati e infatti, come sardi ci stupiremo, invece, quando finalmente avremo di nuovo un modello di continuità territoriale aerea garantita per almeno quattro anni com'era prima»..
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