«No al dualismo Cagliari-Sassari nella sanità»
Marcia di protesta nel Mandrolisai per un’assistenza che sia più attenta ai territori dell’interno
2 MINUTI DI LETTURA
SORGONO. Si è sancita ieri un’unione territoriale importante, che dal Mandrolisai si è spinta oltre il limite di provincia nella rivendicazione dei servizi sanitari che pongono al centro l'ospedale di Sorgono e combattono il dualismo Cagliari-Sassari, rivendicando maggiore attenzione verso gli ospedali San Francesco di Nuoro e San Martino di Oristano. Ieri mattina si è tenuta l'undicesima marcia territoriale del comitato Sos Sanità Barbagia Mandrolisai, che partendo dal limite di provincia, in localià S’Apiu, ha radunato un migliaio di cittadini che hanno marciato verso Samugheo lungo la Sp 75.
«Si è trattato di un momento importantissimo nel percorso che abbiamo intrapreso a favore della sanità del nostro territorio - spiega l'attivista Bachis Cadau del gruppo Sos Barbagia Mandrolisai -, con loro si concretizza davvero una unione della Sardegna centrale, che proseguirà poi nella manifestazione prevista il 12 marzo a Oristano e che porterà in piazza numerosi comitati territoriali della provincia di Nuoro che da mesi, così come abbiamo fatto noi, combattono contro la logica centrifuga sanitaria che purtroppo ci sta portando a soffrire in questo modo».
Presenti Francesco Carta, sindaco di Ortueri, e Antonello Demelas, collega di Samugheo. Nel corteo rappresentanti di tutte le comunità che in questi mesi hanno animato le marce, e che ormai da mesi si alternano quotidianamente al presidio fisso al San Camillo di Sorgono.
«Quello che chiediamo fondamentalmente - continua Bachis Cadau - è che si ritorni a una logica locale, che dia di nuovo ampio potere di spesa e di decisione ai manager locali, in modo che si eliminino le imposizioni degli uffici centrali che spesso arrivano a discapito delle nostre piccole, ma importantissime realtà. Per questo motivo la battaglia deve proseguire sotto l'egida della unione tra la cittadinanza con chi ci amministra politicamente a livello locale e soprattutto - conclude - con chi ci amministra dal punto di vista sanitario. Assieme potremo farcela». (m.co.)
«Si è trattato di un momento importantissimo nel percorso che abbiamo intrapreso a favore della sanità del nostro territorio - spiega l'attivista Bachis Cadau del gruppo Sos Barbagia Mandrolisai -, con loro si concretizza davvero una unione della Sardegna centrale, che proseguirà poi nella manifestazione prevista il 12 marzo a Oristano e che porterà in piazza numerosi comitati territoriali della provincia di Nuoro che da mesi, così come abbiamo fatto noi, combattono contro la logica centrifuga sanitaria che purtroppo ci sta portando a soffrire in questo modo».
Presenti Francesco Carta, sindaco di Ortueri, e Antonello Demelas, collega di Samugheo. Nel corteo rappresentanti di tutte le comunità che in questi mesi hanno animato le marce, e che ormai da mesi si alternano quotidianamente al presidio fisso al San Camillo di Sorgono.
«Quello che chiediamo fondamentalmente - continua Bachis Cadau - è che si ritorni a una logica locale, che dia di nuovo ampio potere di spesa e di decisione ai manager locali, in modo che si eliminino le imposizioni degli uffici centrali che spesso arrivano a discapito delle nostre piccole, ma importantissime realtà. Per questo motivo la battaglia deve proseguire sotto l'egida della unione tra la cittadinanza con chi ci amministra politicamente a livello locale e soprattutto - conclude - con chi ci amministra dal punto di vista sanitario. Assieme potremo farcela». (m.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
